Le soluzioni Servotecnica nel Settore Alimentare Item Link Leggi tutti

Le soluzioni Servotecnica nel Settore Alimentare

Marzo 2015

  • Le macchine e gli impianti per la produzione ed il confezionamento di alimenti richiedono tecnologie robuste che siano precise, affidabili, potenti e conformi all’uso in ambiente alimentare.

    Servotecnica è in grado di fornire, per il mercato alimentare, componenti che rispondono alle normative del settore.

    Gli attuatori lineari elettrici della Exlar sono in grado di fornire spinte elevate, di garantire precisione e ripetibilità nei posizionamenti e, contrariamente agli attuatori idraulici, senza il rischio di contaminare l’ambiente. L’utilizzo di viti a rulli satelliti fornisce aspettative di vita fino a 15 volte quella delle viti a circolazione di sfere. Sono progettati per garantire milioni di cicli senza manutenzione. Lo stelo liscio ed in acciaio, la compattezza e l’utilizzo di materiali “food grade” li rendono ideali per l’utilizzo in ambiente alimentare.

    I giunti rotanti della Dynamic Sealing Technologies sono progettati per trasferire in modo pulito, asettico, affidabile ed efficiente tutti i tipi di fluidi nel settore alimentare, farmaceutico e chimico, grazie anche all’utilizzo di acciaio AISI 316L per la carcassa ed al design che garantisce assenza di ristagno. I materiali delle guarnizioni e delle tenute sono idonei a resistere ai fluidi più corrosivi ed ai processi di lavaggio CIP e SIP.

    Sono quindi utilizzati con successo: sulle macchine rotanti per il lavaggio e la sterilizzazione delle bottiglie essendo equipaggiati con guarnizioni resistenti a vapori corrosivi e ad alte temperature.

    Sulle machine rotanti per il riempimento delle bottiglie grazie ai giunti rotanti con passaggi multipli per il trasferimento di vari fluidi quali acqua, aria, CO2, vapore e fluidi viscosi e/o corrosivi.

    I giunti rotanti della Dynamic Sealing Technologies rispondono alle norme FDA, 3A e ad altre norme sanitarie.

Nuovo motore lineare iron-core TM18 Item Link Leggi tutti

Nuovo motore lineare iron-core TM18

Aprile 2016

  • Le terre rare presenti nei motori a magneti permanenti sono un fattore di costo rilevante.
    Con lo scopo di abbattere i costi, pur mantenendo elevate prestazioni, Tecnotion, azienda specialista nei motori lineari, distribuita da Servotecnica, espande il proprio portfolio con i nuovi motori iron-core TM18, in grado di generare forze paragonabili a quelle di motori con magneti di dimensioni maggiori e quindi costi più alti.


    Non necessitando più di larghe e costose piastre magnetiche, l'implementazione dei motori TM18 copre anche applicazioni richiedenti forze che fino ad oggi potevano essere ottenute unicamente con motori di grandi dimensioni.


    Con la sua lunghezza di 336mm, il motore TM18 garantisce una forza continuativa di 360N ed una forza di picco di 720N. In più, Tecnotion offre la possibilità di accoppiare due motori sulla stessa base magnetica, aumentano così la forza continua disponibile a 720N.
    Tali performance vengono ottenute in dimensioni estremamente compatte: l'altezza totale di motore e piastra magnetica è di soli 40mm e la sua larghezza di soli 50mm.
    È inoltre possibili e raggiungere velocità di 10m/s.


    Specialmente in applicazioni caratterizzate da corse estese, che di conseguenza richiedono barre magnetiche molto lunghe, il TM18 rappresenta un'alternativa estremamente vantaggiosa. I potenziali campi applicativi sono innumerevoli: il basso cogging lo rende ad esempio ideale per l'utilizzo in stampanti industriali. Macchine utensili e sistemi di taglio sono altresì ottimi esempi d'impiego dei nuovi motori TM18.

Sensori digitali magnetici e distribuiti Magnescale Item Link Leggi tutti

Sensori digitali magnetici e distribuiti Magnescale

Giugno 2016

  • I sensori digitali DK800S della Magnescale distribuiti da Servotecnica SPA, rappresentano lo sviluppo tecnologico nel campo dei misuratori tramite contatto meccanico. Risolvono le problematiche nei processi di controllo qualità.

    Caratterizzati da una vasta scelta di corse disponibili possono essere alloggiati anche in ambienti particolarmente difficili con presenza di liquidi o di oli. Basandosi sul principio magnetico sono immuni agli agenti esterni anche grazie al loro alto grado di protezione IP67. Le corse disponibili vanno da 5 a 30 mm con risoluzioni di 0,1 µm.

    Disponibili anche con comando pneumatico in modo da mandare il tastatore a contatto della superfice da misurare automaticamente. Possono essere accoppiati a visualizzatori con interfaccia RS-232 per centralizzare i dati ricevuti dalle varie misurazioni. Tramite moduli della serie MG si possono attuare Network intelligenti di misurazione con interfaccia Ethernet.

Lancio del nuovo Azionamento trifase 400V serie L7 di LSIS Item Link Leggi tutti

Lancio del nuovo Azionamento trifase 400V serie L7 di LSIS

Luglio 2016

  • Servotecnica annuncia che la rappresentata LS completa la gamma dei propri drivers serie L7 con la versione alimentata a 380/480 VAC trifase 50/60 Hz. Le opzioni disponibili sono 2: L7PB con comando step/dir, analogico ed adatto ad applicazioni indexate e L7NHB All in One con protocollo EtherCAT. Particolare impegno è stato posto nella riduzione degli ingombri arrivando ad occupare il 5% in meno di spazio rispetto a prodotti concorrenti. La gamma disponibile parte da potenze di 1Kw sino a 15 Kw. Il principio base dello sviluppo è fornire un prodotto “Facile all’ uso”, funzioni come il “Riconoscimento automatico del motore e dell’encoder”, disponibilità di “Switches rotativi” per l’indirizzamento, “Resistenza di frenatura” integrata o collegabile esternamente: il tutto al fine di rendere estremamente semplice la messa in funzione dell’azionamento. Tale semplicità non è comunque a scapito delle prestazioni: la possibilità di interfacciarsi con encoder seriali ad alta risoluzione con protocollo Biss o EnDat 2.2 danno precisione al posizionamento e stabilità a bassi giri con ripple di coppia e velocità estremamente contenuti , raggiungibili anche grazie alla frequenza di switching del loop di corrente pari a 16KHz. Un sofisticato impiego di 4 filtri di Notch oltre a 2 soppressori di vibrazione, la possibilità di cambiare al volo i guadagni, permettono di “modulare” le prestazioni del driver adattandolo così  alle esigenze del sistema meccanico. Disporre di protocollo EtherCat 100 Base-TX (100 Mbps) con profilo CiA402 permette di interfacciare questi drivers con i diversi masters disponibili sul mercato. Tutti i drivers hanno la certificazione Safety Torque Off.

I motori lineari TBW e TM18 proposti da Servotecnica per le macchine utensili Item Link Leggi tutti

I motori lineari TBW e TM18 proposti da Servotecnica per le macchine utensili

Settembre 2016

  • Il motore lineare, eliminando la trasmissione meccanica, permette di ottenere una banda passante più’ alta, una maggiore rigidità, assenza di giochi, settling time ridotti e velocità più elevate.

    Servotecnica propone per le macchine utensili di nuova generazione i motori lineari iron-core TECNOTION TBW appositamente studiati per questo tipo di applicazioni. Potendo raggiungere spinte sino a 6750N (con raffreddamento ad acqua) rappresentano l’eccellenza nel capo delle motorizzazioni dirette. La particolare geometria impiegata nella produzione delle barre magnetiche, assemblando gli elementi con un giusto grado di inclinazione, assicurano un cogging contenuto a tutto vantaggio della qualità finale delle lavorazioni. Spingersi sino a 120m/min con 4mt/sec² di accelerazione è ormai nella norma.

    Si differenziano rispetto ai concorrenti per la più contenuta “Attraction Force” ovvero la forza di attrazione tra Coil e magneti. Riducendo questa forza si possono impiegare pattini meno performanti senza incorrere in problematiche meccaniche sulle guide. Anche il volume dei coil come il peso della parte magnetica è minore rispetto a soluzioni concorrenti con una conseguente riduzione della massa da trasportare.
    Una seconda opportunità viene dalla serie iron-core TM18, in grado di generare forze paragonabili a quelle di motori con magneti di dimensioni maggiori e quindi costi più alti. L’implementazione dei motori TM18 copre applicazioni richiedenti forze che fino ad oggi potevano essere ottenute unicamente con motori di grandi dimensioni.

    Con la lunghezza di 336mm, il motore TM18 garantisce una forza continuativa di 360N e 720N di picco. Si possono accoppiare due motori sulla stessa base magnetica aumentando così la forza continua disponibile a 720N. Le dimensioni sono estremamente compatte: l’altezza totale è di soli 40mm e la sua larghezza di 50mm. con velocità sino a 10 mt/sec., basso cogging fanno di questo motore l’ideale movimentazione per centri di lavoro.
Gli attuatori wireless JVL proposti da SERVOTECNICA Item Link Leggi tutti

Gli attuatori wireless JVL proposti da SERVOTECNICA

Novembre 2016

  • Con il termine WLAN (wireless local area network) si identifica una rete locale che sfrutta la tecnologia senza fili. JVL, leader nel settore dei motori con elettronica integrata, rappresentato da Servotecnica, propone per questa tipologia la motion controller MACC00-EW4.

    La comunicazione avviene tramite un’antenna che copre distanze sino a 450 mt con una velocità di comunicazione di 2,7 Mbit. Al motore viene portata la sola alimentazione.

    A bordo della MAC00-EW4 sono presenti 4 ingressi digitali e 4 uscite impiegabili come segnali locali come finecorsa di Homing o extra corsa. Supporta gli standard 802.11b e 802.11b1g. Integra funzionalità WEB server.

    Prestazioni simili si hanno con la motion controller MAC00-FB4 con connessione BlueTooth a 921 Kbit e MAC00-FZ4 con protocollo ZigBee a 25 Kbit.

    Tutte possono essere alloggiate negli attuatori serie MIL34 in versione Captive ed External con differenti passi della vite, lunghezze personalizzabili, vari gradi di protezione e diverse soluzioni per la chiocciola.

Trasmettere Fieldbus ad elevata frequenza attraverso uno Slip Ring Item Link Leggi tutti

Trasmettere Fieldbus ad elevata frequenza attraverso uno Slip Ring

Novembre 2016

  • La continua necessità di incrementare le prestazioni e ridurre i costi, nel campo del motion control, ha guidato il mercato verso l’impiego di protocolli su base Ethernet, imponendosi come standard rispetto a soluzioni che venivano precedentemente usate, garantendo prestazioni migliori e una facile soluzione per ridurre i tempi di sviluppo delle nuove applicazioni.

    Un ulteriore miglioramento, per semplificare il cablaggio, è avvenuto grazie alla soluzione, proposta da molti costruttori, di impiegare cavi ibridi che integrano circuiti di potenza, segnali digitali e bus di comunicazione Ethernet, con un solo cavo e unico connettore in configurazione daisy chain.

    Questa tendenza e la necessità di limitare al massimo “l’impronta terra” tramite l’utilizzo di giostre ha imposto ai costruttori di collettori rotanti, come Servotecnica, nuove sfide. Per ridurre il più possibile l’impatto del collettore elettrico sulla rete Ethernet partendo dal presupposto che le specifiche TIA/ANSI/EIA sono indirizzate ai soli cavi.

    Va detto che l’impiego di cavi ibridi lascia minori margini (Attenuazione, NEXT, ACR,RL,IL,etc ..) rispetto ai cavi standard CAT5e, l’introduzione di slipring diventa quindi un punto critico per tutte le macchine rotanti, il collettore è un collo di bottiglia attraverso cui passano tutte le connessioni elettriche verso la parte in rotazione.

    Per garantire un adeguata qualità di trasmissione ci sono 4 punti fondamentali da superare:

    • Mantenere un contatto pulito lungo tutta la rotazione anche in presenza di normali vibrazioni meccaniche.
    • Ridurre il più possibile il rumore elettrico generato dalla presenza di segnali di potenza presenti sul medesimo cavo
    • Ridurre il “Crosstalk” generato tra i doppini sul bus Ethernet; maggiore è il diametro del collettore e maggiore diventa il problema.
    • Mantenere la stessa qualità di trasmissione per tutta la durata di vita del collettore.

     

    Grazie all’utilizzo di tecnologia di contatto gold-gold sia per le spazzole che per gli anelli possiamo garantire un contatto pulito ed uniforme lungo tutta lo sviluppo circolare, inoltre grazie, all’uso di spazzole multi-filari forniamo la corretta pressione per la trasmissione riducendo l’attrito e migliorando la vita del collettore.

    Servotecnica ha sviluppato delle strutture degli anelli standard che, a seconda delle dimensioni e prestazioni richieste, garantiscono affidabilità della trasmissione nel tempo anche in presenza di linee elettriche che generano rumore.

    Abbiamo eseguito prove su larga scala, simulando reti complesse monitorandone il comportamento nel tempo anche in presenza di eventi indesiderati; il tutto per verificare l’affidabilità dei giunti rotanti di Nostra produzione in situazioni di particolare stress.

    Le esperienze fatte sul campo con i Nostri Clienti ci ha portato a sviluppare una documentazione completa accompagnata a controlli di qualità standard che possono garantire la conformità a CAT5e dei nostri collettori rotanti anche con cavi ibridi. Tutti i Nostri collettori per Ethernet sono testati e certificati CAT5e al 100%. Di recente, per coloro che necessitano di soluzioni a stock con consegna rapida, abbiamo introdotto anche alcuni collettori standard 100 BaseT e 1000 BaseT disponibili in diverse configurazioni con canali di alimentazione aggiuntivi.

    Grazie alla Nostra lunga esperienza possiamo trovare la soluzione migliore per le Vostre esigenze, non importa se sarà una soluzione personalizzata o standard, Vi aiuteremo a raggiungere il Vostro obbiettivo sia di prestazioni e di prezzo e nel minor tempo possibile; contattateci attraverso i Nostri uffici diretti in Italia e Germania o tramite i Nostri distributori in Europa.

     



    SVTS C - Through Bore Sercos Slip Ring SVTS D - Sturdy Sercos Slip Ring
Servotecnica presenta alla SPS/IPC/DRIVES i motori EMF basati sul principio LIPROKA Item Link Leggi tutti

Servotecnica presenta alla SPS/IPC/DRIVES i motori EMF basati sul principio LIPROKA

Febbraio 2017

  • EMF, una società Turco/Tedesca, ha sviluppato un'innovativa serie di motori sincroni basati sul principio LIPROKA. Il concetto di base è avere un motore sincrono fino a 8 poli, per quanto riguarda lo statore.

    L’innovazione risiede nel rotore, caratterizzato da un alto numero di poli. Tramite magneti di alte prestazioni si ottiene un flusso magnetico estremamente performante. Quando si applica allo statore un campo magnetico rotante ne consegue una rotazione del rotore in senso contrario rispetto al campo magnetico, con una velocità ridotta secondo un rapporto dipendente dalla geometria elettromagnetica e dal numero di poli rotorici.

    Il risultato è una “riduzione elettromagnetica” tra velocità statorica e rotorica. La velocità di rotazione dell’albero rotorico potrà essere variata in modo continuo e preciso. La motorizzazione così ottenuta è a tutti gli effetti un motoriduttore gearless che rispetto ad un motoriduttore classico, è in grado di offrire maggiore efficienza energetica e giochi zero. Tipicamente l’efficienza dei motori EMF è del 98%. Si raggiungono coppie sino a 7500 Nm a 100 RPM.

    L’impiego di questa tipologia di motorizzazioni spazia dal converting, macchine flexo, estrusori, molding, conveyor. Possono essere impiegati sia come posizionatori a loop chiusa, controllati da servo azionamenti, che comandati da inverter U/F.

    Servotecnica è lieta di presentare la propria gamma prodotti alla SPS/IPC/DRIVES nel Padiglione 3 allo Stand C045.
Sulle flowpack. dall'interfaccia uomo-macchina ai servomotori, tramite EtherCAT Item Link Leggi tutti

Sulle flowpack. dall'interfaccia uomo-macchina ai servomotori, tramite EtherCAT

Marzo 2017

  • Le macchine Flowpack di nuova generazione devono coniugare flessibilità, affidabilità e riduzione dei costi; Servotecnica propone un sistema LSiS che permette di risolvere queste problematiche fornendo un pacchetto completo, dall’HMI al PLC fino ai servomotori, basato su bus di campo EtherCAT.

    L’uso del protocollo di comunicazione EtherCAT permette di sfruttare l’alta banda di comunicazione a 100Mbps e la flessibilità di un sistema digitale, ottenendo così tempi di reazione ridottissimi che consentono cambi formato al volo evitando inutili sprechi di materiale.

    All'insegna della flessibilità Il sistema comprende il controllo assi XGF-M32E che può pilotare sino a 32 motori. Diverse sono le funzionalità disponibili come le camme elettroniche, assi elettrici, phasing dinamico per la correzione di moto. La lista di Functional Block , tutti complaint sia con il Ds402 che con lo standard IEC61131-3, garantisce tempi di sviluppo e parametrizzazione estremamente ridotti. Tutto questo ha permesso di realizzare pacchetti dedicati alle flowpack componibili e flessibili. Il range varia da semplici sistemi di 3 assi fino a quelle più complesse con assi aggiuntivi.

    Tutte le schede sono connesse per mezzo di un rack di dimensioni variabili a seconda dei moduli o del sistema. Il numero di slot disponibili varia da 4 fino a 8, esiste la possibilità di estenderlo tramite l’utilizzo di un bus locale. L’alimentazione è disponibile sia a 220VAC che in continua 24V. I due moduli principali sono la CPU XGI-CPUS e la scheda di motion XGF-M32E.

    Entrambe dotate di sistema multitasking, svolgono compiti differenti e si coordinano mediante uno scambio dati continuo e veloce. Questo consente alla parte di motion di dedicare tutta la potenza di calcolo per la gestione del motion e del bus di campo.

    Il tempo ciclo minimo è di 1ms e il valore di jitter del fieldbus è di 1µs. A seconda delle necessità si potranno inserire dei moduli di Input / Output da 16 punti, permettendo di arrivare a soluzioni sino 32 In e 32 Out o in caso di necessità fino a 256 punti di ingressi uscite.

    Temperatura sotto controllo

    Anche la gestione delle termocoppie avviene tramite il PLC grazie al modulo XGF-TC4RT; con opportuni algoritmi di temperatura si riesce ad avere una notevole precisione delle piastre di saldatura in tutte le condizioni lavoro; una soluzione innovativa per il controllo di temperatura è stata posta soprattutto nella fase di pre-riscaldamento in modo che la macchina sia sempre nelle condizioni di eseguire saldature efficaci. Sempre per garantire il massimo del controllo di temperatura sono disponibili giunti rotanti di nuova generazione della serie SVTS E. Questi garantiscono non solo una facile installazione con un grado di protezione IP65, ma l’impiego di metalli preziosi sia per gli anelli che per le spazzole permette di avere dei segnali di temperatura immuni da rumore elettrico.

    Con la funzione di touch probe è possibile catturare al volo le posizioni di marker per avere precisioni sia in fase di saldatura che di tranciatura.

    Comunicazione semplice e alto grado di protezioneÈ possibile abbinare al PLC delle interfacce HMI di svariate dimensioni, la più comune è il dispaly da 7” TFT LCD, serie eXP40, dotato di sistema operativo Windows CE 6.0 R3 e memoria da 64 MB. Dispone di tre porte di comunicazione RS-232, RS-485 ed Ethernet 10/100BASE-T. La realizzazione di ricette con animazione si realizza in modo semplice e intuitivo tramite un opportuno software applicativo.

    Non ultimo come punto di forza l’alto grado di protezione IP65. Queste HMI abbinate alle potenzialità di una CPU di ultima generazione permettono di monitorare continuamente le funzioni macchina, potendone prevedere manutenzioni preventive delle parti in rotazione.

    Grazie al monitoraggio della corrente assorbita dai motori, è altresì possibile verificare il corretto funzionamento o una possibile condizione di inefficienza. La grafica ad alta risoluzione aiuta, tramite immagini preinstallate, di seguire le parti in movimento oltre a indicare i punti macchina con possibili problemi.

    Le funzioni di Passthrough attive sui sistemi HMI permettono di utilizzare i pannelli come sistemi di debug in remoto, evitando l’utilizzo di pc per le fasi diagnostica. Le motorizzazioni avvengono tramite motori brushless della serie APM FL, con feedback da encoder incrementale o assoluto. Sono motori della serie flat in modo da ridurre al minimo gli ingombri. Corredati da cavi standard possono facilmente essere collegati agli azionamenti della serie L7 con alimentazione a 220 VAC o 380 VAC e protocollo EtherCat.

    Grazie al loro minimo ingombro permettono una riduzione del quadro elettrico.

Specialisti nel Motion Control Item Link Leggi tutti

Specialisti nel Motion Control

Marzo 2017

  • Servizi e soluzioni a tutto campo, dalla scelta del prodotto, allo sviluppo del software fino alla proposta più adatta alle specifiche applicazioni, con  prodotti unici basati su tecnologie d’avanguardia

    Un’azienda sul mercato da quasi 40 anni, la cui costante ricerca di nuove tecnologie ha portato a instaurare collaborazioni con società dislocate in tutto il mondo, con un catalogo che vede la presenza di più di 20 fornitori strategici, ciascuno con una caratteristica particolare di prodotto e spesso leader di nicchia. Ne abbiamo parlato con Emilio Bistoletti, ‎Amministratore Delegato di Servotecnica
     

    La collocazione di mercato

    Il settore del Motion Control è indubbiamente “affollato”, con la presenza di multinazionali che con un portfolio diversificato puntano a essere unico fornitore per le applicazioni dei clienti. Nel vostro caso, quali sono gli elementi che vi distinguono dai competitor?

    La nostra caratteristica primaria e che siamo sempre stati degli innovatori nell’introdurre tecnologie che le grandi multinazionali ancora non hanno, o perché riguardano nicchie di mercato o perchè non sono ancora un mercato così ampio da richiamare l’interesse di questi grossi gruppi. Lavoriamo fianco a fianco con il cliente che sviluppa una nuova idea per far evolvere un macchinario o per far nascere la macchina della generazione futura, con un supporto ingegneristico che spesso tende addirittura a far evolvere un prodotto che già di per se è innovativo, grazie alla nostra esperienza sulle applicazioni e alle nostre competenze software, hardware e di meccanica. Il mercato è senz’altro affollato, ma si espande con un rate superiore a qualsiasi altro, e c’è quindi molto spazio all’idea, all’innovazione, a sviluppi che non sono solo l’evoluzione della macchina precedente, ma una nuova interpretazione per gestire un processo o una linea. La segmentazione della nostra offerta tecnologica, da micromotori con 6mm di diametro a motori di grandi dimensioni, non solo ci consente un coinvolgimento in molteplici settori industriali, ma ci permette di supportare più parti di uno stesso progetto del cliente, con una fornitura di tecnologie che arrivano da fornitori diversi, dove il collante è la nostra esperienza. Nel nostro percorso abbiamo introdotto sul mercato molte novità tecnologiche; per esempio siamo stati i primi, a metà degli anni ’80, a portare in Italia i motori lineari e a parlare di Motion Control basato sui microprocessori, importando questo nuovo approccio tecnologico dalla californiana Galil che ha fatto la storia del Motion Control trasformando il PC in un controllore. Siamo stati sempre, e lo siamo tuttora, molto attenti a cercare prodotti che permettano di andare oltre quanto l’automazione più classica delle multinazionali riesce a fare. Negli ultimi anni, per esempio, siamo stati molto impegnati nella miniaturizzazione dell’elettronica nel drive o in una configurazione che possa essere messa a bordo macchina, e da circa 8 anni distribuiamo gli azionamenti della tedesca AMK, tra le prime aziende a inseguire l’idea di far sparire l’azionamento dal quadro, gestibile da remoto o dall’unità host attraverso reti di comunicazione veloci quali EtherCAT, e anche con altri fornitori abbiamo iniziato a introdurre il concetto della maggiore integrazione tra l’azionamento e l’elettronica che lo comanda. La nostra esperienza è sempre stata al servizio sia dei clienti con cui siamo più partner che solo fornitori, che dei fornitori stessi per i quali il nostro aggancio con la realtà applicativa rappresenta un valore inestimabile, senza dimenticare la  sinergia tra fornitore e fornitore: spesso lavoriamo in modo incrociato con fornitori diversi dove ciascuno ha i prodotti che servono a parti differenti dello stesso progetto del nostro cliente. Non è quindi possibile che una multinazionale nostra concorrente possa offrire come unico fornitore un servizio come il nostro, anche per la nostra gamma di prodotti che arriva da fornitori strategici con cui vi è un rapporto consolidato che mediamente dura da 25 anni.

     

    Seconda domanda: L’offerta di prodotti e soluzioni

    In quale categoria di prodotti ritenete di essere all’avanguardia? E inoltre, quale settore industriale vi sta dando le maggiori soddisfazioni?

    Servotecnica punta su due le direttrici: l’integrazione dell’elettronica nel motore o bordo macchina, e la motorizzazione diretta. Oramai l’elettronica integrata è interessante a partire da potenze di poche decine di watt fino ai 5kW, con soluzioni sufficientemente compatte senza eccessivi “derate” sul dimensionamento complessivo del sistema. Essendo i macchinari moderni sempre più “gremiti” di servomotori, la causa di maggiori instabilità nel sistema è il cavo che collega il servodrive al motore, su  cui passano correnti modulate a frequenze molto elevate, tipicamente fino ai 20kHz, e il nostro consiglio per ogni nuovo progetto, sia per l’efficienza energetica che per la stabilità degli impianti, è portare l’elettronica a bordo o a fianco dei servomotori. Le nostre soluzioni si interfacciano con tutti i bus di campo che oggi il mercato richiede, in particolare EtherCAT, che è il bus che sta crescendo di più degli altri avendo riunito l’esperienza di SERCOS e CAN OPEN, senza  dimenticare Ethernet/IP, supportato dal gruppo Rockwell, e Profinet, supportato da Siemens. La linea di azionamenti IP65 di AMK esce dal concetto tradizionale di azionamento, permettendo una topologia di impianto diversa da quella classica dell’azionamento in quadro.

    Abbiamo realizzato applicazioni di successo su macchine per la lavorazione della lamiera, nel packaging e nelle macchine per la lavorazione del legno, segmenti di mercato diversi sui quali è stata verificata la valenza dell’architettura distribuita. Sono azionamenti adatti a pilotare sia motori rotativi che lineari o di coppia. Integrano anche la gestione del protocollo di sicurezza in rete (FSoE, FailSafe over EtherCAT) che ancora una volta semplifica e riduce le connessioni hardware. Forniamo spesso anche i cavi di collegamento per evitare errori nella fase di montaggio della macchina.

    Il concetto di integrazione si verifica interessante anche quando è necessaria la miniaturizzazione dei servosistemi; abbiamo con la linea Faulhaber micormotori brushless con elettronica integrata a partire da 20 mm di diametro con bus di campo integrato. Micromotori impiegati con grande successo nel settore del medicale, del farmaceutico, nella strumentazione e nella robotica. Un ulteriore punto di vanto della nostra offerta è certamente rappresentato dalla serie di motori lineari e di coppia della Tecnotion che sono, per la loro particolare geometria magnetica, tra i migliori motori sul mercato.

     

     

    Alcune considerazioni di particolare rilevanza

    A conclusione di questo colloquio, ci sono ulteriori considerazioni che si possono fare per meglio caratterizzare la sua azienda?

    Siamo perfettamente coscienti di operare in un mercato difficile, ma c’è ancora spazio per crescere nel settore dei servomotori e degli azionamenti, per interpretare in modo più intelligente l’impiego di queste tecnologie in sinergia con altre, e questa è la nostra sfida. Abbiamo poi iniziato a espanderci anche all’estero. Da quattro anni stiamo costruendo in Europa un network per la commercializzazione di prodotti con il nostro marchio, collettori rotanti e motori speciali che fabbrichiamo in Italia con una società partecipata. Iniziativa importante per lo sviluppo della nostra presenza all’estero è stata la fondazione nel 2016 della Servotecnica GmbH con sede a Francoforte, società che ha un grosso poteziale di crescita sul mercato tedesco. Abbiamo distributori in Svizzera, Inghilterra, Francia, Israele e Turchia, e ci stiamo muovendo anche verso la Spagna. L’export in questo momento è ancora una piccola percentuale del nostro fatturato complessivo, ma abbiamo l’obiettivo nell’arco di un triennio di arrivare almeno al 20-25%.

     

L'Automazione per l'industria del packaging Item Link Leggi tutti

L'Automazione per l'industria del packaging

Aprile 2017

  • Innovazioni tecnologiche nel Packaging Inevitabilmente non si può non parlare di Smart Factory anche per le aziende che producono macchine per confezionamento e imballaggio. Sulla base della vostra conoscenza di questo mercato,
    Si evidenzia una tendenza a un rinnovamento tecnologico coerente con le formalizzazioni concettuali di Industry 4.0? In particolare su quali innovazioni le aziende del settore stanno maggiormente puntando?

    Stiamo assistendo ad una nova generazione di impianti e macchinari basati sui concetti di Industry 4.0. Partendo dal concetto di “Smart production”, le richieste dei Nostri Clienti si rivolgono verso sistemi che siano facilmente installabili, con alta affidabilità e impiegabili dagli operatori finali in modo semplice e sicuro. Passando per il concetto di “Smart service”, assistiamo a richieste che prevedono azionamenti alimentati da rete e, in modo sempre più pressante, al concetto di elettronica distribuita, che prevede drive con grado di protezione IP65 installabili sul campo vicino alla motorizzazione o motori con elettronica integrata. Per facilitare la messa in servizio e l’assistenza tecnica, nonché per le prestazioni di velocità e quantità di informazioni trasferibili, il bus di comunicazione più richiesto è su base RTE (Real Time Ethernet). Inoltre è sempre più comune la richiesta che i servosistemi assolvano alla riduzione di consumi energetici; che si tratti di drive, di attuatori e motorizzazioni, il presupposto è di reperire componenti con rendimenti superiori al 95%.

    La gestione del mix tecnologico Un impianto per confezionamento e imballaggio prevede un mix di prodotti e soluzioni tecnologiche da fornitori diversi, con un inevitabile impatto su collaudo, manutenzione e diagnostica, e questo è ancora più vero in una eventuale prospettiva di Smart Factory, dove le necessarie competenze multidisciplinari richieste al personale potrebbero non essere adeguate. Come produttori di sistemi di automazione quale supporto mettete a disposizione degli utenti per aiutarli a realizzare gli impianti e anche a sfruttare le tecnologie abilitanti la cosiddetta fabbrica intelligente?

    Servotecnica basa il proprio concetto di vendita su due pilatri fondamentali. I responsabili di vendita debbono avere un background tecnico altamente specializzato e un controllo geografico capillare; Grazie al supporto dei Product Manager si arriva a sviscerare le pieghe più profonde di un’applicazione, andando a simulare con supporti software adeguati, il dimensionamento dei motori o gli altri aspetti tecnici dei componenti proposti. La collaborazione tra reparto commerciale e Ufficio Applicazioni, infine, garantisce il necessario supporto al cliente durante l’iter dello sviluppo della applicazione. Per tutti i nostri prodotti, il nostro Ufficio Tecnico dispone di corsi ai Nostri Clienti per consolidarne le conoscenze tecniche per il miglior utilizzo applicativo e messa in servizio. Non meno importante diventa il supporto post vendita garantito sempre dal Nostro ufficio tecnico che, grazie all’ esperienza maturata in anni “sul campo”, fornisce l’adeguata sicurezza di non lasciare mai i Nostri Clienti soli nell’affrontare problematiche tecniche.

    Le proposte al mercato Quali sono le vostre principali proposte per il settore del Packaging? Su quali prodotti e soluzioni puntate maggiormente?

    Servotecnica si è concentrata su due macro-categorie: Motion Controller e PLC, motorizzazioni e servo drive. Per i controllori di moto ci basiamo sulla nuova generazione di PLC e HMI LSiS; disponiamo di soluzioni sia ad alte prestazioni che soluzione economiche con medie prestazioni.  Quando parliamo di motorizzazioni possiamo affermare di disporre della più vasta gamma proponibile. Dai motori diretti, sia rotativi, che lineari, Servotecnica dispone di un’esperienza risalente ai primi anni 90. Passando poi per i motori con elettronica integrata spaziamo da micro motori brushless da 22 mm di diametro sino a motorizzazioni da qualche kW; l’integrazione dell’elettronica di controllo avviene con servo drive che coprono ogni esigenza di comunicazione. Riteniamo altamente innovativi i nuovi motori sincroni EMF perché coprono applicazioni sino ad oggi ottenute con motore e riduttore; l’assenza del riduttore permette di arrivare a coppie sino a 7000 Nm senza riduttore con la riduzione a zero dei giochi meccanici e rendimenti sino al 97%. Gli azionamenti che proponiamo vanno dai micro azionamenti che in 43x43 mm sviluppano sino a 350W ai nuovissimi driver AMK serie iX che possono essere alloggiati direttamente sui motori o in prossimità, grazie al loro grado di protezione IP65. Tutto questo permette di minimizzare lo spazio impiegato dall’ armadio elettrico e ridurre i costi di cablaggio. Tutti i nostri servo drive o le motorizzazioni con elettrica integrata sono sviluppati con bus di comunicazione RTE, che sia EtherCat, Profinet, Sercos III o Ethernet-IP.

Motori e Drive per sistemi robot Item Link Leggi tutti

Motori e Drive per sistemi robot

Aprile 2017

  • Sinteticamente, in un sistema robot si possono distinguere, come unità funzionali, organi meccanici, sensoriali, di controllo, di governo e calcolo. Sul tema motori, drive e azionamenti abbiamo coinvolto alcuni dei principali player di settore e qui proponiamo una sintesi della risposte che abbiamo ricevuto alle nostre domande.

    Stato dell’arte e trend

    L’attuale tendenza nella progettazione di sistemi robot sembra privilegiare compattezza, leggerezza ed efficienza energetica. Quale il vostro punto di vista sulle tendenze tecnologiche di motori e drive per la robotica?

    Alessio Cocchi, Sales Development Manager Universal Robots Italia, enfatizza le soluzioni robotizzate che sappiano integrarsi non solo tecnologicamente, ma anche “dimensionalmente” nei layout produttivi esistenti. Inoltre l’attenzione sul tema del risparmio energetico conduce a soluzioni che consentano consumi ridotti. “Universal Robots corrisponde concretamente a questi trend con prodotti di piccola taglia e leggeri che si possono montare ovunque e in qualunque posizione. Nei nostri robot, motori, drive e azionamenti sono alloggiati all’interno della macchina e il consume medio è di 200W, essendo alimentati a 220V. Ciò significa consumare fino ad 1/20 rispetto a robot “tradizionali” e non collaborativi”.

    Migliorare l’elettronica dei drive  per le funzioni di sicurezza

    Per Davide Cherubino, Controls Manager in KUKA Roboter Italia, occorre un distinguo. “Sui robot di piccole dimensioni, tra cui i collaborativi, compattezza e leggerezza sono un obbligo e l’uso di azionamenti e controlli efficienti e plugin permetterà sempre più di integrare la parte drive sui motori, riducendo le dimensioni dei cabinet e anche il numero di cavi di collegamento verso la parte meccanica, favorendo la mobilità del sistema. La combinazione tra drive di nuova generazione, sempre più compatti e con firmware intelligenti e meccanica sempre più leggera, unitamente all’impego di nuovi materiali, permetterà di aumentare il rendimento dei servosistemi meccatronici, favorendo l’efficienza energetica. Invece su applicazioni con movimentazione di carichi pesanti su aree di discreta dimensione la compattezza del sistema robotico potrebbe passare in secondo piano, e la tendenza sarà quella di ottimizzare il servosistema intervenendo sia sulla meccanica che sulla parte elettronica dell’azionamento per aumentare le prestazioni come velocità e controllo della traiettoria, oggi un limite per molti robot”. Luca Lazzaro, Product Specialist Pilz Motion Control, evidenzia che il motore è, in alcuni modelli, parte del robot, quindi un peso che si somma a quello delle parti meccaniche in movimento: una soluzione integrata con la meccanica e di peso più contenuto non può che andare incontro alle esigenze di ridurre il consumo energetico per movimentare il robot. “Quando la cinematica è non lineare, gli anelli di controllo dei drive vengono messi a dura prova perché il robot è un carico a inerzia variabile che dipende sia dalla traiettoria che dal carico da portare. E’ quindi difficile tarare perfettamente i drive per tutte le condizioni di lavoro, ma tecniche di controllo sempre più evolute e adattative permettono di muovere il motore con l’apporto energetico adatto alla condizione istantanea di lavoro, garantendo una maggior vita delle parti meccaniche e dando un ulteriore contributo a risparmiare energia”.

    Ricercare nuovi metodi costruttici e nuovi materiali

    Nuove generazioni di robot per applicazioni domestiche e di robot di saldatura, come ci dice Josafatt Bernocchi, Product Manager di Servotecnica, coinvolgono l’azienda in due campi applicativi estremi. “Le motorizzazioni nel campo della robotica domestica implicano soluzioni estremamente ridotte nello spazio, soprattutto devono avere una bassa inerzia accompagnata a coppie notevoli per le dimensioni; un secondo aspetto richiesto è la riduzione se non l’assenza di cogging che viene ottenuto tramite tecnologie ironless, sia che si parli di motori rotativi che di motorizzazioni dirette con motori lineari. Nei robot di saldatura ci si rivolge verso attuatori elettrici che hanno un maggiore rendimento rispetto a soluzioni pneumatiche o idrauliche. Anche per i servo drive è pressante la richiesta di soluzioni miniaturizzate, che possano essere alloggiate nelle vicinanze delle motorizzazioni se non integrate al loro interno”. Per Carlo Viale, Responsabile Motion Control di Panasonic Electric Works Italia, leggerezza e compattezza significano realizzare motori con maggiore densità di potenza e proprietà dinamiche tali adattarsi alle applicazioni più esigenti. “Tale richiesta del mercato ci ha portato a ricercare metodi costruttivi e materiali tali da incrementare notevolmente le prestazioni riducendo le dimensioni dei motori e aumentando anche l’affidabilità riducendo i surriscalamenti, e anche a implementare a livello di azionamento funzionalità specifiche per la robotica”. Andrea Gianesini, Strategic Industry Manager Drives & Controls di SICK tiene a sottolineare che i campi applicativi dei robot sono potenzialmente infiniti e andranno a rivoluzionare il nostro modo di vivere. “Questa interazione con l’uomo avrà come elemento cardinale la sicurezza dei robot, quindi intelligenza, compattezza e leggerezza saranno must imprescindibili”.

    Direct Drive per accoppiare direttamente il carico al motore

    Per Francesco Girardi, Sales Director di Pamoco, privilegiare leggerezza e compattezza sui robot significa utilizzare servosistemi sempre più performanti. Molte volte non basta utilizzare dei prodotti standard per raggiungere il risultato prefissato e occorre studiare apposite soluzioni facilmente integrabili a bordo dei robot. “Le nuove tendenze, per esempio sui robot collaborativi, sono quelle di utilizzare dei direct drive che permettono di accoppiare direttamente il carico al motore, senza riduttore meccanico di velocità. Si ottiene una grande controllabilità della “sensibilità” della coppia motrice, con la possibilità di gestire il sistema anticollisione, ottenendo inoltre elevate precisioni di posizionamento”. Luca Biella, Business Development Manager Industrial Automation di TK Group, vede come ultimo trend azionamenti ultracompatti multiasse (ciascun modulo può controllare anche fino a tre servomotori), abbinati a servomotori con nuovi dispositivi di retroazione digitali utilizzabili con un singolo connettore invece di due (Potenza e Segnale). “Questi nuovi encoder, e i loro innovativi protocolli, consentono l’integrazione della comunicazione encoder nel cavo motore eliminando il cavo e il connettore di retroazione tra azionamento e motore, da cui un solo unico cablaggio utile alla comunicazione di segnale e di potenza, con conseguente riduzione di costi e tempi di installazione”.  Per Simone Brisacani, Sales Product Management Electric Drives Controls DCIT/SPC di Bosch Rexroth, la richiesta degli OEM per ciò che riguarda i sistemi robot è sempre più centrata su drive e motori compatti per facilitare l’installazione in campo e minimizzare gli ingombri nel quadro elettrico. “Il trend tecnologico rispetto a queste richieste è talmente concreto che notiamo un notevole interesse nella tecnologia cabinet free, nei motori a singolo cavo e nelle soluzioni con cavo ibrido, in cui convivono potenza e bus di campo. Il vantaggio non è apprezzato solo dagli OEM ma anche dagli End User, in quanto si agevola sia la fase di montaggio che quella di manutenzione”. In merito alle tendenze tecnologiche, Paolo Serra, Direttore Vendite Elmo Italia, ci elenca alcuni punti. Collaboration & Light Robotic: i robot stanno diventando più piccoli, leggeri e agili, ideali per il funzionamento sicuro in ambienti umani; i servo drive montati direttamente sui giunti vicino al motore minimizzano la progettazione. Mobile Robotics: i robot mobili stanno iniziando a muoversi in ambienti non industriali, sono alimentati a batteria e con servodrive efficienti per ottimizzarne il ciclo di vita. Sicurezza: i robot industriali “escono dalle gabbie” e devono essere “consapevoli” dell’ambiente che li circonda. Smart Sensing, High Connectivity, Predictive Maintenance: con l’industria 4.0 e IoT, ogni aspetto del piano di produzione è ormai interconnesso.

    Si diffonde la tecnologia a cavo singolo

    Riccardo Guaglio, Senior Commercial Enginee A&S Rockwell Automation, ci ricorda che l’interfaccia dei servoazionamenti (kinetix) verso il controllore è tramite un’unica rete in grado di gestire sia il Motion Control che tutti gli altri componenti della macchina. Il robot diventa parte dell’Architettura Integrata dove il servoazionamento è un nodo Ethernet gestito dal controllore Motion che è integrato nel PLC. Così facendo il Kinetix diventa un’amplificatore dei profili di moto creati nel controllore, chiude gli anelli di regolazione. Con una sola piattaforma di drive è possibile controllare tutti i motori presenti in macchina, compresi quelli che movimentano i robot che ne fanno parte. “La motorizzazione oggi più utilizzata è quella con tecnologia a cavo singolo: in un unico cavo si integrano la potenza, l’encoder e il freno di stazionamento. E’ ormai di uso comune prevedere l’opzione con encoder assoluto per evitare anche tutti i componenti aggiuntivi necessari per azzerare gli assi presenti sui giunti del robot. Inoltre, tramite appositi cavi in posa mobile, è possibile sfruttare i passaggi all’interno dei bracci del robot per raggiungere i motori posti sui giunti e avere una pulizia di installazione e un impatto estetico gradevole”. Fondamentale, per Roberto Beccalli, Product Manager Servo & Motion di Mitsubishi Electric, la compattezza dei servomotori per ridurre le dimensioni del robot senza alterarne le prestazioni, e dovranno aumentare anche le performance dei motori stessi integrando sistemi di trasduzione per il feedback ad alta risoluzione per garantire maggiore precisione ed elevata affidabilità. “Le nuove tecniche di progettazione permettono ai servomotori di avere un’inerzia rotorica più bassa, aumentandone la dinamica e rendendoli più reattivi alle sollecitazioni dinamiche con maggiore precisione nel movimento, tenendo anche conto dell’assorbimento di energia che deve essere ridotto al minimo pur mantenendo o aumentando le performance dell’intero sistema. Ovviamente i servomotori dovranno essere gestiti da potenti servodrive che ne esaltano le prestazioni per il raggiungimento degli obiettivi prima menzionati”. Enzo Bosco, Tecnico Commerciale automazione/packaging di Baumuller, fa riferimento allo sviluppo congiunto con Carl Cloos Schweißtechnik GmbH. “Con questo progetto comune di un robot di saldatura a braccio pieghevole, è stato realizzato il meglio dall’unione dei due settori: know how altamente specializzato e di tecnologia di processo, accoppiato a soluzioni di automazione orientate al futuro. Baumüller è conosciuta per i suoi azionamenti con massima esattezza di posizionamento ed elevata dinamica. I notevoli livelli di produttività sono raggiunti tramite la dinamica aumentata del robot di saldatura, al fine di rendere rapido e preciso l’offset del braccio di durante la saldatura nel caso di componenti, per esempio, con molti movimenti nello spazio. Grazie alle interfacce aperte nell’hardware e nel software e a una struttura modulare del sistema, il robot di saldatura può essere anche integrato in modo flessibile nei sistemi produttivi in uso, nonché in quelli nuovi. Il controllo scalabile e indipendente dal tipo di piattaforma, può essere ampliato per ogni tipo di esigenza ed è pronto per i requisiti dell’industria 4.0”

    Le proposte al mercato Quali sono le vostre proposte Motion per la specifica ambientazione della robotica?

    Il Motion dei robot di Universal Robots, evidenzia Cocchi, è gestito da un software specifico e aperto. “Si chiama Polyscope, è basato su Linux ed è scaricabile dal sito a ogni nuova release. L’aggiornamento è gratiuito e immediato: funziona come l’aggiornamento di una App sul prorpio smartphone”. Sui robot di grandi dimensioni, Cherubino (KUKA) ritiene che ci si debba concentrare sull’ottimizzazione del firmware di gestione del drive introducendo nuove funzioni, per esempio la possibilità di filtrare in frequenza i segnali di comando di potenza dei motori. “Un’altra caratteristica da proporre per drive di potenza più elevata in ottica di risparmio energetico, è la possibilità di fare il “recupero in rete”, in modo che tutta l’energia che il sistema meccanico impiega per frenare possa essere immessa in rete e non dissipata su filtri attraverso effetto Joule”.

    Attuatori compatti per i robot domestici

    Lazzaro (Pilz) ci evidenzia il sistema di controllo multiasse PMCprotego C che può essere integrato all’interno di uno degli azionamenti con sicurezza integrata della serie PMCprotego DS, per interpolare fra loro fino a 9 assi con vari tipi di cinematica. “Nei portali o robot gantry il sistema di sicurezza può permettere agli operatori di lavorare nelle vicinanze del TCP per effettuare tutta la parte di calibrazione, o di lavorare in zone opposte a quella in cui stia lavorando in un dato momento il robot”. I robot domestici, precisa Bernocchi (Servotecnica), richiedono attuatori estremamente compatti con spinte sino a 30N e motorizzazioni con coppie non superiori a 0,1Nm. “Grazie alle motorizzazioni della nostra rappresentata Faulhaber possiamo fornire motori da 6mm di diametro, soprattutto per le movimentazioni delle dita; in 22mm riusciamo a dare una soluzione allin con motore brushless e drive con interfaccia CANopen. Nel campo dei robot di saldatura vengono impiegati attuatori lineari della rappresentata Exlar, con spinte sino a 15Kn. Grazie al connubio con azionamenti di nuova generazione AMK serie iX, con protezione IP65, si sta assistendo a soluzioni che prevedono il collocamento del driver in prossimità del motore”. Viale (Panasonic Electric Works Italia) cita la nuova famiglia MINAS A6, particolarmente adatta ad applicazioni di tipo robotico. I nuovi motori della serie MHMF oltre a essere più compatti e leggeri con dimensioni ridotte fino al 30% rispetto alla serie precedente, raggiungono ora il 350% della coppia nominale con velocità fino a 6500giri/min e sono dotati di encoder a 23 bit che permette estrema precisione. “Infine, sono state implementate specifiche funzioni per la robotica quali l’adaptive load control, che permette di mantenere posizionamenti accurati e fluidità di movimento al variare del carico inerziale”.

    Motori lineari per la robotica cartesiana

    Gianesini (SICK) cita la tecnologia One cable, denominata Hiperface DSL. “Il cablaggio avviene con un solo cavo/connettore sul motore anziché con i tradizionali due cavi, con risparmio non solo dei tempi di cablaggio, ma anche di quelli di progettazione ed è possibile realizzare robot più compatti e leggeri. All’interno dell’encoder, inoltre, un sistema di data logger permette di memorizzare i dati qualitativi dell’asse in movimento. Pamoco, come illustra Girardi, dispone di soluzioni con motori lineari e linearirotativi diretti di LinMot oppure con motori rotativi “Torque” di Robodrive. “I motori lineari sono ideali per tutte le applicazioni di robotica cartesiana che richiedono alte accelerazioni e velocità con una grande ripetibilità di posizionamento. I motori “Torque” possono essere realizzati in versione con albero cavo o sporgente, con feedback di posizione e freno di stazionamento integrati”. Biella (TK Group) cita i cavi serie TKFF600 con guaina in PUR resistente alle abrasioni, con eccellenti performance meccaniche ed elettriche anche per cablaggi installati internamente alla meccanica del robot. “I nostri cavi e cablaggi ibridi sono già utilizzati nelle più svariate applicazioni di automazione incluse quelle di robotica, per la gestione dei robot antropomorfi 6 assi, robot delta e cartesiani”.

    Servodrive montabili nei giunti del robot

    Brisacani ci illustra che Bosch Rexroth per la parte di drive e motori offre la tecnologia cabinet free di IndraDrive Mi, con sicurezza integrata a bordo e accesso via Industrial Ethernet. Per il controllo, con le CPU della famiglia IndraMotion MLC, integrate nell’ambiente di sviluppo IndraWorks 14, sono definibili cinematiche fino a 16 assi, includendo orientamento della mano di presa e eventuali trasporti sincronizzati. “Per una soluzione di sviluppo più rapida, offriamo anche KinInterface, unico blocco funzione che integra tutte le funzioni di robotica. Per la programmazione con linguaggi di alto livello, abbamo integrato l’interprete Lua nelle unità di controllo IndraMotion MLC”. Serra (Elmo Italia) cita i potenti servo drive della serie Gold che si possono montare nei giunti del robot per una soluzione compatta e leggera (per esempio il GTWITTER è un drive Ethercat che pesa 22 grammi ed eroga fino a 4 kW di potenza con efficienza > 99%). “Parte della nostra proposta è anche il controller Platinum Maestro, per controllo di 16 assi con tempi di ciclo di 250us; supporta vari tipi di cinematiche alcune delle quali già native come le cinematiche del robot Scara, Cartesiano, Delta. Cinematiche già sviluppate dai clienti Elmo possono essere facilmente implementate nel Platinum Maestro con la funzionalità SIL, Software In he Loop. Le equazioni cinematiche implementate nel
    la sezione realtime del Platinum Maestro calcolano le
    posizioni/velocità target di tutti gli assi”.

    Un singolo controllore per gestire più fine linea

    La proposta Rockwell Automation, sottolinea Guaglio (Rockwell Automation) sottolinea che entrambe le piattaforme PLC Control Logix e Compact Logix sono in grado di gestire le trasformate tipiche dei robot in commercio. “Tutti gli oggetti gestiti dal PLC Logix, quali Input/Output, Motion Control, Supervisione, Tracking Prodotto, HMI, Software di sviluppo e Robot, possono interagire tra loro nello stesso istante. Questa soluzione permette di offrire un significativo miglioramento della produttività, elevata velocità e flessibilità. Con una piattaforma standardizzata, il sistema viene già progettato in un’ottica di ottimizzazione e miglioramento dell’affidabilità”. Tommaso Valle, Pack Team Manager di Siemens Italia, si sofferma sulle applicazioni Handling, sottolineando come i controllori Simotion permettano di realizzare e gestire le più comuni cinematiche per il fine linea, in maniera nativa con una semplice parametrizzazione. “Oltre alle cinematiche classiche, Roller Picker, Portali Cartesiani, Scara, Pick&Place e Delta2/3, i nostri sistemi integrano funzionalità fondamentali quali Zone Monitoring, High Dinamic Handling, Conveyor Tracking, Product Register, Free interpolation mode, e possono anche gestire l’intero processo produttivo, con l’isola robotizzata che può essere parte integrante di una linea. Un singolo controllore può gestire contemporaneamente più stazioni di fine linea integrando le funzioni di sicurezza tramite PROFIsafe verso la periferia e tutti gli azionamenti della famiglia Sinamics”.

    Il supporto prezioso dei componenti software per la robotica

    Mitsubishi Electric, come afferma Beccalli è in grado di offrire l’intero pacchetto di automazione con le piattaforme iQR e le CPU Motion che controllano i servosistemi MRJ4 controllati in Fibra ottica con il motion bus SSCNET III/H ad alta velocità, completamente immune ai disturbi. “Oltre all’hardware forniamo la matematica di gestione robot Scara, antropomorfi o Delta, semplicemente scaricata all’interno delle CPU Motion azzerando i tempi di sviluppo e fornendo all’utente una soluzione completa, integrata, affidabile. La nostra ampia conoscenza, che nasce dall’esperienza di produttori di robot Scara e antropomorfi, ci permette di proporci sul mercato come partner ideale sia in fase di consulenza che progettazione e sviluppo di un sistema”. Bosco cita i Componenti di automazione Baumüller per la robotica: regolatore multiasse b maXX 5800 per il controllo di un massimo di sei assi di azionamento; motori DSH con coppia di riluttanza minima per impieghi HighPrecision; speciali componenti software per la robotica dalla biblioteca “Coordinated Motion“, che offrono un’esattezza di ripetizione molto elevata, un posizionamento preciso e una tranquillità di funzionamento sul Tool Center Point, con conseguente ottimale qualità del punto di saldatura.

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Pannelli HMI TOUCH LSIS

Maggio 2017

  • I pannelli HMI touch serie eXP proposti da LSis, basati su un’architettura dal design moderno e dalla potenzialità elaborativa performante, diventano un aiuto fondamentale per chi ricerca nella visualizzazione uno strumento per rendere efficace, semplice e in-tuitiva la visualizzazione delle funzioni macchina. Disponibile in tre versioni da 4,3”, 7” e 10,2” con display TFT LCD da 16 e 24 bit colore, con sistema operativo Windows CE 6.0 R3, memoria da 64 MB. Tre porte di comunicazione RS-232 e RS-485 oltre a una porta Ethernet 10/100BASE-T permettono di caricare/scaricare il progetto applicativo oltre che da back-up. Funzione di RTC tramite batteria, di Web server, Data Server. Cer-tificazione UL, CE e KCC grado di protezione IP65. Innumerevoli interfacce di comunica-zione. Memoria sino a 66 MB. Funzioni di PLC Ladder, WEB Server/Data Server e Path-through. Disponibili soluzioni di Remote Viewer. La programmazione avviene in modo facile e intuitivo tramite software XP-Builder gratuito.
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Motion Control, stato dell'arte e trend

Maggio 2017

  • Le nostre inchieste sul mondo del Motion Control sono oramai diventate un riferimento di spessore per OEM, system Integrator, produttori e vendor di tecnologie, e anche quest’anno riproponiamo l’argomento per un aggiornamento sulle tendenze tecnologiche, gli orientamenti di scelta degli utenti e l’offerta di soluzioni al mercato. Evidenziamo inoltre che la tematica dell’abbinamento tra Motion Control e IIoT, sviluppata dai player di mercato che hanno partecipato a questa nostra indagine, sarà oggetto di uno specifico articolo previsto sul numero di giugno di Automazione Integrata.

    Le nuove tendenze del Motion Control

    Nel medio periodo quali possono essere le principali tendenze tecnologiche del Motion Control?

    Premesso che le applicazioni Motion Control prevedono sempre di più alta velocità e massima precisione, Marco Fumagalli Product Manager Motion Control VIPA-YASKAWA, ritiene che l’impiego di fieldbus performanti e una facilità di programmazione possano risultare scelte  apprezzate da System Integrator e OEM, mentre per Franco Zannella, Customer Service Manager e Functional Safety Coordinator di SEW-EURODRIVE Italia, la sfida è ora quella di ottenere una maggiore integrazione dei Motion Controller sia fra macchina e macchina (interoperabilità in linea) che con i sistemi gestionali, per l’ottimizzazione della produzione. “Questo spinge i produttori a progettare le architetture hardware di Motion Control su soluzioni PC-based che offrono alte potenze di calcolo e moderne e veloci interfacce di comunicazione adatte a una migliore integrazione verticale con i gestionali. La flessibilità hardware dei dispositivi di controllo della potenza, la virtualizzazione e la simulazione dei processi sono anch’essi strumenti molto validi per velocizzare e ottimizzare la fase di progettazione dei macchinari riducendone i tempi di sviluppo, i costi annessi e gli eventuali errori di implementazione progettuale”. Per Mirco Sparaventi, Responsabile Marketing di Tex Computer, l’attuale livello di standardizzazione di prodotti e tecnologie permette di concepire applicazioni di Motion Control in modo davvero modulare. “Nella fase di progettazione verranno progressivamente introdotti software basati sull’intelligenza artificiale che semplificheranno tale approccio in modo tale da farlo diventare a sua volta uno “standard de facto”. Molte risorse verranno dedicate allo sviluppo della robotica che raggiungerà livelli di sofisticazione tali da integrare modelli matematici adattativi specifici per ogni singolo robot”.

    Macchine innovative

    Con le soluzioni disponibili sul mercato, afferma Riccardo Guaglio, Senior Commercial Engineer Rockwell Automation, si è ormai arrivati al limite delle performance come velocità di produzione pura delle macchine automatiche, per cui OEM e System Integrator dovranno proporre macchine e soluzioni innovative basate sull’aumento di performance generali non in termini di velocità produttiva ma di efficenza generale della macchina sotto tutti quei punti deboli che oggi sono migliorabili, quali tempo di cambio formato, flessibilità produttiva, ottimizzazione dei piccoli lotti produttivi, spazio che la macchina occupa nel sito produttivo. “Da parte sua Rockwell Automation propone una soluzione dalla tecnologia avanzata che dà la possibilità di progettare una macchina automatica rivoluzionando le basi della classica gestione del movimento dei prodotti. Stiamo parlando di soluzioni a movimenti lineari iTrak e MagneMotion. I power module disponibili sia rettilinei che curvi creano un percorso su cui i carrelli movers si possono muovere in modo indipendente tra di loro. La soluzione iTrak controlla la posizione dei movers istante per istante facendo così di ogni mover un asse controllato in posizione anche durante i movimenti che possono seguire traiettorie di ogni genere o sincronizzarsi con elementi esterni al sistema quali robot o altri sistemi di carico e scarico. Nella soluzione MagneMotion esistono anche i power module con scambio dove i carrelli possono prendere due direzioni diverse; i percorsi diventano così più articolati ed i movers possono sorpassarsi e cambiare il loro ordine iniziale. Le posizioni di partenza e arrivo dei movers sono in questo caso gestite dai gateway locali che governano i movimenti, gli scambi, gestiscono le code e le collisioni in modo che ogni mover raggiunga la destinazione desiderata”.

    Una produzione sempre più orientata alla personalizzazione

    La produzione di beni di consumo, ci dice Luca Lazzaro, Certified Machinery Safety Expert (TÜV Nord) - Product Specialist PILZ Motion Control, è sempre più orientata alla personalizzazione, e personalizzare un prodotto significa dover cambiare spesso formato, produrlo in piccoli lotti, dover aggiungere o togliere di frequente delle opzioni della macchina/linea, e inoltre i dati per la produzione arrivano da studi tecnici che progettano con software che devono essere messi direttamente in comunicazione con le linee di produzione per poter recepire velocemente i cambi formato. “Per far questo i sistemi devono poter scambiare e interpretare dati che arrivano dagli uffici di progettazione e ciò deve essere fatto in una logica di sicurezza informatica per proteggere il proprio know-how. La frequenza di cambi formato rende sempre più vincente la scelta di poter muovere gli assi a ripari aperti e non togliere coppia durante tali interventi per velocizzare questa fase e guadagnare tempo di produzione. In generale, l’interazione uomo-macchina è semprepiù necessaria sia per i robot che per le macchine, con richieste sempre più elevate di funzionalità di sicurezza”.

    Monitorare lo stato della macchina da smartphone o tablet

    Nel medio periodo i temi caldi sono, per Stefano De Meo, CNC e Motion Division Manager di ESA Automation, quelli dettati dai paradigmi della Industry 4.0 che trovano nelle soluzioni Motion Control ottime applicazioni pratiche. “In primo luogo il cosiddetto plug & produce, ovvero la capacità della soluzioni di Motion Control di adattarsi in modo semplice e automatico ai cambiamenti tecnici sulla linea o sulla macchina produttiva, già avviata e funzionante. Questi cambiamenti devono poter essere svolti in modo semplice e automatico e le macchine devono poter riconoscere questi cambiamenti senza una riconfigurazione manuale. In secondo luogo, c’è la sempre crescente integrazione tra le macchine partecipanti al processo produttivo, che non solo devono scambiarsi informazioni, ma devono farlo con livelli di sincronizzazione e velocità in costante aumento.  Sempre di più il focus si sposta all’incremento delle performance di IT delle soluzioni Motion e sempre di più sentiremo l’esigenza di dotare i nostri device di driver per protocolli di sincronizzazione di scambio dati con dabatase relazionali standard, oltre che di strumenti flessibili per creare soluzioni  di scambio  dati  in formati standard, quali XLM, HTML5”. I clienti chiedono prodotti flessibili e veloci in grado di comunicare in modo trasparente verso il campo e verso i sistemi gestionali: questa l’opinione di Edi Gherbezza, Electromechanical, Motion & Drives Application Manager & Business Development Manager di Parker Hannifin. “Questo può essere raggiunto solo con piattaforme molto avanzate e dotate di software scalabile e adattabile alle crescenti esigenze della produzione che deve soddisfare lotti sempre più mirati e ottimizzati. E’ inevitabile, dunque, la necessità di strutture hardware e software aperte all’IIoT e a Industrie 4.0 con la possibilità di monitorare non solo la produzione, ma soprattutto lo stato di funzionamento della linea di produzione anticipando le esigenze di manutenzione, prevedendo l’usura dei componenti per minimizzare i fermi macchina. I Big Data non sono però l’unico trend: sempre più spesso è richiesta anche la possibilità di monitorare lo stato della macchina da smartphone o tablet come pure la possibilità di testare o tarare il singolo sensore già installato in macchina direttamente dal dispositivo portatile”.

    Cambiamenti profondi nella dislocazione dell’hardware

    A Emilio Bistoletti, General Manager e Direttore Vendite di Servotecnica, sembra sempre più evidente che il mondo del Motion Control si stia indirizzando verso soluzioni Real Time Ethernet, e una conseguenza diretta è la decentralizzazione dei componenti, che siano servo azionamenti, moduli di I/O o gli stessi sistemi Motion Control. Grazie a protocolli come EtherCAT, ProfiNET, Sercos III, è oggi possibile scegliere di raggruppare la parte intelligente in un unico controllo, o di suddividerla in sottogruppi focalizzati su una singola parte di macchina, comunque sempre in contatto tra loro ad alto livello con porte Ethernet. La potenzialità di calcolo, così come la larga banda passante, permette di controllare un numero di assi impensabile fino a pochi anni fa e con tempi di campionamento inferiori al millisecondo. Anche la dislocazione dell’hardware sta subendo cambiamenti profondi grazie alla decentralizzazione, ovvero la possibilità di avere Motion Control e drive con alto grado di protezione (IP65), alloggiati in involucri resistenti, posizionati nella prossimità delle motorizzazioni se non inglobati nelle stesse ovvero, motori con elettronica integrata. “Il compito del Motion Control locale è di farsi carico di una parte specifica della macchina e di poter generare informazioni e riceverne da altri master. La decentralizzazione avviene anche grazie a servo azionamenti sempre più compatti che riescono a pilotare motori sino a 1 KW in pochi cm3. A bordo di questi azionamenti è facile trovate anche un Motion Control che si occupa di elaborazioni matematiche, sgravando in questo modo il master generale”. Mirko Dibenedetto, Product Manager Motion Control Sensors di SICK , vede OEM e System Integrator sempre più orientati a soluzioni con elevata possibilità di diagnostica; questo trend riguarda tutti i segmenti di mercato, ma non è l’unico: “Riceviamo sempre più richieste per quanto riguarda funzionalità safety e la creazione di sistemi compatti. Inoltre con Industry 4.0 c’è la necessità di comunicare velocemente e gestire in modo efficiente i Big Data raccolti dai sensori. SICK è da sempre all’avanguardia nello sviluppo di nuove soluzioni e nuove tecnologie per il Motion Control e, oltre a tutte le esigenze di cui sopra, riesce a rispondere anche alla necessità di accedere ai sistemi mediante un collegamento remotato, permettendo così una gestione delle attività di manutenzione più snella e limitando gli onerosi costi d’intervento in loco. Un ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è la necessità di offrire soluzioni sempre più compatte al fine di ridurre gli ingombri e ottimizzare le performance a bordo macchina. In questo caso le soluzioni “one cable” e Direct Drive, per quanto riguarda il feedback motore, iniziano a ricoprire un ruolo fondamentale”.

    Tecnologie che semplifichino i cablaggi tra drive e motore

    Negli ultimi anni Francesco Girardi, Sales Director di Pamoco, ha notato che tra i produttori di macchine vi è una sempre maggiore esigenza di incrementare le prestazioni e ridurre i consumi energetici. Ovviamente questo non è un binomio di facile soluzione ma esistono oggi degli accorgimenti da adottare in fase di progettazione delle macchine che possono produrre ottimi risultati. “In prima analisi molti costruttori stanno cercando di sostituire i motori elettrici a basso rendimento o i sistemi pneumatici con servosistemi elettrici. Questo tipo di scelta permette una maggiore flessibilità dei processi produttivi ed un considerevole risparmio energetico”. Secondo Maximiliano Bonsi, Technical and Sales Support , Product Specialist Motion di Beckhoff Automation, l’orientamento del mercato è verso incremento della produttività delle macchine con maggiore flessibilità di produzione e ridotto footprint delle stesse. Nell’ottica dell’incremento della produttività, la tendenza è ricercare sistemi di Motion Control che abbiano tempi di ciclo sempre più veloci, per la flessibilità la tendenza è aumentare il numero di assi controllati dal sistema di Motion Control per velocizzare le operazioni di cambio formato, e infine si ha un occhio di riguardo alla riduzione degli ingombri, con l’emergere sempre di più sistemi meccatronici in cui vengono integrati in un’unica soluzione elettronica e meccanica. Il mercato inoltre richiede tecnologie che semplifichino i cablaggi tra drive e motore, riducendo i costi di installazione. Contestualmente il time-to-market deve essere il più breve possibile, da cui la tendenza di rivolgersi a sistemi standardizzati, sia nelle architetture dei sistemi di comunicazione, sia nei linguaggi di programmazione. La modularità e il riutilizzo dei moduli macchina è un altro aspetto fondamentale. “Oggi è pratica comune l’utilizzo di PC industriali per soddisfare tutti i compiti di automazione quali PLC, Motion Control, CNC, HMI, safety, misurazione e visione artificiale in un unico dispositivo. La tendenza nel medio periodo è di accentuare ancora di più questi concetti, e la possibilità di utilizzo della tecnologia di controllo basata su PC “Many-Core” aumenterà l’efficienza e la produttività, diminuendo i tempi di comunicazione fra i moduli di macchina”.

    Affidarsi a partner in grado di integrare totalmente le soluzioni

    Roberto Beccalli, Product Manager Servo & Motion di Mitsubishi Electric, premesso che il Motion Control è il cuore delle macchine, afferma che la necessità dei costruttori è quella di affidarsi a partner in grado di fornire la completa soluzione di automazione e Motion Control, offrendo consulenza tecnica qualificata oltre che prodotti di semplice utilizzo. “I prodotti tecnologicamente avanzati oggi sul mercato sono numerosi ma integrarli in un unico sistema non è così semplice. La vera innovazione è quindi quella di affidarsi a partner in grado di integrare totalmente le proprie soluzioni esaltando così le performance dell’intero sistema”. Fabrizio Sambugar, Sipro, come tendenze individua una sempre maggiore richiesta di prestazioni a tutti i livelli. “Controlli più performanti, compatibili coi bus di campo più moderni e con soluzioni atte a integrare nuove richieste tecnologiche come l’interfaccia con i dispositivi mobile, la gestione dell’IO-Link e l’integrazione/interazione con i sistemi di visione, senza dimenticare le richieste che arrivano dalla robotica e dall’automazione collegata”

    Le scelte del mercato

    Su quali prestazioni e su quali tipologie di sistemi Motion Control il mercato sta puntando in modo particolare?

    Secondo Zannella (SEW-EURODRIVE) uno dei temi cui gli OEM sono oggi maggiormente sensibili è senza dubbio quello dello sviluppo delle applicazioni software, con relativi tempi e costi che incidono molto sul prezzo finale delle macchine, specie nella fase di prototipazione delle stesse. “Di fatto, i produttori di soluzioni Motion Control stanno investendo sempre più energie nella direzione del software di sviluppo, cercando di offrire alla clientela ambienti sempre più potenti e semplici da usare. Infatti la disponibiità di piattaforme di sviluppo user-friendly e di semplice utilizzo è certamente uno strumento di vendita oggi molto importante, unitamente alla completezza di funzionalità di Motion Control integrate e pronte all’uso”. Sparaventi (Tex Computer) vede un trend verso i sistemi di controllo centralizzati, perché permetteranno l’introduzione di tecniche di controllo basate sull’Intelligenza Artificiale, mentre per quanto riguarda i Motion fielbus oltre al consolidarsi di EtherCAT si assisterà al progressivo inserimento nel mercato della tecnologia TTEthernet (Time Triggered Ethernet) che consente di ottenere comunicazioni deterministiche pur integrandosi in modo trasparente nelle attuali infrastrutture per reti Ethernet su cui convergeranno anche tutte le applicazioni relative al mondo IIoT.

    Le machine devono occupare sempre meno spazio

    Guaglio (Rockwell Automation) ritiene che per ottenere i massimi risultati da un sistema Motion Control diventa fondamentale avere il controllore degli assi totalmente integrato nel PLC che gestisce la macchina stessa. Dal cuore del sistema (il PLC) l’OEM, il System Integrator o l’End User possono governare l’intero processo produttivo, la comunicazione tra gli oggetti presenti diventa totalmente trasparente e lo scambio di informazioni immediato ed efficiente. L’ambiente di sviluppo diventa unico e si annullano le barriere tra i vari componenti del sistema. “I controllori di ultima generazione integrano anche la gestione degli assi per la movimentazione dei robot e anche la barriera che per qualche anno si è creata tra macchina e robot parte della macchina stessa è stata eliminata. Il mercato è quindi alla ricerca di questa integrazione così da poter controllare e gestire le linee di produzione in modo facile ed efficiente, con segnalazioni da parte del sistema che migliorano il processo e aiutano a evitare errori”. Le macchine devono occupare sempre meno spazio e questo, come evidenzia Lazzaro (PILZ), sta facendo nascere nuove varianti di motori sempre più integrati nella meccanica o che vanno a sostituire concetti attuali di lavorazione dei prodotti, anche per andare incontro alla richiesta di personalizzazione dei prodotti e velocità dei cambi formato. “Spesso tale integrazione è fatta con motori diretti, eliminando quindi anche tutta la parte di trasmissione meccanica, rendendo anche i sistemi più reattivi. Ne consegue che anche le operazioni che gli operatori devono fare a ripari aperti, devono essere monitorate da dispositivi in grado di rilevare nell’ordine del millisecondo se l’asse stia oltrepassando qualche soglia di sicurezza e intervenire per mettere il tutto in sicurezza. Infatti i motori diretti possono arrivare a dare il massimo della coppia nel giro di pochi millisecondi”.

    Sicurezza sul bus di campo

    De Meo (ESA Automation) ritiene Soft PLC, Soft Motion e i tool di programmazione sempre più orientati alla   programmazione grafica e alle soluzioni “object oriented”, in assoluto gli strumenti che più efficacemente vanno incontro alle esigenze di maggiore complessità e flessibilità della programmazione, e che queste soluzioni di programmazione siano  il vero tramite per dare  vantaggio competitivo ai costruttori di macchine, accorciando sia la fase progettuale del software che quella della realizzazione. “Se poi a questi strumenti di sviluppo uniamo quelli di simulazione, i costruttori ora possono anche predittivamente vedere applicate a modelli grafici delle macchine le proprie idee e soluzioni, cosi da poterne tastare immediatamente la validità e l’efficacia. Le decisioni circa gli investimenti per lo sviluppo incrementale delle loro macchine sono ora rapide e molto, molto più pesate”. Per Gherbezza (Parker Hannifin) è certo che l’interesse comune è volto verso una grande e complessa informatizzazione della macchina. “L’altro aspetto che suscita grande attenzione negli OEM e nei System Integrator è la sicurezza: le funzioni avanzate di sicurezza che oggi sono diventate necessarie non sono ancora sufficienti: la tendenza oramai consolidata è richiedere la minimizzazione dei cablaggi, magari centralizzando i controlli. Ecco allora l’esigenza di disporre di sicurezze che viaggiano sul bus di campo e controllori che fungono sia da controllo del Motion che PLC di sicurezza con un software integrato e omogeneo che non richieda al programmatore di conoscere software eterogenei, ovvero uno per il Motion e uno per la sicurezza”.

    Soluzioni di feedback motore intelligenti

    Bistoletti (Servotecnica) evidenzia i sistemi Motion Control compatti e scalabili, in cui i clienti hanno ormai individuato la risposta per le prossime generazioni di macchine. Un aspetto su tutti governa la scelta in ambito Motion Control ed è caratterizzato dalla sicurezza in rete. Disporre di soluzioni FSoE (Failsafe over EtherCAT) è ormai possibile e utile sia per chi dovrà poi impiegare i macchinari, sia in fase di allestimento essendo una ulteriore semplificazione dei cablaggi e della gestione sicura della macchina. “Rimarchiamo ancora che è sempre più evidente la decentralizzazione dell’organizzazione decisionale. Più Motion Control che si assumo il compito di governare una parte specifica della macchina e che vengono poste in prossimità degli assi, sono ormai una configurazione accettata e apprezzata”. Le aziende manifatturiere, è l’opinione di Dibenedetto (SICK), sono accomunate da un unico obiettivo: rendere più performanti, più “intelligenti” e più semplici le macchine attuali, in modo che nell’immediato futuro abbiano modo di differenziarsi. Quando parliamo di soluzioni smart ci riferiamo ad hardware sempre più compatti, software capaci di comunicare su diverse piattaforme e soluzioni di feedback motore intelligenti. Per fare tutto ciò, il mondo del Motion Control sta proponendo diverse soluzioni di gestione delle informazioni sulla comunicazione. Un esempio è il feedback DSL, un sistema in grado di fornire alla macchina dati sullo stato di funzionamento del motore, dati che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da reperire. Parallelamente a questo, l’obiettivo di SICK è quello di ampliare la gamma prodotti dedicata ai motori torque. La nuova serie Direct Drive, basata su tecnologia capacitiva, verrà infatti potenziata consentendo a SICK di affermarsi sempre di più come precursore di nuove tecnologie”.

    Motori con elettronica integrata

    Come prestazioni e tipologie di sistemi Motion Control su cui il mercato sta puntando, oltre a connettività, tipologie di motori, software, Fumagalli (VIPA_YASKAWA) aggiunge la crescente sensibilità al risparmio energetico dei costruttori di macchine e delle aziende manifatturiere, mentre Girardi (Pamoco) ci evidenzia che le richieste provenienti dal mercato sono orientate verso una sempre maggiore integrazione dei dispositivi e un alleggerimento dei quadri elettrici e dei cablaggi. “La tecnologia dei bus di comunicazione permette oggi di pilotare un grande numero di dispositivi utilizzando una elevata velocità di trasmissione e riducendo enormemente il cablaggio verso il quadro elettrico. Anche i dispositivi hanno subito ultimamente dei cambiamenti sostanziali come per esempio nel caso dei motori con elettronica integrata che permettono di semplificare la progettazione delle macchine riducendone anche gli ingombri”. Come hardware, sottolinea Bonsi (Beckhoff Automation), i sistemi devono essere sempre più compatti e semplici da installare. “Un ridotto numero di cablaggi genera solitamente un miglioramento produttivo: pensiamo a problematiche quali il rispetto delle normative EMC oppure a quelle legate a eventuali errori di posa in opera. Un’attenzione particolare è rivolta alle funzionalità di sicurezza, per consentire per esempio l’operatività in determinate condizioni, che facilitino i compiti di setup e manutenzione delle macchine e impianti. Funzionalità di condition monitoring che permettono una manutenzione predittiva e sistemi di analisi dei dati sono sempre più gradite dal mercato, nell’ottica di incremento dell’efficienza”.

    Assistenza e prodotti di qualità costruttiva "europea"

    Se l’obiettivo dei costruttori di macchine è quello di potenziare le proprie macchine e diversificarsi dalla concorrenza, il Motion Control è per Beccalli (Mitsubishi Electric) l’argomento principe oltre che la sfida da affrontare al meglio. “Vengono quindi richiesti sistemi sempre più veloci in grado di aumentare sia la produttività che l’affidabilità del sistema, evitando fermi macchina, la programmazione per funzioni di movimentazione complesse, e la manutenzione predittiva andando ad agire sugli assi per tempo. Tutte queste caratteristiche sono garantite da aziende in grado di fornire sistemi completamente integrati e interconnessi tra loro in modo tra trasparente”. Il mercato di riferimento di Sipro, precisa Sambugar, chiede soluzioni che contemplino l’uso del bus Ethercat. “Soprattutto il cliente ci chiede che le tecnologie siano versatili, capaci di adattarsi alle esigenze di applicazioni in continuo cambiamento. L’assistenza e il prodotto di qualità costruttiva “europea” è ormai sempre più un’esigenza che si traduce direttamente nella qualità finale del macchinario/applicazione realizzata”.

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Press 2018

  • italia I nuovi motori Torque Tecnotion QTR

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    I nuovi motori Torque Tecnotion QTR

    Servotecnica annuncia l’introduzione di una nuova serie di motori torque Tecnotion QTR, ancora più compatta. I nuovi motori dal diametro di 65 e 78 mm sono ora disponibili per applicazioni che richiedono sistemi ancora più compatti, mantenendo l’alta qualità degli attuali motori QTR.

    Aspetto centrale di questi nuovi motori da 65 e 78 mm è la bassa altezza assiale e l’alta densità di coppia, già riscontabile negli attuali motori serie QTR. Lo speciale progetto rotorico consente inoltre di avere dei grandi fori centrali, permettendo assi con foro passante anche sul motore QTR-65.

    Per ogni diametro sono disponibili quattro differenti altezze statoriche; con questa varietà tali motori si adattano ad un’ampia varietà di applicazioni in differenti mercati come semiconduttori, dispositivi medicali, macchine utensili e robotica.

    I motori QTR 65 e QTR 78 sono con tecnologia brushless. Non c’è bisogno di alcuna trasmissione meccanica. Le coppie disponibili vanno da 0,3 a 2,3 Nm continui per i motori QTR 65 mentre per i QTR 78 da 0,6 a 4,7 Nm continui. Le velocità da 410 a 6200 RPM con soli 48 V.

    Per avere il massimo della flessibilità e integrazione i motori QTR 65 e QTR 78 impiegano fili liberi invece di cavi di alimentazione.

  • italia Nuovi Azionamenti Titan di Ingenia

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    Nuovi Azionamenti Titan di Ingenia
    Gli azionamenti digitali della serie Titan sono l’espressione massima di potenza dei prodotti Ingenia, azienda rappresentata da Servotecnica.

    Negli azionamenti digitali Titan, in 172x206x30 mm sono disponibili 200 A continui e 300 A di picco con Bus di alimentazione da 12 a 800 VDC con la possibilità di generare 40 KW.

    Gli azionamenti Titan sono indicati per pilotare motori brushless, motori a spazzole e voice Coi e particolarmente adatti per il comando di motori lineare e rotativi

    I nuovi azionamenti Titan accettano feedback da encoder incrementale, tachimetrica, Sin-Cos, encoder assoluti SSI, sensori di Hall analogiche, resolver. Possono funzionare con comando analogico o PWM o protocollo CANopen e EtherCAT. A bordo trova posto una motion control e sono disponibili 4 ingressi e 2 uscite digitali.

    Soluzioni speciali con involucro rendono Titan impiegabile in ambienti a bassa / alta temperatura o con pressioni elevate. Programmazione attraverso software MotionLab con funzioni di autotuning, oscilloscopi dei parametri di moto e semplice interfaccia per programmare movimenti. Disponibile in versione plug and play con connettori o soluzione plug in da montare su motherboard.

Press 2017

  • italia Specialisti del motion control

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    Specialisti del motion control

    Partner di fiducia di costruttori e integratori, Servotecnica è protagonista del mercato italiano ed europeo grazie al ricco catalogo e a una linea di propria produzione, e per merito della filiale in Germania.

    In un mercato in continua evoluzione le aziende hanno sempre maggiormente bisogno di trovare sia fornitori capaci di offrire in tempi brevi tecnologie all’avanguardia in grado di migliorare produttività e prestazioni, ma al tempo stesso interlocutori e partner capaci di studiare soluzioni personalizzate per soddisfare pienamente le loro aspettative, supportandole in tutte le fasi di sviluppo. In questa direzione si colloca l’attività di Servotecnica, azienda che dal 1980 opera strategicamente nel settore dell’automazione industriale e del motion control proponendo prodotti unici e con tecnologie all’avanguardia. Per avere un quadro completo delle soluzioni, dei servizi offerti, delle prospettive e degli sviluppi futuri abbiamo incontrato l’Amministratore Delegato e cofondatore Emilio Bistoletti.

    PARTNER QUALIFICATO PER IL MOTION CONTROL

    «Fulco della strategia di Servotecnica - spiega Bistoletti - è un catalogo costruito per essere il più ricco possibile con soluzioni nell’ambito dell’automazione e più specificatamente nel segmento del motion control. La maggior parte dell’offerta è composta da una gamma di prodotti realizzati da aziende leader nel settore in cui operano, che coprono tutte le possibili motorizzazioni che la tecnologia offre». La competenza e l’esperienza maturata da Servotecnica nei 37 anni di presenza sul mercato garantisce anche la possibilità di fornire versioni custom per rispondere all’esigenze e alle necessità dei clienti. Attraverso il know how proprio e delle società rappresentate Servotecnica riesce inoltre a produrre soluzioni a hoc per tutte quelle situazioni in cui il prodotto standard non riesce a interpretare al meglio la richiesta delle aziende. I punti di forza, oltre alla velocità di fornitura dei prodotti, sono rappresentati dalla consulenza e dall’affiancamento nella fase di scelta del prodotto che più si addice alle esigenze del cliente, fino alla sua completa integrazione nell’impianto del cliente. Tutto ciò è reso possibile da un’organizzazione di vendita impostata principalmente sulle figure professionali del product manager e del venditore di area. Il product manager in particolare offre un servizio non commerciale, ma consulenziale e ingegneristico. Essendo presenti in numerosi settori applicativi che presentano natura diversa l’uno dall’altro, l’interazione tra i vari product manager offre la possibilità di fornire consulenze specifiche per ogni ambito e rappresenta la risposta complessiva che la società offre al cliente. Il venditore di area invece consente una copertura capillare del territorio. Questo spirito di squadra è il punto fondamentale sul quale si basa l’attività aziendale: la complementarietà dei sistemi richiede infatti la presenza di figure professionali diverse, costruite all’interno dell’azienda e capaci di interagire. Oltre a questi aspetti, per garantire soluzioni personalizzate è fondamentale che tra fornitore e cliente si crei un rapporto di vera partnership. «La condizione migliore - prosegue l’AD di Servotecnica - è entrare in sinergia col cliente nel momento in cui la nuova applicazione viene progettata. Il servizio offerto è ciò che ci differenzia e contraddistingue ed è notevolmente apprezzato dal mercato». Per offrire la massima e continua affidabilità dei prodotti, Servotecnica non solo garantisce un servizio in fase di progettazione ma anche una consulenza post vendita. Il servizio viene offerto a tutti i clienti, declinato a seconda delle dimensioni e della tipologia aziendale per fornire il servizio più efficace: dall’assistenza specialistica al controllo con tecnologie di collegamento remoto fino al personale esterno formato per interventi anche a bordo macchina.
    linea motori brushless servotecnica

    I PRODOTTI “MADE IN SERVOTECNICA”

    Il mercato dell’automazione è in forte crescita, si muove rapidamente e genera nuovi concorrenti. Questa consapevolezza ha spinto l’azienda a non essere solo esclusivista per una vasta gamma di prodotti, ma a iniziare a realizzare alcune linee a marchio proprio in particolare nell’area dei collettori rotanti, un prodotto trasversale che interessa numerosi segmenti del controllo di movimento. «Una società che rappresentavamo - racconta Bistoletti - era stata acquisita da una concorrente. Abbiamo quindi deciso di non trasmettere a un altro fornitore la conoscenza e il know how acquisito nei trent’anni circa di presenza sul mercato, ma iniziare la produzione di una linea a marchio Servotecnica sfruttando l’esperienza e le conoscenze maturate. Questo ha portato la nostra realtà a diventare non più esclusivamente una società commerciale, ma anche un marchio da proporre sul mercato». A fianco di questa linea è stato inoltre realizzato un catalogo di motori speciali, sempre col proprio marchio e realizzati da un’azienda italiana partecipata da Servotecnica, che rispondono a particolari esigenze del cliente in quanto resistono ad altissime temperature, possono essere immersi nell’acqua o utilizzati nel settore alimentare.

    NASCE SERVOTECNICA GMBH

    L’ampiezza dei prodotti e la loro eccellenza qualitativa, insieme all’offerta di consulenza e assistenza fornita al cliente e all’investimento per la realizzazione di una linea di prodotti a proprio marchio, hanno portato Servotecnica ad ampliare il mercato di riferimento allargando lo sguardo a livello europeo, con una particolare focalizzazione per i territori di lingua tedesca. Dopo un primo periodo di presenza sul mercato tedesco, lo scorso maggio è stata aperta la filiale Servotecnica GmbH con sede nelle immediate vicinanze dell’aeroporto di Francoforte. «Questo mercato - spiega Bistoletti - offre grandi potenzialità e non si discosta molto da quello italiano, anche se presenta dimensioni quattro volte superiori ed è caratterizzato da clienti con capacità aziendale più ampia». Il mercato tedesco riconosce inoltre il valore aggiunto che un’azienda come Servotecnica è in grado di offrire, ma al contempo è molto esigente nel valutare un fornitore. Proprio per questi elementi è nata la decisione di creare non un semplice ufficio commerciale ma una struttura societaria tedesca, Servotecnica GmbH, che garantisse la solidità e l’affidabilità richiesta dal mercato locale. Servotecnica è inoltre presente con una serie di distributori anche in Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Israele, Paesi in cui propone i prodotti a proprio marchio e non solo. «Attualmente i prodotti a marchio Servotecnica rappresentano il 10-12% del fatturato complessivo della società - precisa l’AD dell’azienda lombarda - In un piano triennale di sviluppo l’export, e quindi i nuovi mercati, dovrebbero avere un incremento importante fino a raggiungere il 25-30% del fatturato globale».
    giunti rotanti elettrici foto passante servotecnica

    IN PRIMA LINEA PER L’INNOVAZIONE

    Prodotti di elevata tecnologia, come quelli del settore del motion control, evolvono in funzione delle applicazioni che vengono realizzate con successo sul mercato. Per questo motivo Servotecnica ha sviluppato un importante rapporto di partnership anche con i propri fornitori, svolgendo un ruolo di mediatore e tramite tra mercato e produttori. «Un aspetto fondamentale di questo rapporto - conclude Bistoletti - è rappresentato dalla costante collaborazione con i settori ricerca e sviluppo delle realtà rappresentate, ai quali vengono trasmesse tutte le informazioni raccolte nel rapporto con il cliente. Questo permette di migliorare il prodotto o risolvere eventuali problematiche e criticità riscontrate». In molti casi Servotecnica collabora anche con le aziende rappresentate nella fase di definizione di nuovi prodotti che stanno nascendo o per apportare modifiche, migliorie e sviluppare prodotti in commercio, confermando ulteriormente il proprio ruolo strategico per lo sviluppo del settore dell’automazione e in particolare del motion control nel mercato nazionale ed europeo.

  • italia Motori Brushless pancake

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    Motori Brushless pancake

    Servotecnica propone una nuova serie di motori brushless pancake. I dispositivi possono essere utilizzati nelle applicazioni dove è necessario comnpattare al massimo tutto il sistema. Nella nuova serie SVTM 120BR il motore è stato integrato direttamente nell'housing fornito dal cliente. Essendo montati direttamente sul carico, oltre ad eliminare i giochi, i motori brushless pancake riducono e semplificano la meccanica. Caratterizzati da design e dimensioni compatti, i motori brushless pancake di Servotecnica possono operare in un range di temperatura che va da -40°C ai +80°C. Inoltre, i dispositivi sono adatti ad applicazioni nel settore aerospace, in sistemi elettro-ottici e in semiconduttori.

  • italia Nuovi motori wireless JVL

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    Nuovi motori wireless JVL
    Tra le soluzioni WLAN (wireless local area network) proposte da JVL - produttore di motori con elettronica integrata, rappresentato sul mercato italiano da Servotecnica - segnaliamo il motion controller MACC00-EW4.
    La comunicazione avviene tramite un’antenna che copre distanze sino a 450 metri a una velocità di 2,7 Mbit; al motore viene portata la sola alimentazione. A bordo, 4 ingressi digitali e 4 uscite sono da impiegare come segnali locali, finecorsa homming o extra corsa.
    MAC00-EW4 supporta gli standard 802.11b e 802.11b1g, oltre a inte-grare funzionalità WEB server. Prestazioni simili sono raggiunte da MAC00-FB4, motion controller con connessione bluetooth a 921 Kbit, e da MAC00-FZ4 con protocollo ZigBee a 25 Kbit. Tutti i dispositivi possono essere alloggiati negli attuatori serie MIL34 in versione Captive ed External, con differenti passi della vite, lunghezze personalizzabili, vari gradi di protezione e diverse soluzioni per la chiocciola.
  • italia Attuattori Exlar Explosion Proof

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    Attuattori Exlar Explosion Proof

    Gli attuatori elettrici sono da sempre un punto di forza nel catalogo Servotecnica. Dai micro-attuatori, passando per attuatori con motori stepper per arrivare a soluzioni con motorizzazioni brushless. La soluzione più innovativa è nella serie EL120 e EL100 della Nostra Rappresentata EXLAR, in versione Explosion-Proof.



    Grazie alla certificazione CSA Class I, Div 1 Group B,C,D e T4 sono particolarmente adatti per soluzioni in ambienti pericolosi. Sono attuatori con vite a rulli che incorporano un motore brushless ad alta efficienza in un unico pacchetto. Si caratterizzano per impieghi ad alta dinamica, posizionamenti e controlli di forza ad alta precisione.

    Flangia da 100 e 120 mm, passo vite da 2,54 sino a 20,3 mm, corse da 100 sino a 450 mm, forze di spinta sino a 18 KN e velocità massima di 953 mm/sec sono le caratteristiche salienti. I materiali impiegati consentono di raggiungere una vita lavorativa paragonabile a quella ottenibile con attuatori pneumatici, permettendo al contempo una riduzione dei consumi energetici.

  • italia Nuova Serie PLC distribuiti da Servotecnica

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    Nuova Serie PLC distribuiti da Servotecnica

    Con due nuove serie di PLC, XGT e XGB, la Nostra Rappresentata LSiS, incorpora le più recenti innovazioni tecnologiche nel campo dei PLC. La serie XGT è basata su un novo concetto di rete aperta, elaborazione ad alta velocità, di dimensioni compatte e di facile programmazione. Dispone di una gamma vastissima di moduli Network, oltre ai normali moduli di I/O.

    Su base rack, viene proposta in 3 differenti famiglie: XGR per sistemi ridondanti e memoria 25 MB. XGK programmabile in Ladder, Bus di campo Fast Ethernet, Profibus-DP, DeviceNet, ModBus, Mechatrolink-II ed EtherCAT.

    XGI per programmazione IEC 61131-3 standard. La serie XGB, intende rivolgersi, a chi cerca nel PLC, la massima flessibilità al minimo costo.

    Grazie alle alte prestazioni e funzionalità è in grado di gestire sia applicazioni semplici che complesse funzioni di automazione industriale. Avendo ampliato la proposta di moduli orientati verso la comunicazione, questa serie si pone come tra le migliori user-orinted.

    È disponibile in 3 versioni: XBM micro PLC slim , XBC mini PLC, XEC mini PLC con programmazione IEC-1131.

  • italia I riflettori sull'automazione

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    I riflettori sull'automazione

    Durante l’SPS i riflettori si sono accesi sul mondo dell’automazione mettendo in evidenza una grande vivacità tecnologica in un mercato in crescita. Industria 4.0 uno degli argomenti di attualità.

    La visita negli stand della SPS di Parma è stata un’occasione per la redazione di The Next Factory di potere raccogliere opinioni qualificate sulle tendenze tecnologiche in atto. La numerosa e qualificata presenza di aziende e operatori del mondo dell’automazione ha fornito una fotografia di come si sta muovendo sul fronte tecnologico e applicativo il settore dell’automazione industriale. Azionamenti, Plc, interfaccia uomo-macchina, motori, interconnessione eccetera sono alcuni degli argomenti affrontati nelle interviste raccolte durante la manifestazione, che ha visto giungere nel quartiere fieristico parmense una nutrita e qualificata presenza di visitatori.

    VIVACITÀ TECNOLOGICA

    Nelle valutazioni raccolte si nota subito una valutazione positiva sulla vivacità del settore e sulle scelte tecnologiche che si stanno delineando. A esprimere per primo le sue valutazioni Simone De Bartolomeo, della Hiwin, che evidenzia le scelte dell’azienda per rispondere alle esigenze del mercato sul fronte azionamenti.

    «Sicuramente il mercato sta vivendo un momento positivo. In particolare, la Hiwin ha scelto di seguire la strada del bus di campo di EtherCAT che riteniamo la soluzione del futuro principalmente per due motivi: primo per la facile e rapida interfacciabilità con diverse case costruttrici, secondo per l’elevata velocità di scambio dati. Riteniamo che questa scelta ci porterà interessanti opportunità di mercato. Sul fronte tecnologico è sempre più forte da parte delle aziende utilizzatrici l’attenzione alla sicurezza. Oggi infatti tutti gli azionamenti devono avere le funzioni STO alle quali vengono chiesti gradi sempre più elevati. Hiwin propone sui suoi azionamenti il SIL 3, oggi il più avanzato. È questo un ulteriore punto chiave per potere rimanere competitivi sul mercato. Non possiamo poi dimenticare la flessibilità. In questo ambito siamo all’avanguardia grazie a un software scaricabile gratuitamente dal nostro sito e particolarmente user friendly. Ma ciò non basta: uno dei punti della nostra strategia riguarda il supporto al cliente da parte della nostra rete di assistenza, sempre a disposizione per tutte le problematiche di pre e post vendita.

    Tutte le nostre scelte hanno uno stretto collegamento con i concetti di Industria 4.0, con particolare riferimento alla manutenzione al malfunzionamento della macchina. Attraverso una serie di sensori i nostri azionamenti forniscono una serie di informazioni che possono predire quali azioni sono indispensabili per evitare fermi macchina e quindi favorire la produttività del cliente». Sui trend di mercato nel settore degli azionamenti è intervenuto anche Francesco Girardi della Pamoco.

    «L’evoluzione nel settore degli azionamenti si sta orientando verso l’utilizzo dei bus di campo ad alta velocità basati su rete Ethernet. Ogni costruttore ha un suo bus di campo e sul mercato i più conosciuti sono EtherCAT, Powerlink e Profinet. L’altra evoluzione è legata ad avere sempre più trasduttori di posizione, encoder ad alta risoluzione per ottenere precisioni di posizionamento migliori e utilizzare un solo cavo per alimentare il motore e trasmettere i segnali, evitando così un’aggiunta di cablaggi nel quadro elettrico e semplificare il collegamento tra motore e azionamento con un solo cavo elettrico. Inoltre gli ingressi e uscite delle macchine, grazie ai bus di campo, possono essere remotati sulla rete come dei normali nodi: questo consente, in ottica Industria 4.0, di monitorare il funzionamento della macchina e avere a disposizione i dati riguardanti la diagnostica e quindi favorire una manutenzione preventiva oltre ad avere la flessibilità totale delle macchine. Oltre alla tecnologia un ruolo chiave è svolto dal service; Pamoco in questo ambito si definisce un solution provider, un’azienda in grado di offrire una soluzione alle esigenze specifiche della clientela. Da evidenziare che questi studi vengono offerti gratuitamente al cliente. Dopo l’acquisto Pamoco è presente in fase di montaggio, installazione e formazione e successivamente anche in fase di assistenza post vendita».

    Anche per Riccardo Francazi, di Servotecnica, la remotizzazione dei driver è una forte tendenza in atto.

    «Una delle principali evoluzioni che abbiamo notato in questi anni è la remotizzazione degli azionamenti, dei driver e dei controllori. In questo ambito la MK, l’azienda rappresentata da Servotecnica, ha fatto notevoli passi in avanti. In particolare all’SPS abbiamo presentato un nuovo controllore IP65 distribuito in combinazione con un alimentatore alimentato a 380 V e un’uscita di 560 V in continua, prodotto che completa la proposta di MK. In questo modo siamo in grado di fornire un sistema completo IP65 composto da controllore e driver. Questa tecnologia consente di modularizzare le macchine sia dal punto di vista meccanico, sia da quello dell’automazione. Tutto ciò garantisce al cliente una completezza del pacchetto prodotti, una più alta flessibilità e anche una maggiore economicità. I nuovi controllori, nell’ottica Industria 4.0, fanno particolare attenzione alla comunicazione verso l’alto. Quindi grazie ai nuovi bus di campo è possibile avere una comunicazione più veloce sulla macchina e portare le informazioni ai sistemi gestionali aziendali in modo rapido e puntuale. Spostando l’attenzione sull’interfaccia uomomacchina il mercato richiede una sempre maggiore flessibilità e la possibilità di rendere le interfacce più fruibili e sicure per l’operatore e con una diagnostica più elevata. In questo modo le interfacce diventano sempre più dei contenitori di informazioni che possono essere utilizzate per monitorare al meglio la produzione».

    Nello stand della di Sigma MotionSigmatek abbiamo incontrato Roberto Didoni, che sottolinea come il mercato degli azionamenti e dei Plc si sta orientando verso soluzioni di alto livello tecnologico. «Dall’angolatura della nostra produzione che riguarda prodotti di alto livello tecnologico, il mercato di azionamenti e Plc si sta orientando sempre più verso soluzioni ad alta velocità e precisione dove si sono raggiunti ottimi risultati. Sigma MotionSigmatek inoltre ha implementato sistemi di sicurezza via wireless. Si tratta di pannelli operatori HMI con pulsante di emergenza integrato, controllo della macchina con classico pannello HMI e controllo via wireless, compresa la sicurezza, soluzione che dimostra l’impegno della società salisburghese verso tutto ciò che riguarda un’interfaccia uomomacchina sempre più sicura per l’operatore. Non dobbiamo poi dimenticare, in funzione dello sviluppo di Industria 4.0, il concetto di interconnessione. Su questo fronte la nostra azienda Sigma Motion-Sigmatek ha realizzato diverse installazioni, anche geograficamente lontane, che grazie all’interconnessione ci permettono di monitorare il funzionamento di una macchina o di un impianto e intervenire con facilità e rapidità in caso di errore o guasto».

    Paolo Lonati della Bosch-Rexroth sottolinea che la missione dell’azienda è capire il “sogno” del cliente e cercare di realizzarlo.

    «La strategia Bosch-Rexroth punta alla soddisfazione delle esigenze applicative e di produzione del cliente, anche le più severe, cercando di conferire alle nostre soluzioni un livello di performance elevato. Ci viene in aiuto l’ampia gamma della nostra produzione in termini di prodotti. Per esempio, all’interno di una linea di produzione possiamo inserire sistemi RFID per rendere la macchina indipendente e flessibile, capace di riconoscere un pezzo singolo dall’altro. Possiamo installare sistemi di sensoristica per acquisire parametri importanti come temperatura, accelerazioni, umidità eccetera in modo da avere a disposizione il maggior numero di dati legati all’ambiente in cui opera la linea. Questo flusso di dati viene spedito in cloud, rielaborato e analizzato per avere informazioni sulle quali prendere determinate decisioni. Sul fronte dell’interfaccia uomo-macchina puntiamo sull’utilizzo di tool aperti con l’HMI che funziona in un ambiente tipico browser, tendenza quest’ultima che, a nostro parere, avrà un forte orientamento in futuro. Un altro elemento caratterizzante riguarda l’integrazione della robotica nei nostri sistemi. Qui la tendenza è quella di integrare all’interno del nostro controllo tutta la parte di robotica sia in termini di librerie sia in termini di cinematiche. In pratica per Bosch-Rexroth sul fronte controlli l’approccio è dato dalle notevoli opportunità di sviluppo software, per gli azionamenti è la libertà di architettura, per l’HMI la tendenza è puntare su strumenti web. Per gli azionamenti oltre alla massima libertà di interfaccia riteniamo di avere prodotti, oggi, ai massimi vertici della categoria». Sull’argomento Plc interviene Marco Formenti di ifm electronic, che mette bene in evidenza su quali strade si sta muovendo il mercato in ambito Plc.

    «Il mercato si sta indirizzando verso la strada delle interfacce remotate in campo, quindi con grosse unità centralizzate e piccole unità distribuite. Per quanto ci riguarda, la parte plc è integrata in un componente che fa da master verso il bus ASI, che è l’unico scelto aziendalmente e con a bordo la parte di sicurezza, quindi con interfacce aperte a bus di campo come Profinet EtherCAT o Profibus DP ed EthernerIP. In questo contesto il mercato è molto positivo anche se gli ordinativi non hanno lunga visibilità programmata, ma solo di breve periodo. Nello specifico gli utilizzatori ci chiedono principalmente l’apertura verso i bus di campo standard come Profinet e soprattutto EthernetIP, che sono in continua crescita. Per quanto riguarda la parte di programmazione vengono richiesti dei blocchi funzionali più facili da configurare rispetto alle vecchie scritture di programma. Quindi, in ultima analisi una sempre maggiore flessibilità e semplicità di utilizzo e la possibilità di potere fare utilizzare i sistemi a personale con un livello di qualificazione non estremamente elevato. La nostra azienda risponde anche ai concetti di Industria 4.0 grazie a un software denominato SmartObserver, finalizzato a supervisionare le utenze di bordo IO-Link ready e in questo contesto il nostro plc fa da ponte verso un altro indirizzo IP, in modo da potere dividere e indirizzare i dati di diagnostica verso il supervisore mentre quelli di funzionamento verso il Plc. Questa soluzione consente un migliore, più efficiente e più rapido trattamento dei dati». Nello stand Num abbiamo raccolto l’opinione di Marco Battistotti.

    «Con flexium abbiamo espanso l’utilizzo del Plc aprendo ai bus di campo presenti sul mercato e rinforzando la potenza di calcolo e le funzionalità a livello di Plc integrato nel controllo numerico. Attualmente le macchine industriali hanno la necessità di implementare sempre più sistemi di automazione. Per questo motivo abbiamo voluto integrare nelle nostre soluzioni un Plc standard in grado di rispondere a queste esigenze. Un ulteriore vantaggio offerto da Num riguarda un’interfaccia HMI dedi-cata, che permette all’utente una forte personalizzazione sia tramite strumenti grafici all’interno del Plc oppure tramite pc, il tutto grazie all’utilizzo di librerie sviluppate da Num che consentono di personalizzare il prodotto. Num ha lavorato anche in ottica 4.0: i nostri prodotti permettono l’acquisizione di una serie di dati che consentono al cliente di monitorare in tempo reale lo stato della produzione ed eventualmente di intervenire in caso di necessità riducendo così i fermi macchina».

    Sul fronte connessione e rilevamento dati interviene Mirko dal Castello di Panasonic Electric Works Italia.

    «Vediamo una forte crescita delle tecnologie che riguardano la interconnessione delle macchine, tra loro e verso sistemi centrali. In questo ambito il Plc è il regista del sistema. Panasonic, per rispondere a queste necessità, promuove soluzioni di controllo semplici con web server integrato: il cliente può vedere i dati macchina in tempo reale accedendo, anche da mobile, a pagine in HTML5 create direttamente dall’utente attraverso un tool proprietario Panasonic, estremamente semplice da utilizzare e con una ricca libreria di oggetti anche multimediali. Consigliamo anche la gestione delle IP Camera Panasonic attraverso Plc; in questo modo l’operatore ha accesso visivo alla macchina e può videoguidare il manutentore a distanza, oppure tenere sotto controllo le linee di produzione che lavorano in luoghi di difficile accesso o non presidiate, tutto questo con un unico applicativo web. Sul fronte HMI la tendenza è quella di usare pannelli operatore sempre più aperti al web. Panasonic offre soluzioni HMI, un servizio cloud che permette all’operatore di tenere sotto controllo il parco macchine, ottenere dati in tempo reale, effettuare la diagnostica e l’eventuale teleassistenza da remoto». Luca Cavagnari di Delta Electronics sottolinea come la richiesta dei clienti sia molto variegata.

    «In funzione dei settori e della tipologia di applicazioni si presentano richieste diverse da parte del mercato. Per questo motivo Delta Electronics presenta un’offerta modulare. A volte forniamo solo il motion control, ma spesso ci viene richiesto il pacchetto completo per il controllo dell’applicazione. Questo ci permette di creare una partnership col cliente, sviluppare l’applicazione e quindi fornire un vantaggio competitivo al cliente stesso. In particolare ci stiamo muovendo nell’ambito del controllo assi macchine utensili, ma stiamo anche concentrando i nostri sforzi sui controlli per i robot Scara. Tutto questo unito all’informatizzazione del processo di fabbrica, che ci permette di incontrare non solo le esigenze dei costruttori di macchine ma soprattutto quelle degli end user. Questi ultimi devono puntare all’ottimizzazione della produzione attraverso l’informatizzazione del processo produttivo in modo da capire quali sono i loro punti di forza per svilupparli, e individuare i propri punti deboli per risolverli. Questo è uno degli aspetti di Industria 4.0 su cui Delta attraverso nuovi prodotti di supervisione e HMI si sta orientando».

    Interfaccia uomo macchina

    Un ulteriore argomento di grande attualità è certamente l’interfaccia uomo-macchina. Fondamentali nel definire l’evoluzione delle interfacce uomo - macchina, soprattutto in ottica 4.0, saranno gli standard di comunicazione che si affermeranno sul mercato. «Oggi - ci spiega Mark Olding, di Exor International - osserviamo due standard per l’IIoT che si stanno imponendo: la comunicazione deterministica (Time-Sensitive Networking - TSN) e l’interoperability (OPC-UA). Grazie alla loro diffusione avremo nei prossimi anni sul mercato tante applicazioni in grado di dare benefici concreti agli utenti finali». Per Olding è fondamentale però arrivare ai nuovi modelli di business dell’Industria 4.0 in modo graduale, senza scordarsi di partire dagli step fondamentali. «Il primo passo deve essere quello di acquisire i dati che già oggi si producono in fabbrica e quindi caricarli in un posto sicuro, che può essere in cloud o in locale. Troppi oggi pensano solo a immaginare i futuri modelli di business, scordandosi però che senza un database solido non è possibile fare partire nessun nuovo prodotto di Industria 4.0».

    Allo stand di EFA Automazione, distributore di soluzioni di comunicazione e connettività industriale, sono presenti due marchi per quanto riguarda le interfacce uomo-macchina: Hakko Electronics e Beijer Electronics. «I touch screen Hakko - ci spiega Michele Riva di Efa Automazione - sono dotati di un sistema operativo proprietario grazie al quale il dispositivo è molto reattivo e robusto, diventando utilizzabile in pochi secondi dall’accensione. Il marchio Beijer Electronics ha invece nella flessibilità e nelle possibilità di personalizzazione i punti di forza: ricordiamo infatti che i pannelli possono essere programmati anche in .Net». Un catalogo molto ampio, quindi, solo a marchio Beijer sono oltre 23 i diversi modelli, e proprio l’ampia varietà di prodotti è al centro dell’approccio di EFA Auto-mazione che riesce così a rispondere a tutte le esigenze dei propri clienti, dal piccolo costruttore di macchine al grande Gruppo industriale. «Da sottolineare - conclude Riva - come, grazie all’integrazione del driver OPC-UA e dei connettori verso i database, sia possibile sviluppare direttamente sui nostri pannelli un’applicazione che scriva i dati su database, sia locali sia remoti, creando soluzioni Industria 4.0 ready».

    INDUSTRY 4.0

    Industry 4.0 è sicuramente uno dei temi più dibattuti in questi mesi come ci conferma Massimo Bartolotta, di Eaton. «Da qualche mese in Italia è ormai esplosa la bomba mediatica di Industry 4.0 ed è ora fondamentale fare cultura su questo tema. Prima di tutto però è importante che le aziende italiane, specie le PMI, superino la reticenza a innovare e comprendano che Industry 4.0 è prima di tutto un’opportunità per essere più competitivi sul mercato ed è quindi fondamentale muoversi prima possibile in questa direzione». Su questo fronte Eaton è molto attiva sia per quanto riguarda la formazione, «in fiera abbiamo organizzato incontri divulgativi per costruttori e utilizzatori», sia sotto il profilo tecnologico. «Eaton - spiega Bartolotta - punta su un modello di intelligenza distribuita a partire dai singoli componenti elettrici e idraulici della macchina, basata sul sistema di cablaggio intelligente SmartWire-DT e su protocolli di comunicazione aperti come OPC-UA. Fondamentale in questo approccio quindi il ruolo del sistema SmartWire-DT che mette in condizione ogni componente, anche su macchine non sviluppate a hoc, di comunicare il suo stato di funzionamento permettendo così di fare manutenzione predittiva».

    L’Industrial IoT sta segnando in modo profondo il panorama tecnologico del mondo dell’automazione: una conferma arriva an-che dalla nuova serie PAC controller HX di Hitachi. «Basata su un sistema operativo deterministico a base Linux e programmabile tramite il software Codesys - spiega Bruno Ferrario di Hitachi - il PAC controller HX è caratterizzato anche da un formato ridotto salvaspazio; inoltre, la serie è predisposta per i requisiti della prossima generazione di automazione grazie alle sue capacità di IoT. È da sottolineare come la serie HX di Hitachi si riveli particolarmente flessibile grazie ai cinque linguaggi di programmazione compatibili con lo standard internazionale IEC 61131-3. La funzionalità integrata master EtherCAT (rete aperta industriale) consente l’interconnessione di una vasta gamma di dispositivi. Il trasferimento dei dati senza soluzione di continuità dal livello di campo al cloud avviene infine tramite architettura unificata OPC-UA. Sul versante inverter - conclude Ferrario - la novità Hitachi è rappresentata dalla nuova serie SJ-P1 che è caratterizzata da un display a colori accattivante, dimensioni contenute, grande versatilità ed elevate prestazioni».

    Una particolare attenzione ai concetti di Industria 4.0 anche da parte di TecnoBi, come afferma Gianluca Gervasoni.

    «Il trend di mercato punta sull’integrazione con le reti industriali e in particolar modo come richiede Industria 4.0 l’integrazione con sistemi gestionali aziendali. Per rispondere a queste esigenze Weintek, l’azienda che è distribuita da TecnoBi, punta sui protocolli OPC UA e MQTT che iniziano a essere un must sulle interfacce, e sulla teleassistenza fornita come servizio integrato nelle interfacce HMI. Sull’argomento HMI le richieste riguardano una facile programmazione, la semplicità di utilizzo anche da parte di operatori meno esperti, l’interfacciamento con un numero più elevato possibile di Plc commerciali e non ultimo la riduzione dei costi. Inoltre vorrei evidenziare che in ottica 4.0, per quanto ci riguarda, il pannello operatore non è più una semplice interfaccia HMI ma è un’interfaccia tra macchina e sistema di gestione aziendale. Per quanto riguarda gli inverter la Toshiba, che è il nostro partner principale, mette a disposizione strumenti che consentono un facile interfacciamento con il mondo web senza l’utilizzo di interfacce particolari o bus proprietari».

    MERCATO POSITIVO

    Positive le valutazioni sul mercato da parte di Emanuele Verì della Bonfiglioli. «Il mercato ci sta dando soddisfazioni in particolare su tematiche quali efficienza energetica, Industria 4.0 e flessibilità di utilizzo dei nostri prodotti all’interno di linee e macchine automatiche. Nello specifico, notiamo anche attenzione per funzionalità maggiormente rivolte alla manutenzione predittiva presenti nei nostri drives. Sul fronte dell’efficienza energetica e delle prestazioni c’è sempre più una forte focalizzazione sui dispositivi elettromeccanici, con un trend di crescita dei riduttori a maggiore efficienza e precisione che Bonfiglioli può mettere a disposizione nel mercato dell’automazione. Da evidenziare che Bonfiglioli presenta motori brushless integrati ai riduttori, soluzioni che garantiscono prestazioni superiori e un alto livello di efficienza energetica grazie all’eliminazione di componenti come tenute e cuscinetti. Ultimamente abbiamo inserito nel nostro portafoglio di soluzioni anche gli azionamenti a bordo dei motori brushless, così in un’unica unità meccatro-nica compatta il cliente ha a disposizione un motore, un riduttore e un azionamento per pilotare il proprio asse. Per ultimo, non per importanza, stiamo notando un grande interesse per motori brushless in versione sensorless, altresì in sostituzione dei classici motori asincroni per un controllo del movimento a maggiore efficienza e dinamica». Positiva la valutazione del mercato anche per Auger, specialista in quadri elettrici per automazione e distribuzione BT. «Nel primo semestre del 2017 - ci conferma Elena Turati - abbiamo registrato un incremento delle vendite del 25% sullo stesso periodo del 2016, dato incoraggiante se pensiamo che la vendita interessa oggi ancora solo partners nazionali». Alla base di questa importante crescita la scelta di puntare sull’innovazione di prodotto, per esempio con l’ampliamento della linea di armadi AGR dall’elevata versatilità e robustezza. «Per soddisfare la richiesta di una maggiore funzionalità del prodotto - prosegue Turati - dall’evoluzione del quadro AGR si è arrivati all’armadio leggio, la serie AGR-LG, nato dall’esigenza di facilitare agli addetti del settore le operazioni di ispezione e il lavoro di cablaggio dei componenti». Per offrire ai propri clienti un valore aggiunto, Auger ha improntato fin da subito la propria produzione alla massima personalizzazione dei prodotti. «Sotto questo fronte - conclude Elena Turati - la nostra consociata Privius, che produce da oltre 30 anni quadri elettrici su misura per l’automazione partendo dal progetto o dalla semplice idea del cliente, ha fatto da maestra». Interviene nella discussione Alessandra Suriano, che mette in evidenza l’ampia offerta di Wittenstein. «Il Gruppo Wittenstein ha sviluppato una nuova serie di attuatori lineari con vite integrata nello stelo, che si distinguono per densità di potenza e dinamica elevate. Sono prodotti disponibili anche in acciaio inox, con grado di protezione IP65 e, quindi, utilizzabili anche nel settore farmaceutico o alimentare. Sono disponibili in 4 diverse taglie con diametri da 17 a 40 mm e sono compatibili con i nostri sistemi di azionamento simco® drive. L’attuatore può essere richiesto con encoder multiturn o singleturn. Per le taglie più grandi possiamo offrire l’encoder multiturn integrato più piccolo attualmente disponibile sul mercato. Questi attuatori fanno parte della serie cyber® dynamic line e vanno a completare una gamma presentata qualche anno prima e che trova un grosso impiego in diversi settori applicativi. Oltre al prodotto standard sono possibili diverse personalizzazioni a seconda delle esigenze del cliente che ci richiede sempre di più soluzioni compatte, con dinamiche spinte e massima leggerezza possibile». Concludiamo il giro di interviste a SPS allo stand della Moog. Essere orizzontali rispetto alle tecnologie proposte è la filosofia di Moog, che ci viene spiegata da Alessandro Rossini. «Il nostro obiettivo è quello di essere il più innovativi possibile senza essere vincolati a una singola tecnologia. Cerchiamo di percorrere le diverse strade evitando di privilegiarne una in particolare. Per esempio, parlando di servosistemi abbiamo portato in fiera la nostra nuova trasmissio-ne elettroidrostatica. Due punti di forza di questa soluzione sono l’elevata forza che può essere sviluppata e il livello di usura dei componenti chiave ridotto praticamente a zero. Nel portafoglio Moog sono presenti anche sistemi elettromeccanici il cui sviluppo viene portato avanti con costanza. Quindi, quando un cliente ci sottopone un problema, noi abbiamo le conoscenze per sottoporgli diversi progetti che si basano su differenti tecnologie tutti ugualmente efficienti, in grado di rispondere alle sue esigenze garantendogli un vantaggio competitivo. Sarà poi lui a decidere quale adottare in base a valutazioni personali».

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    Non solo distributori, ora anche produttori
    Partner di fiducia di costruttori e integratori, Servotecnica unisce alla distribuzione di un ampio catalogo di prodotti nel segmento del motion control per l’automazione industriale anche una linea di prodotti a marchio proprio, in particolare nell’area dei collettori rotanti. E l’apertura di una nuova filiale in Germania dimostra l’attenzione crescente verso i mercati europei.

    In un mercato in continua evoluzione, le aziende hanno sempre più bisogno di trovare fornitori capaci di offrire in tempi brevi tecnologie all’avanguardia, in grado di migliorare produttività e prestazioni, che siano al tempo stesso interlocutori e partner capaci di studiare soluzioni personalizzate per soddisfare pienamente le loro aspettative, supportandole in tutte le fasi di sviluppo. In questa direzione si colloca l’attività di Servotecnica, azienda con sede a Nova Milanese (MB) che dal 1980 opera strategicamente nel settore dell’automazione industriale e del motion control.

    “Fulco della strategia di Servotecnica - spiega Emilio Bistoletti, amministratore delegato e cofondatore dell’azienda - è un catalogo costruito per essere il più ricco possibile con soluzioni nell’ambito dell’automazione e più specificatamente nel segmento del motion control. La maggior parte dell’offerta è composta da una gamma di prodotti, realizzati da aziende leader nel settore specifico in cui operano, che coprono tutte le possibili motorizzazioni che la tecnologia oggi offre”.

    Una linea di prodotti a marchio proprio da lanciare sul mercato

    Il mercato dell’automazione è in forte crescita, si muove rapidamente e genera nuovi concorrenti. Questa consapevolezza ha spinto l’azienda a non essere solo esclusivista per una vasta gamma di prodotti, ma iniziare a realizzare alcune linee a marchio proprio, in particolare nell’area dei collettori rotanti, un prodotto trasversale che interessa numerosi segmenti del controllo di movimento. “Una società che rappresentavamo - racconta Bistoletti - era stata acquisita da un’azienda concorrente. Abbiamo quindi deciso di non trasmettere a un altro fornitore la conoscenza e il know how acquisiti nei trent’anni circa di presenza sul mercato, ma di iniziare la produzione di una linea a marchio Servotecnica sfruttando l’esperienza e le conoscenze maturate. Questo ha portato la nostra realtà a diventare non più esclusivamente una società commerciale, ma anche un marchio da proporre sul mercato”. A fianco di questa linea è stato inoltre realizzato un catalogo di motori speciali, sempre con il proprio marchio e realizzati da un’azienda italiana partecipata da Servotecnica, che resistono ad altissime temperature, possono essere utilizzati immersi nell’acqua o per applicazioni nel settore alimentare.

    Uno sguardo allargato verso i principali mercati europei

    Servotecnica ha così ampliato il mercato di riferimento, allargando lo sguardo a livello europeo, con una particolare focalizzazione per i territori di lingua tedesca. Dopo un primo periodo di presenza sul mercato tedesco, lo scorso maggio è stata aperta la filiale Servotecnica GmbH, con sede nelle immediate vicinanze dell’aeroporto di Francoforte. “Questo mercato - spiega Bistoletti - offre grandi potenzialità e non si discosta molto da quello italiano, anche se presenta dimensioni quattro volte superiori ed è caratterizzato da clienti con dimensione aziendale più ampia”. Il mercato tedesco è al contempo molto esigente nel valutare un fornitore. Proprio per questi elementi è nata la decisione di creare non un semplice ufficio commerciale, ma una struttura societaria tedesca che garantisse la solidità e l’affidabilità richieste dal mercato locale. Servotecnica è inoltre presente con una serie di distributori anche in Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Israele, paesi in cui propone i prodotti a proprio marchio e non solo. Attualmente i prodotti a marchio Servotecnica rappresentano il 10-12% del fatturato complessivo della società in un piano triennale di sviluppo. Secondo l’azienda, l’export, e quindi i nuovi mercati, dovrebbero avere un incremento importante, fino a raggiungere il 25-30% del fatturato globale.

    In prima linea per l’innovazione

    Prodotti di elevata tecnologia, come quelli del settore del motion control, evolvono in funzione delle applicazioni che vengono realizzate con successo sul mercato. Per questo motivo Servotecnica ha sviluppato un importante rapporto di partnership anche con i propri fornitori, svolgendo un ruolo di mediatore e tramite tra il mercato e i produttori. Un aspetto fondamentale di questo rapporto è rappresentato dalla costante collaborazione con i settori R&S delle realtà rappresentate, ai quali vengono trasmesse tutte le informazioni raccolte nel rapporto con il cliente. Questo permette di migliorare il prodotto o risolvere eventuali problematiche e criticità riscontrate. In alcuni casi, Servotecnica collabora anche con le aziende rappresentate nella fase di definizione di nuovi prodotti che stanno nascendo o per apportare modifiche, migliorie e sviluppare prodotti già in commercio, confermando ulteriormente il proprio ruolo strategico per lo sviluppo del settore dell’automazione, e in particolare del motion control, nel mercato nazionale ed europeo.

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    Innovare per vocazione

    EMF è una società turcotedesca con oltre 55 anni di attività alle spalle, che ha sviluppato un’innovativa serie di motori sincroni basati sul principio Liproka. Poco conosciuto e quasi del tutto inapplicato sino ad ora, questo principio si basa sul concetto di un motore sincrono fino a 8 poli, per quanto riguarda lo statore.

    Alta efficienza energetica. L’innovazione risiede nel rotore, caratterizzato da un elevato numero di poli. Tramite magneti ad alte prestazioni si ottiene un flusso magnetico estremamente performante. Quando si applica allo statore un campo magnetico rotante, questo va a interagire con quello creato dai magneti del rotore provocando una sorta di spinta e controspinta attorno alla circonferenza. Ne consegue che il rotore viene messo in rotazione in senso contrario rispetto al campo magnetico rotorico a una velocità ridotta, secondo un rapporto dipendente dalla geometria elettromagnetica e dal numero di poli rotorici del motore stesso.

    Il risultato è una “riduzione elettromagnetica” tra velocità statorica e rotorica. Dato che la prima è direttamente proporzionale alla frequenza generata dal convertitore, la velocità di rotazione dell’albero rotorico potrà essere variata in modo continuo e preciso. Si potrà pensare a un comando semplice solo modificando la frequenza oppure dotando il motore di un feedback, controllandolo come un normale motore brushless sia in velocità che posizione.

    La motorizzazione così ottenuta è, a tutti gli effetti, un motoriduttore gearless che rispetto a un motoriduttore classico è in grado di offrire maggiore efficienza energetica e giochi zero. Tipicamente, l’efficienza di una soluzione classica è dell’80%; la soluzione EMF ha un rendimento del 98%.

    Le perdite nel rame sono decisamente inferiori anche rispetto a una motorizzazione torque. Grazie al rapporto estremamente favorevole tra volume e coppia generata, alla facilità di controllo in posizione, al basso cogging con conseguente miglioramento della stabilità della velocità, queste motorizzazioni si caratterizzano per un’alta dinamica. Privo di riduttore, il motore EMF risulta molto silenzioso e, soprattutto, non necessita di ventilazione assistita. Si raggiungono coppie sino a 7500 Nm a 100 RPM.

    Per impieghi a loop chiuso si ottiene una gamma completa di feedback: encoder incrementali, encoder assoluti (Endat, SSI, BISS single e multi tun), resolver. Abbinati agli azionamenti Servotecnica, i motori EMF permettono di ottenere un pacchetto unico con tutte le possibili soluzioni con bus di campo (CanOpen, EtherCAT, ProfiBus, ProfiNet). Il loro impiego spazia dal converting alle macchine da stampa flexo, dagli estrusori al molding e ai conveyor.

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    Servotecnica, soluzioni innovative in un vasto catalogo

    Con oltre trent’anni di esperienza Servotecnica, con sede principale a Nova Milanese (MB), è attiva dal 1980 nel settore del Motion Control e propone un'ampia gamma di prodotti dall'elevato valore tecnologico sviluppate dai principali produttori a livello mondiale, utili a migliorare produttività e prestazioni di macchine impiegate in vari settori industriali.

    Servotecnica, che oggi impiega quasi 60 persone, ha più di 400 clienti e un'esperienza di 37 anni di attività, propone un ampio catalogo di prodotti che comprende servomotori rotativi e lineari, servo attuatori, riduttori, trasduttori rotativi e lineari, azionamenti analogici e digitali, controllori assi, giunti rotanti elettrici, fluidici e in fibra ottica a cui si aggiungono soluzioni personalizzate e servizi.

    L’azienda propone prodotti ad elevato valore tecnologico che impiegati nel modo corretto, migliorano le prestazioni e la produttività della macchina del cliente.

    Il punto di forza dell’azienda non è solo rendere disponibile il prodotto nel più breve tempo possibile, ma soprattutto supportare ingegneristicamente l’applicazione studiando la scelta, la composizione e l'integrazione della soluzione nel macchinario. Dai responsabili commerciali di zona, come dai Product manager, arrivando all’ ufficio applicazioni sino al supporto vendite, tutto il personale Servotecnica ha una elevata professionalità, grazie alla quale il Cliente non è mai lasciato solo.

    L’ obiettivo primario dalla società è di estendere sempre più le proposte presenti sul proprio catalogo, includendo realizzazioni speciali su specifiche del cliente, e ricercando prodotti innovativi. Possiamo annunciare, con grande soddisfazione, l’arricchimento delle nostre proposte realizzata attraverso la collaborazione con due nuovi fornitori: EMF e Ingenia. Le motorizzazioni EMF rappresentano l’alternativa a soluzioni con servo motori brushless e riduttori di precisione o a soluzioni con motori torque multipolari. Infatti queste motorizzazioni dirette raggiungono, con una riduzione magnetica, coppie sino a 7500 Nm a 200 RPM, con rendimento del 98%, diventano così una valida soluzione anche per il risparmio energetico. Ingenia è la società che nel settore degli azionamenti digitali realizza soluzioni compatte con elevata densità di potenza; l’alto grado tecnologico impiegato è fondamentale per affrontare soluzioni miniaturizzate con protocolli di comunicazione di ultima generazione (RTE Real Time EtherNET).

    Servotecnica è particolarmente riconosciuta per l’ampia gamma di motori con elettronica integrata o di soluzioni near-by con servo drive posto nelle vicinanze del motore, e alle micro-motorizzazioni, disponibile anch’esse con bus di campo. Servotecnica ha realizzato applicazioni di successo impiegando servomotori AMK con elettronica integrata su macchine per la lavorazione della lamiera, nel packaging e nelle macchine per la lavorazione del legno, segmenti di mercato diversi sui quali è stata verificata l’efficacia dell’architettura distribuita. Il concetto di integrazione è stato realizzato anche in casi dove la miniaturizzazione era l’elemento determinate nella scelta della motorizzazione. I micromotori brushless con elettronica integrata della Faulhaber costituiscono una soluzione unica a partire da 22 mm di diametro con bus di campo integrato. Sempre nel campo dei motori con elettronica integrata i prodotti JVL sono da sempre una soluzione affidabile. Disponibile con motorizzazioni brushless o stepper, come motori o come attuatori, sono il massimo della flessibilità, permettendo di scegliere tra tutti i bus di comunicazione esistenti sul mercato.

    Tra i prodotti di rilievo di Servotecnica ci sono i collettori rotanti venduti con proprio marchio, ben rappresentati sul recente rinnovato catalogo, che comprendono varie tecnologie: elettrica, pneumatica, e ottica. L’azienda ha consolidato su questa gamma prodotti una vasta esperienza, e per la loro distribuzione ha ampliato la propria presenza anche all'estero, aprendo una società tedesca a Francoforte la Servotecnica GmbH, creando inoltre una rete distributiva in Europa: Austria, Svizzera, Francia, Inghilterra e presto Spagna sono i mercati verso cui l'azienda si sta indirizzando. Il fatturato derivato dalle vendite all'estero è al momento il 6% dei ricavi globali, ma l'obiettivo, a breve,  è crescere fino a un 15% del fatturato globale.

    L’ampio catalogo di soluzioni è facilmente consultabile sul sito multilingua dove grazie ad un’intuitiva struttura è possibile approfondire nel dettaglio prodotti e servizi offerti, anche con collegamenti diretti con i siti dei costruttori rappresentati. Una parte del sito è inoltre dedicata alle applicazioni realizzate nei diversi settori produttivi: robotica industriale, medicale, packaging, difesa, odontoiatria, agricoltura, lavorazione metalli e legno.

    Il supporto tecnico e commerciale è l’aspetto che da sempre caratterizza la proposta di Servotecnica. Siamo consapevoli che qualsiasi soluzione proponiamo deve rispettare requisiti come: affidabilità, reperibilità, economicità, innovazione. Lo sforzo quotidiano del team Servotecnica e di soddisfare le esigenze dei clienti, facendosi apprezzare per la competenza e il servizio; diamo da sempre la disponibilità affinché le scelte e i tempi di sviluppo dell'impianto o della macchina o del software, siano veloci efficienti e incontrino o migliorino le richieste originarie del Cliente. La nostra collaborazione non si conclude con la messa in servizio, è una collaborazione che continua nel tempo perché ci sentiamo, e vogliamo rimanere, una parte attiva di chi si affida a Noi.

  • italia Il partner per i giunti rotanti

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    Il partner per i giunti rotanti
    Servotecnica propone sul mercato slip rings e giunti rotanti idraulici, ottici e ibridi personalizzati per rispondere alle esigenze dei costruttori di macchine.

    I giunti rotanti sono da oltre trent’anni al centro dell’offerta di Servotecnica che, proprio per questa tipologia di prodotti, ha in catalogo una gamma di soluzioni molto ampia, oltre a poterne fornire versioni custom per rispondere alle esigenze dei clienti grazie a un know how riconosciuto sul mercato. Questi componenti, che ricordiamo sono utilizzati per trasferire da una struttura fissa a una in rotazione continua utenze di vario tipo (potenza, segnali elettrici, fluidi, segnali ottici), stanno vivendo una fase di grande evoluzione con una crescente richiesta di giunti rotanti ibridi elettrici, fluidici e ottici. «Sempre più spesso i clienti - spiega Matteo Salgarello, Product Manager Rotary Joints per Servotecnica - ci chiedono di integrare nei giunti sia la parte di fluidi sia quella elettrica oltre che ottica, chiedendo cioè di fornire un oggetto unico in grado di coprire tutte le esigenze in termini di utenze sulla parte rotativa della macchina. Questa richiesta deriva anche dalla necessità comune a tutti i settori di ridurre il più possibile l’impronta a terra delle macchine senza però ridurre il throughput». Il mercato sta infatti passando dalle macchine in linea a macchine a una o più giostre e, in questa evoluzione, il giunto rotante è sempre più importante nel garantire l’efficienza della macchina. «Per i giunti rotanti, Servotecnica riceve sempre più la richiesta di soluzioni integrate, in particolare giunti rotanti idraulici ed elettrici combinati con bus di campo che, ricordiamo, richiedono grande attenzione in fase di progettazione in modo da gestire i disturbi e gli accoppiamenti in macchina. A questa tendenza, soprattutto nel settore del packaging, si abbina la richiesta di utilizzare cavi ibridi. In quasi tutti i casi, il giunto viene posizionato in zone poco accessibili e quindi è fondamentale per i costruttori dotarsi di un componente a elevata affidabilità, visto che in caso di malfunzionamento si rischiano fermi macchina molto lunghi». Per garantire questa affidabilità Servotecnica si basa sull’esperienza accumulata in più di 30 anni di attività in questo campo e con questa tipologia di prodotti, ma anche su un’intensa attività di test manuali e automatici su tutti i giunti rotanti che ne garantisce la completa tracciabilità.

    NON FORNITORI DI GIUNTI ROTANTI, MA PARTNER

    Per un prodotto come il giunto rotante, molto spesso progettato a hoc e fornito quindi personalizzato, è fondamentale che tra fornitore e cliente si crei un rapporto di vera partnership. «Molti clienti conoscono Servotecnica e la qualità che ci contraddistingue - spiega Salgarello - quindi hanno fiducia nel contributo che possiamo dare in fase di progettazione della macchina suggerendo la tipologia di giunto rotante più adatta alle esigenze del cliente in termini di performance e di costi. Visto che ogni commessa è un caso a sé, la nostra esperienza e le competenze dei nostri tecnici sono fondamentali per progettare una soluzione per-sonalizzata capace di soddisfare a pieno le aspettative del cliente». Per la parte elettrica il giunto rotante è un prodotto Servotecnica, mentre per la parte idraulica i componenti sono forniti dall’americana Dynamics Sealing Technologies e per la parte ottica il partner specializzato è Princetel. Per garantire la massima affidabilità dei propri prodotti, Servotecnica fornisce un’ampia gamma di servizi non solo durante la progettazione, ma anche in fase di prototipazione o setup della macchina in modo da risolvere eventuali problematiche o criticità registrate in fase di test. «Per la prima fase di test - prosegue il Product Manager Rotary Joints per Servotecnica - attingendo dal nostro magazzino di giunti siamo in grado di fornire un campione che, nel caso di giunti custom, è comunque un prodotto standard ma che ci permette di raccogliere tutti i dati necessari a definire il componente personalizzato riducendo i tempi di fornitura al minimo necessario». Proprio ridurre il time to market è oggi più che mai una priorità per i costruttori, che chiedono a Servotecnica di fornire giunti rotanti in tempi ridotti, una vera sfida se pensiamo che si tratta di prodotti ad alto tasso di personalizzazione. «Servotecnica, grazie alla propria competenza e al proprio know how, riesce a fornire soluzioni efficaci in tempi ridotti e questo per il cliente vuole dire risparmiare tempi morti di sviluppo e arrivare prima sul mercato con una soluzione efficace».

    GIUNTI ROTANTI “CUSTOM”, UNA CASE HISTORY

    Con i propri clienti Servotecnica instaura un vero rapporto di partnership, che inizia in fase di progettazione e che porta a sviluppare soluzioni custom ad alto valore aggiunto. Un esempio di questa collaborazione virtuosa è la recente fornitura di un giunto a fluido per un impianto di riempimento per prodotti in ambito home care. «Il cliente - commenta Salgarello - ci ha coinvolto fin dalla fase di sviluppo, informandoci delle necessità particolari che avrebbero caratterizzato questo progetto. Il giunto rotante che avremmo dovuto progettare e fornire era destinato a un ambiente caratterizzato sia da un certo grado di sterilizzazione sia dal passaggio di liquidi molto aggressivi (detergenti domestici)». Questo mix di esigenze ha richiesto quindi una grande attenzione alle compatibilità chimiche dei materiali con cui realizzare il giunto rotante sia per quanto riguarda la componente in metallo sia per le tenute in polimero. «Per scegliere il materiale più adatto - spiega Salgarello - è stata fondamentale anche l’esperienza che abbiamo in azienda in questo ambito, visto che abbiamo dovuto valutare il comportamento dei materiali in condizioni operative e non solo statiche». La progettazione del giunto rotante ha tenuto anche conto delle dimensioni importanti dell’oggetto, con ben quattro ingressi e quasi un centinaio di uscite da gestire. «Dopo avere raccolto tutte le informazioni necessarie abbiamo iniziato la fase di progettazione proponendo al cliente diverse soluzioni fino a individuare il design ideale per quello che è in fondo il cuore della macchina di riempimento: un giunto rotante a fluidi realizzato totalmente in acciaio AISI 316 di grandi dimensioni (0,5x0,5 m) e con un particolare design dei passaggi di entrata che, seguendo il profilo ad asola del giunto, ha consentito una significativa riduzione degli ingombri e del peso. Il giunto fornito da Servotecnica garantisce inoltre la massima affidabilità al costruttore, una caratteristica molto importante visto che per il posizionamento all’interno dell’impianto il giunto rotante è difficilmente accessibile e manutenibile una volta installato».

  • italia Nuove serie di PLC, XGT e XGB di LSIS

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    Nuove serie di PLC, XGT e XGB di LSIS
    Con le due serie di PLC, XGT e XGB, la società LSiS, rappresentata in Italia da Servotecnica, incorpora le più recenti innovazioni tecnologiche nel campo dei PLC. La serie XGT è basata su un nuovo concetto di rete aperta, elaborazione ad alta velocità, di dimensioni compatte e di facile programmazione. Dispone di una vasta gamma di mo-duli network, oltre ai normali moduli di I/O. Su base rack, viene proposta in tre differenti famiglie: XGR per sistemi ridondanti e memoria 25 MB; XGK programmabile in Ladder, bus di campo Fast Ethernet, Profibus DP, Devicenet, Modbus, Mechatrolink-II ed Ethercat; XGI per programmazione IEC 61131-3 standard. La serie XGB intende rivolgersi a chi cerca nel PLC la massima flessibilità al minimo costo. Grazie alle alte prestazioni e fun-zionalità è in grado di gestire applicazioni sia semplici che complesse e svariate funzioni di automazione industriale. Avendo ampliato la proposta di moduli orientati alla comunicazione, questa serie si pone tra le migliori ‘user-orinted’; è disponibile in tre versioni: XBM micro PLC slim, XBC mini PLC, XEC mini PLC con programmazione IEC 1131.
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    Motion Control, stato dell'arte e trend

    Le nostre inchieste sul mondo del Motion Control sono oramai diventate un riferimento di spessore per OEM, system Integrator, produttori e vendor di tecnologie, e anche quest’anno riproponiamo l’argomento per un aggiornamento sulle tendenze tecnologiche, gli orientamenti di scelta degli utenti e l’offerta di soluzioni al mercato. Evidenziamo inoltre che la tematica dell’abbinamento tra Motion Control e IIoT, sviluppata dai player di mercato che hanno partecipato a questa nostra indagine, sarà oggetto di uno specifico articolo previsto sul numero di giugno di Automazione Integrata.

    Le nuove tendenze del Motion Control

    Nel medio periodo quali possono essere le principali tendenze tecnologiche del Motion Control?

    Premesso che le applicazioni Motion Control prevedono sempre di più alta velocità e massima precisione, Marco Fumagalli Product Manager Motion Control VIPA-YASKAWA, ritiene che l’impiego di fieldbus performanti e una facilità di programmazione possano risultare scelte  apprezzate da System Integrator e OEM, mentre per Franco Zannella, Customer Service Manager e Functional Safety Coordinator di SEW-EURODRIVE Italia, la sfida è ora quella di ottenere una maggiore integrazione dei Motion Controller sia fra macchina e macchina (interoperabilità in linea) che con i sistemi gestionali, per l’ottimizzazione della produzione. “Questo spinge i produttori a progettare le architetture hardware di Motion Control su soluzioni PC-based che offrono alte potenze di calcolo e moderne e veloci interfacce di comunicazione adatte a una migliore integrazione verticale con i gestionali. La flessibilità hardware dei dispositivi di controllo della potenza, la virtualizzazione e la simulazione dei processi sono anch’essi strumenti molto validi per velocizzare e ottimizzare la fase di progettazione dei macchinari riducendone i tempi di sviluppo, i costi annessi e gli eventuali errori di implementazione progettuale”. Per Mirco Sparaventi, Responsabile Marketing di Tex Computer, l’attuale livello di standardizzazione di prodotti e tecnologie permette di concepire applicazioni di Motion Control in modo davvero modulare. “Nella fase di progettazione verranno progressivamente introdotti software basati sull’intelligenza artificiale che semplificheranno tale approccio in modo tale da farlo diventare a sua volta uno “standard de facto”. Molte risorse verranno dedicate allo sviluppo della robotica che raggiungerà livelli di sofisticazione tali da integrare modelli matematici adattativi specifici per ogni singolo robot”.

    Macchine innovative

    Con le soluzioni disponibili sul mercato, afferma Riccardo Guaglio, Senior Commercial Engineer Rockwell Automation, si è ormai arrivati al limite delle performance come velocità di produzione pura delle macchine automatiche, per cui OEM e System Integrator dovranno proporre macchine e soluzioni innovative basate sull’aumento di performance generali non in termini di velocità produttiva ma di efficenza generale della macchina sotto tutti quei punti deboli che oggi sono migliorabili, quali tempo di cambio formato, flessibilità produttiva, ottimizzazione dei piccoli lotti produttivi, spazio che la macchina occupa nel sito produttivo. “Da parte sua Rockwell Automation propone una soluzione dalla tecnologia avanzata che dà la possibilità di progettare una macchina automatica rivoluzionando le basi della classica gestione del movimento dei prodotti. Stiamo parlando di soluzioni a movimenti lineari iTrak e MagneMotion. I power module disponibili sia rettilinei che curvi creano un percorso su cui i carrelli movers si possono muovere in modo indipendente tra di loro. La soluzione iTrak controlla la posizione dei movers istante per istante facendo così di ogni mover un asse controllato in posizione anche durante i movimenti che possono seguire traiettorie di ogni genere o sincronizzarsi con elementi esterni al sistema quali robot o altri sistemi di carico e scarico. Nella soluzione MagneMotion esistono anche i power module con scambio dove i carrelli possono prendere due direzioni diverse; i percorsi diventano così più articolati ed i movers possono sorpassarsi e cambiare il loro ordine iniziale. Le posizioni di partenza e arrivo dei movers sono in questo caso gestite dai gateway locali che governano i movimenti, gli scambi, gestiscono le code e le collisioni in modo che ogni mover raggiunga la destinazione desiderata”.

    Una produzione sempre più orientata alla personalizzazione

    La produzione di beni di consumo, ci dice Luca Lazzaro, Certified Machinery Safety Expert (TÜV Nord) - Product Specialist PILZ Motion Control, è sempre più orientata alla personalizzazione, e personalizzare un prodotto significa dover cambiare spesso formato, produrlo in piccoli lotti, dover aggiungere o togliere di frequente delle opzioni della macchina/linea, e inoltre i dati per la produzione arrivano da studi tecnici che progettano con software che devono essere messi direttamente in comunicazione con le linee di produzione per poter recepire velocemente i cambi formato. “Per far questo i sistemi devono poter scambiare e interpretare dati che arrivano dagli uffici di progettazione e ciò deve essere fatto in una logica di sicurezza informatica per proteggere il proprio know-how. La frequenza di cambi formato rende sempre più vincente la scelta di poter muovere gli assi a ripari aperti e non togliere coppia durante tali interventi per velocizzare questa fase e guadagnare tempo di produzione. In generale, l’interazione uomo-macchina è semprepiù necessaria sia per i robot che per le macchine, con richieste sempre più elevate di funzionalità di sicurezza”.

    Monitorare lo stato della macchina da smartphone o tablet

    Nel medio periodo i temi caldi sono, per Stefano De Meo, CNC e Motion Division Manager di ESA Automation, quelli dettati dai paradigmi della Industry 4.0 che trovano nelle soluzioni Motion Control ottime applicazioni pratiche. “In primo luogo il cosiddetto plug & produce, ovvero la capacità della soluzioni di Motion Control di adattarsi in modo semplice e automatico ai cambiamenti tecnici sulla linea o sulla macchina produttiva, già avviata e funzionante. Questi cambiamenti devono poter essere svolti in modo semplice e automatico e le macchine devono poter riconoscere questi cambiamenti senza una riconfigurazione manuale. In secondo luogo, c’è la sempre crescente integrazione tra le macchine partecipanti al processo produttivo, che non solo devono scambiarsi informazioni, ma devono farlo con livelli di sincronizzazione e velocità in costante aumento.  Sempre di più il focus si sposta all’incremento delle performance di IT delle soluzioni Motion e sempre di più sentiremo l’esigenza di dotare i nostri device di driver per protocolli di sincronizzazione di scambio dati con dabatase relazionali standard, oltre che di strumenti flessibili per creare soluzioni  di scambio  dati  in formati standard, quali XLM, HTML5”. I clienti chiedono prodotti flessibili e veloci in grado di comunicare in modo trasparente verso il campo e verso i sistemi gestionali: questa l’opinione di Edi Gherbezza, Electromechanical, Motion & Drives Application Manager & Business Development Manager di Parker Hannifin. “Questo può essere raggiunto solo con piattaforme molto avanzate e dotate di software scalabile e adattabile alle crescenti esigenze della produzione che deve soddisfare lotti sempre più mirati e ottimizzati. E’ inevitabile, dunque, la necessità di strutture hardware e software aperte all’IIoT e a Industrie 4.0 con la possibilità di monitorare non solo la produzione, ma soprattutto lo stato di funzionamento della linea di produzione anticipando le esigenze di manutenzione, prevedendo l’usura dei componenti per minimizzare i fermi macchina. I Big Data non sono però l’unico trend: sempre più spesso è richiesta anche la possibilità di monitorare lo stato della macchina da smartphone o tablet come pure la possibilità di testare o tarare il singolo sensore già installato in macchina direttamente dal dispositivo portatile”.

    Cambiamenti profondi nella dislocazione dell’hardware

    A Emilio Bistoletti, General Manager e Direttore Vendite di Servotecnica, sembra sempre più evidente che il mondo del Motion Control si stia indirizzando verso soluzioni Real Time Ethernet, e una conseguenza diretta è la decentralizzazione dei componenti, che siano servo azionamenti, moduli di I/O o gli stessi sistemi Motion Control. Grazie a protocolli come EtherCAT, ProfiNET, Sercos III, è oggi possibile scegliere di raggruppare la parte intelligente in un unico controllo, o di suddividerla in sottogruppi focalizzati su una singola parte di macchina, comunque sempre in contatto tra loro ad alto livello con porte Ethernet. La potenzialità di calcolo, così come la larga banda passante, permette di controllare un numero di assi impensabile fino a pochi anni fa e con tempi di campionamento inferiori al millisecondo. Anche la dislocazione dell’hardware sta subendo cambiamenti profondi grazie alla decentralizzazione, ovvero la possibilità di avere Motion Control e drive con alto grado di protezione (IP65), alloggiati in involucri resistenti, posizionati nella prossimità delle motorizzazioni se non inglobati nelle stesse ovvero, motori con elettronica integrata. “Il compito del Motion Control locale è di farsi carico di una parte specifica della macchina e di poter generare informazioni e riceverne da altri master. La decentralizzazione avviene anche grazie a servo azionamenti sempre più compatti che riescono a pilotare motori sino a 1 KW in pochi cm3. A bordo di questi azionamenti è facile trovate anche un Motion Control che si occupa di elaborazioni matematiche, sgravando in questo modo il master generale”. Mirko Dibenedetto, Product Manager Motion Control Sensors di SICK , vede OEM e System Integrator sempre più orientati a soluzioni con elevata possibilità di diagnostica; questo trend riguarda tutti i segmenti di mercato, ma non è l’unico: “Riceviamo sempre più richieste per quanto riguarda funzionalità safety e la creazione di sistemi compatti. Inoltre con Industry 4.0 c’è la necessità di comunicare velocemente e gestire in modo efficiente i Big Data raccolti dai sensori. SICK è da sempre all’avanguardia nello sviluppo di nuove soluzioni e nuove tecnologie per il Motion Control e, oltre a tutte le esigenze di cui sopra, riesce a rispondere anche alla necessità di accedere ai sistemi mediante un collegamento remotato, permettendo così una gestione delle attività di manutenzione più snella e limitando gli onerosi costi d’intervento in loco. Un ultimo aspetto, ma non per questo meno importante, è la necessità di offrire soluzioni sempre più compatte al fine di ridurre gli ingombri e ottimizzare le performance a bordo macchina. In questo caso le soluzioni “one cable” e Direct Drive, per quanto riguarda il feedback motore, iniziano a ricoprire un ruolo fondamentale”.

    Tecnologie che semplifichino i cablaggi tra drive e motore

    Negli ultimi anni Francesco Girardi, Sales Director di Pamoco, ha notato che tra i produttori di macchine vi è una sempre maggiore esigenza di incrementare le prestazioni e ridurre i consumi energetici. Ovviamente questo non è un binomio di facile soluzione ma esistono oggi degli accorgimenti da adottare in fase di progettazione delle macchine che possono produrre ottimi risultati. “In prima analisi molti costruttori stanno cercando di sostituire i motori elettrici a basso rendimento o i sistemi pneumatici con servosistemi elettrici. Questo tipo di scelta permette una maggiore flessibilità dei processi produttivi ed un considerevole risparmio energetico”. Secondo Maximiliano Bonsi, Technical and Sales Support , Product Specialist Motion di Beckhoff Automation, l’orientamento del mercato è verso incremento della produttività delle macchine con maggiore flessibilità di produzione e ridotto footprint delle stesse. Nell’ottica dell’incremento della produttività, la tendenza è ricercare sistemi di Motion Control che abbiano tempi di ciclo sempre più veloci, per la flessibilità la tendenza è aumentare il numero di assi controllati dal sistema di Motion Control per velocizzare le operazioni di cambio formato, e infine si ha un occhio di riguardo alla riduzione degli ingombri, con l’emergere sempre di più sistemi meccatronici in cui vengono integrati in un’unica soluzione elettronica e meccanica. Il mercato inoltre richiede tecnologie che semplifichino i cablaggi tra drive e motore, riducendo i costi di installazione. Contestualmente il time-to-market deve essere il più breve possibile, da cui la tendenza di rivolgersi a sistemi standardizzati, sia nelle architetture dei sistemi di comunicazione, sia nei linguaggi di programmazione. La modularità e il riutilizzo dei moduli macchina è un altro aspetto fondamentale. “Oggi è pratica comune l’utilizzo di PC industriali per soddisfare tutti i compiti di automazione quali PLC, Motion Control, CNC, HMI, safety, misurazione e visione artificiale in un unico dispositivo. La tendenza nel medio periodo è di accentuare ancora di più questi concetti, e la possibilità di utilizzo della tecnologia di controllo basata su PC “Many-Core” aumenterà l’efficienza e la produttività, diminuendo i tempi di comunicazione fra i moduli di macchina”.

    Affidarsi a partner in grado di integrare totalmente le soluzioni

    Roberto Beccalli, Product Manager Servo & Motion di Mitsubishi Electric, premesso che il Motion Control è il cuore delle macchine, afferma che la necessità dei costruttori è quella di affidarsi a partner in grado di fornire la completa soluzione di automazione e Motion Control, offrendo consulenza tecnica qualificata oltre che prodotti di semplice utilizzo. “I prodotti tecnologicamente avanzati oggi sul mercato sono numerosi ma integrarli in un unico sistema non è così semplice. La vera innovazione è quindi quella di affidarsi a partner in grado di integrare totalmente le proprie soluzioni esaltando così le performance dell’intero sistema”. Fabrizio Sambugar, Sipro, come tendenze individua una sempre maggiore richiesta di prestazioni a tutti i livelli. “Controlli più performanti, compatibili coi bus di campo più moderni e con soluzioni atte a integrare nuove richieste tecnologiche come l’interfaccia con i dispositivi mobile, la gestione dell’IO-Link e l’integrazione/interazione con i sistemi di visione, senza dimenticare le richieste che arrivano dalla robotica e dall’automazione collegata”

    Le scelte del mercato

    Su quali prestazioni e su quali tipologie di sistemi Motion Control il mercato sta puntando in modo particolare?

    Secondo Zannella (SEW-EURODRIVE) uno dei temi cui gli OEM sono oggi maggiormente sensibili è senza dubbio quello dello sviluppo delle applicazioni software, con relativi tempi e costi che incidono molto sul prezzo finale delle macchine, specie nella fase di prototipazione delle stesse. “Di fatto, i produttori di soluzioni Motion Control stanno investendo sempre più energie nella direzione del software di sviluppo, cercando di offrire alla clientela ambienti sempre più potenti e semplici da usare. Infatti la disponibiità di piattaforme di sviluppo user-friendly e di semplice utilizzo è certamente uno strumento di vendita oggi molto importante, unitamente alla completezza di funzionalità di Motion Control integrate e pronte all’uso”. Sparaventi (Tex Computer) vede un trend verso i sistemi di controllo centralizzati, perché permetteranno l’introduzione di tecniche di controllo basate sull’Intelligenza Artificiale, mentre per quanto riguarda i Motion fielbus oltre al consolidarsi di EtherCAT si assisterà al progressivo inserimento nel mercato della tecnologia TTEthernet (Time Triggered Ethernet) che consente di ottenere comunicazioni deterministiche pur integrandosi in modo trasparente nelle attuali infrastrutture per reti Ethernet su cui convergeranno anche tutte le applicazioni relative al mondo IIoT.

    Le machine devono occupare sempre meno spazio

    Guaglio (Rockwell Automation) ritiene che per ottenere i massimi risultati da un sistema Motion Control diventa fondamentale avere il controllore degli assi totalmente integrato nel PLC che gestisce la macchina stessa. Dal cuore del sistema (il PLC) l’OEM, il System Integrator o l’End User possono governare l’intero processo produttivo, la comunicazione tra gli oggetti presenti diventa totalmente trasparente e lo scambio di informazioni immediato ed efficiente. L’ambiente di sviluppo diventa unico e si annullano le barriere tra i vari componenti del sistema. “I controllori di ultima generazione integrano anche la gestione degli assi per la movimentazione dei robot e anche la barriera che per qualche anno si è creata tra macchina e robot parte della macchina stessa è stata eliminata. Il mercato è quindi alla ricerca di questa integrazione così da poter controllare e gestire le linee di produzione in modo facile ed efficiente, con segnalazioni da parte del sistema che migliorano il processo e aiutano a evitare errori”. Le macchine devono occupare sempre meno spazio e questo, come evidenzia Lazzaro (PILZ), sta facendo nascere nuove varianti di motori sempre più integrati nella meccanica o che vanno a sostituire concetti attuali di lavorazione dei prodotti, anche per andare incontro alla richiesta di personalizzazione dei prodotti e velocità dei cambi formato. “Spesso tale integrazione è fatta con motori diretti, eliminando quindi anche tutta la parte di trasmissione meccanica, rendendo anche i sistemi più reattivi. Ne consegue che anche le operazioni che gli operatori devono fare a ripari aperti, devono essere monitorate da dispositivi in grado di rilevare nell’ordine del millisecondo se l’asse stia oltrepassando qualche soglia di sicurezza e intervenire per mettere il tutto in sicurezza. Infatti i motori diretti possono arrivare a dare il massimo della coppia nel giro di pochi millisecondi”.

    Sicurezza sul bus di campo

    De Meo (ESA Automation) ritiene Soft PLC, Soft Motion e i tool di programmazione sempre più orientati alla   programmazione grafica e alle soluzioni “object oriented”, in assoluto gli strumenti che più efficacemente vanno incontro alle esigenze di maggiore complessità e flessibilità della programmazione, e che queste soluzioni di programmazione siano  il vero tramite per dare  vantaggio competitivo ai costruttori di macchine, accorciando sia la fase progettuale del software che quella della realizzazione. “Se poi a questi strumenti di sviluppo uniamo quelli di simulazione, i costruttori ora possono anche predittivamente vedere applicate a modelli grafici delle macchine le proprie idee e soluzioni, cosi da poterne tastare immediatamente la validità e l’efficacia. Le decisioni circa gli investimenti per lo sviluppo incrementale delle loro macchine sono ora rapide e molto, molto più pesate”. Per Gherbezza (Parker Hannifin) è certo che l’interesse comune è volto verso una grande e complessa informatizzazione della macchina. “L’altro aspetto che suscita grande attenzione negli OEM e nei System Integrator è la sicurezza: le funzioni avanzate di sicurezza che oggi sono diventate necessarie non sono ancora sufficienti: la tendenza oramai consolidata è richiedere la minimizzazione dei cablaggi, magari centralizzando i controlli. Ecco allora l’esigenza di disporre di sicurezze che viaggiano sul bus di campo e controllori che fungono sia da controllo del Motion che PLC di sicurezza con un software integrato e omogeneo che non richieda al programmatore di conoscere software eterogenei, ovvero uno per il Motion e uno per la sicurezza”.

    Soluzioni di feedback motore intelligenti

    Bistoletti (Servotecnica) evidenzia i sistemi Motion Control compatti e scalabili, in cui i clienti hanno ormai individuato la risposta per le prossime generazioni di macchine. Un aspetto su tutti governa la scelta in ambito Motion Control ed è caratterizzato dalla sicurezza in rete. Disporre di soluzioni FSoE (Failsafe over EtherCAT) è ormai possibile e utile sia per chi dovrà poi impiegare i macchinari, sia in fase di allestimento essendo una ulteriore semplificazione dei cablaggi e della gestione sicura della macchina. “Rimarchiamo ancora che è sempre più evidente la decentralizzazione dell’organizzazione decisionale. Più Motion Control che si assumo il compito di governare una parte specifica della macchina e che vengono poste in prossimità degli assi, sono ormai una configurazione accettata e apprezzata”. Le aziende manifatturiere, è l’opinione di Dibenedetto (SICK), sono accomunate da un unico obiettivo: rendere più performanti, più “intelligenti” e più semplici le macchine attuali, in modo che nell’immediato futuro abbiano modo di differenziarsi. Quando parliamo di soluzioni smart ci riferiamo ad hardware sempre più compatti, software capaci di comunicare su diverse piattaforme e soluzioni di feedback motore intelligenti. Per fare tutto ciò, il mondo del Motion Control sta proponendo diverse soluzioni di gestione delle informazioni sulla comunicazione. Un esempio è il feedback DSL, un sistema in grado di fornire alla macchina dati sullo stato di funzionamento del motore, dati che fino a pochi anni fa sembravano impossibili da reperire. Parallelamente a questo, l’obiettivo di SICK è quello di ampliare la gamma prodotti dedicata ai motori torque. La nuova serie Direct Drive, basata su tecnologia capacitiva, verrà infatti potenziata consentendo a SICK di affermarsi sempre di più come precursore di nuove tecnologie”.

    Motori con elettronica integrata

    Come prestazioni e tipologie di sistemi Motion Control su cui il mercato sta puntando, oltre a connettività, tipologie di motori, software, Fumagalli (VIPA_YASKAWA) aggiunge la crescente sensibilità al risparmio energetico dei costruttori di macchine e delle aziende manifatturiere, mentre Girardi (Pamoco) ci evidenzia che le richieste provenienti dal mercato sono orientate verso una sempre maggiore integrazione dei dispositivi e un alleggerimento dei quadri elettrici e dei cablaggi. “La tecnologia dei bus di comunicazione permette oggi di pilotare un grande numero di dispositivi utilizzando una elevata velocità di trasmissione e riducendo enormemente il cablaggio verso il quadro elettrico. Anche i dispositivi hanno subito ultimamente dei cambiamenti sostanziali come per esempio nel caso dei motori con elettronica integrata che permettono di semplificare la progettazione delle macchine riducendone anche gli ingombri”. Come hardware, sottolinea Bonsi (Beckhoff Automation), i sistemi devono essere sempre più compatti e semplici da installare. “Un ridotto numero di cablaggi genera solitamente un miglioramento produttivo: pensiamo a problematiche quali il rispetto delle normative EMC oppure a quelle legate a eventuali errori di posa in opera. Un’attenzione particolare è rivolta alle funzionalità di sicurezza, per consentire per esempio l’operatività in determinate condizioni, che facilitino i compiti di setup e manutenzione delle macchine e impianti. Funzionalità di condition monitoring che permettono una manutenzione predittiva e sistemi di analisi dei dati sono sempre più gradite dal mercato, nell’ottica di incremento dell’efficienza”.

    Assistenza e prodotti di qualità costruttiva "europea"

    Se l’obiettivo dei costruttori di macchine è quello di potenziare le proprie macchine e diversificarsi dalla concorrenza, il Motion Control è per Beccalli (Mitsubishi Electric) l’argomento principe oltre che la sfida da affrontare al meglio. “Vengono quindi richiesti sistemi sempre più veloci in grado di aumentare sia la produttività che l’affidabilità del sistema, evitando fermi macchina, la programmazione per funzioni di movimentazione complesse, e la manutenzione predittiva andando ad agire sugli assi per tempo. Tutte queste caratteristiche sono garantite da aziende in grado di fornire sistemi completamente integrati e interconnessi tra loro in modo tra trasparente”. Il mercato di riferimento di Sipro, precisa Sambugar, chiede soluzioni che contemplino l’uso del bus Ethercat. “Soprattutto il cliente ci chiede che le tecnologie siano versatili, capaci di adattarsi alle esigenze di applicazioni in continuo cambiamento. L’assistenza e il prodotto di qualità costruttiva “europea” è ormai sempre più un’esigenza che si traduce direttamente nella qualità finale del macchinario/applicazione realizzata”.

  • italia Pannelli HMI TOUCH LSIS

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    Pannelli HMI TOUCH LSIS
    I pannelli HMI touch serie eXP proposti da LSis, basati su un’architettura dal design moderno e dalla potenzialità elaborativa performante, diventano un aiuto fondamentale per chi ricerca nella visualizzazione uno strumento per rendere efficace, semplice e in-tuitiva la visualizzazione delle funzioni macchina. Disponibile in tre versioni da 4,3”, 7” e 10,2” con display TFT LCD da 16 e 24 bit colore, con sistema operativo Windows CE 6.0 R3, memoria da 64 MB. Tre porte di comunicazione RS-232 e RS-485 oltre a una porta Ethernet 10/100BASE-T permettono di caricare/scaricare il progetto applicativo oltre che da back-up. Funzione di RTC tramite batteria, di Web server, Data Server. Cer-tificazione UL, CE e KCC grado di protezione IP65. Innumerevoli interfacce di comunica-zione. Memoria sino a 66 MB. Funzioni di PLC Ladder, WEB Server/Data Server e Path-through. Disponibili soluzioni di Remote Viewer. La programmazione avviene in modo facile e intuitivo tramite software XP-Builder gratuito.
  • italia Motori e Drive per sistemi robot

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    Motori e Drive per sistemi robot
    Sinteticamente, in un sistema robot si possono distinguere, come unità funzionali, organi meccanici, sensoriali, di controllo, di governo e calcolo. Sul tema motori, drive e azionamenti abbiamo coinvolto alcuni dei principali player di settore e qui proponiamo una sintesi della risposte che abbiamo ricevuto alle nostre domande.

    Stato dell’arte e trend

    L’attuale tendenza nella progettazione di sistemi robot sembra privilegiare compattezza, leggerezza ed efficienza energetica. Quale il vostro punto di vista sulle tendenze tecnologiche di motori e drive per la robotica?

    Alessio Cocchi, Sales Development Manager Universal Robots Italia, enfatizza le soluzioni robotizzate che sappiano integrarsi non solo tecnologicamente, ma anche “dimensionalmente” nei layout produttivi esistenti. Inoltre l’attenzione sul tema del risparmio energetico conduce a soluzioni che consentano consumi ridotti. “Universal Robots corrisponde concretamente a questi trend con prodotti di piccola taglia e leggeri che si possono montare ovunque e in qualunque posizione. Nei nostri robot, motori, drive e azionamenti sono alloggiati all’interno della macchina e il consume medio è di 200W, essendo alimentati a 220V. Ciò significa consumare fino ad 1/20 rispetto a robot “tradizionali” e non collaborativi”.

    Migliorare l’elettronica dei drive  per le funzioni di sicurezza

    Per Davide Cherubino, Controls Manager in KUKA Roboter Italia, occorre un distinguo. “Sui robot di piccole dimensioni, tra cui i collaborativi, compattezza e leggerezza sono un obbligo e l’uso di azionamenti e controlli efficienti e plugin permetterà sempre più di integrare la parte drive sui motori, riducendo le dimensioni dei cabinet e anche il numero di cavi di collegamento verso la parte meccanica, favorendo la mobilità del sistema. La combinazione tra drive di nuova generazione, sempre più compatti e con firmware intelligenti e meccanica sempre più leggera, unitamente all’impego di nuovi materiali, permetterà di aumentare il rendimento dei servosistemi meccatronici, favorendo l’efficienza energetica. Invece su applicazioni con movimentazione di carichi pesanti su aree di discreta dimensione la compattezza del sistema robotico potrebbe passare in secondo piano, e la tendenza sarà quella di ottimizzare il servosistema intervenendo sia sulla meccanica che sulla parte elettronica dell’azionamento per aumentare le prestazioni come velocità e controllo della traiettoria, oggi un limite per molti robot”. Luca Lazzaro, Product Specialist Pilz Motion Control, evidenzia che il motore è, in alcuni modelli, parte del robot, quindi un peso che si somma a quello delle parti meccaniche in movimento: una soluzione integrata con la meccanica e di peso più contenuto non può che andare incontro alle esigenze di ridurre il consumo energetico per movimentare il robot. “Quando la cinematica è non lineare, gli anelli di controllo dei drive vengono messi a dura prova perché il robot è un carico a inerzia variabile che dipende sia dalla traiettoria che dal carico da portare. E’ quindi difficile tarare perfettamente i drive per tutte le condizioni di lavoro, ma tecniche di controllo sempre più evolute e adattative permettono di muovere il motore con l’apporto energetico adatto alla condizione istantanea di lavoro, garantendo una maggior vita delle parti meccaniche e dando un ulteriore contributo a risparmiare energia”.

    Ricercare nuovi metodi costruttici e nuovi materiali

    Nuove generazioni di robot per applicazioni domestiche e di robot di saldatura, come ci dice Josafatt Bernocchi, Product Manager di Servotecnica, coinvolgono l’azienda in due campi applicativi estremi. “Le motorizzazioni nel campo della robotica domestica implicano soluzioni estremamente ridotte nello spazio, soprattutto devono avere una bassa inerzia accompagnata a coppie notevoli per le dimensioni; un secondo aspetto richiesto è la riduzione se non l’assenza di cogging che viene ottenuto tramite tecnologie ironless, sia che si parli di motori rotativi che di motorizzazioni dirette con motori lineari. Nei robot di saldatura ci si rivolge verso attuatori elettrici che hanno un maggiore rendimento rispetto a soluzioni pneumatiche o idrauliche. Anche per i servo drive è pressante la richiesta di soluzioni miniaturizzate, che possano essere alloggiate nelle vicinanze delle motorizzazioni se non integrate al loro interno”. Per Carlo Viale, Responsabile Motion Control di Panasonic Electric Works Italia, leggerezza e compattezza significano realizzare motori con maggiore densità di potenza e proprietà dinamiche tali adattarsi alle applicazioni più esigenti. “Tale richiesta del mercato ci ha portato a ricercare metodi costruttivi e materiali tali da incrementare notevolmente le prestazioni riducendo le dimensioni dei motori e aumentando anche l’affidabilità riducendo i surriscalamenti, e anche a implementare a livello di azionamento funzionalità specifiche per la robotica”. Andrea Gianesini, Strategic Industry Manager Drives & Controls di SICK tiene a sottolineare che i campi applicativi dei robot sono potenzialmente infiniti e andranno a rivoluzionare il nostro modo di vivere. “Questa interazione con l’uomo avrà come elemento cardinale la sicurezza dei robot, quindi intelligenza, compattezza e leggerezza saranno must imprescindibili”.

    Direct Drive per accoppiare direttamente il carico al motore

    Per Francesco Girardi, Sales Director di Pamoco, privilegiare leggerezza e compattezza sui robot significa utilizzare servosistemi sempre più performanti. Molte volte non basta utilizzare dei prodotti standard per raggiungere il risultato prefissato e occorre studiare apposite soluzioni facilmente integrabili a bordo dei robot. “Le nuove tendenze, per esempio sui robot collaborativi, sono quelle di utilizzare dei direct drive che permettono di accoppiare direttamente il carico al motore, senza riduttore meccanico di velocità. Si ottiene una grande controllabilità della “sensibilità” della coppia motrice, con la possibilità di gestire il sistema anticollisione, ottenendo inoltre elevate precisioni di posizionamento”. Luca Biella, Business Development Manager Industrial Automation di TK Group, vede come ultimo trend azionamenti ultracompatti multiasse (ciascun modulo può controllare anche fino a tre servomotori), abbinati a servomotori con nuovi dispositivi di retroazione digitali utilizzabili con un singolo connettore invece di due (Potenza e Segnale). “Questi nuovi encoder, e i loro innovativi protocolli, consentono l’integrazione della comunicazione encoder nel cavo motore eliminando il cavo e il connettore di retroazione tra azionamento e motore, da cui un solo unico cablaggio utile alla comunicazione di segnale e di potenza, con conseguente riduzione di costi e tempi di installazione”.  Per Simone Brisacani, Sales Product Management Electric Drives Controls DCIT/SPC di Bosch Rexroth, la richiesta degli OEM per ciò che riguarda i sistemi robot è sempre più centrata su drive e motori compatti per facilitare l’installazione in campo e minimizzare gli ingombri nel quadro elettrico. “Il trend tecnologico rispetto a queste richieste è talmente concreto che notiamo un notevole interesse nella tecnologia cabinet free, nei motori a singolo cavo e nelle soluzioni con cavo ibrido, in cui convivono potenza e bus di campo. Il vantaggio non è apprezzato solo dagli OEM ma anche dagli End User, in quanto si agevola sia la fase di montaggio che quella di manutenzione”. In merito alle tendenze tecnologiche, Paolo Serra, Direttore Vendite Elmo Italia, ci elenca alcuni punti. Collaboration & Light Robotic: i robot stanno diventando più piccoli, leggeri e agili, ideali per il funzionamento sicuro in ambienti umani; i servo drive montati direttamente sui giunti vicino al motore minimizzano la progettazione. Mobile Robotics: i robot mobili stanno iniziando a muoversi in ambienti non industriali, sono alimentati a batteria e con servodrive efficienti per ottimizzarne il ciclo di vita. Sicurezza: i robot industriali “escono dalle gabbie” e devono essere “consapevoli” dell’ambiente che li circonda. Smart Sensing, High Connectivity, Predictive Maintenance: con l’industria 4.0 e IoT, ogni aspetto del piano di produzione è ormai interconnesso.

    Si diffonde la tecnologia a cavo singolo

    Riccardo Guaglio, Senior Commercial Enginee A&S Rockwell Automation, ci ricorda che l’interfaccia dei servoazionamenti (kinetix) verso il controllore è tramite un’unica rete in grado di gestire sia il Motion Control che tutti gli altri componenti della macchina. Il robot diventa parte dell’Architettura Integrata dove il servoazionamento è un nodo Ethernet gestito dal controllore Motion che è integrato nel PLC. Così facendo il Kinetix diventa un’amplificatore dei profili di moto creati nel controllore, chiude gli anelli di regolazione. Con una sola piattaforma di drive è possibile controllare tutti i motori presenti in macchina, compresi quelli che movimentano i robot che ne fanno parte. “La motorizzazione oggi più utilizzata è quella con tecnologia a cavo singolo: in un unico cavo si integrano la potenza, l’encoder e il freno di stazionamento. E’ ormai di uso comune prevedere l’opzione con encoder assoluto per evitare anche tutti i componenti aggiuntivi necessari per azzerare gli assi presenti sui giunti del robot. Inoltre, tramite appositi cavi in posa mobile, è possibile sfruttare i passaggi all’interno dei bracci del robot per raggiungere i motori posti sui giunti e avere una pulizia di installazione e un impatto estetico gradevole”. Fondamentale, per Roberto Beccalli, Product Manager Servo & Motion di Mitsubishi Electric, la compattezza dei servomotori per ridurre le dimensioni del robot senza alterarne le prestazioni, e dovranno aumentare anche le performance dei motori stessi integrando sistemi di trasduzione per il feedback ad alta risoluzione per garantire maggiore precisione ed elevata affidabilità. “Le nuove tecniche di progettazione permettono ai servomotori di avere un’inerzia rotorica più bassa, aumentandone la dinamica e rendendoli più reattivi alle sollecitazioni dinamiche con maggiore precisione nel movimento, tenendo anche conto dell’assorbimento di energia che deve essere ridotto al minimo pur mantenendo o aumentando le performance dell’intero sistema. Ovviamente i servomotori dovranno essere gestiti da potenti servodrive che ne esaltano le prestazioni per il raggiungimento degli obiettivi prima menzionati”. Enzo Bosco, Tecnico Commerciale automazione/packaging di Baumuller, fa riferimento allo sviluppo congiunto con Carl Cloos Schweißtechnik GmbH. “Con questo progetto comune di un robot di saldatura a braccio pieghevole, è stato realizzato il meglio dall’unione dei due settori: know how altamente specializzato e di tecnologia di processo, accoppiato a soluzioni di automazione orientate al futuro. Baumüller è conosciuta per i suoi azionamenti con massima esattezza di posizionamento ed elevata dinamica. I notevoli livelli di produttività sono raggiunti tramite la dinamica aumentata del robot di saldatura, al fine di rendere rapido e preciso l’offset del braccio di durante la saldatura nel caso di componenti, per esempio, con molti movimenti nello spazio. Grazie alle interfacce aperte nell’hardware e nel software e a una struttura modulare del sistema, il robot di saldatura può essere anche integrato in modo flessibile nei sistemi produttivi in uso, nonché in quelli nuovi. Il controllo scalabile e indipendente dal tipo di piattaforma, può essere ampliato per ogni tipo di esigenza ed è pronto per i requisiti dell’industria 4.0”

    Le proposte al mercato Quali sono le vostre proposte Motion per la specifica ambientazione della robotica?

    Il Motion dei robot di Universal Robots, evidenzia Cocchi, è gestito da un software specifico e aperto. “Si chiama Polyscope, è basato su Linux ed è scaricabile dal sito a ogni nuova release. L’aggiornamento è gratiuito e immediato: funziona come l’aggiornamento di una App sul prorpio smartphone”. Sui robot di grandi dimensioni, Cherubino (KUKA) ritiene che ci si debba concentrare sull’ottimizzazione del firmware di gestione del drive introducendo nuove funzioni, per esempio la possibilità di filtrare in frequenza i segnali di comando di potenza dei motori. “Un’altra caratteristica da proporre per drive di potenza più elevata in ottica di risparmio energetico, è la possibilità di fare il “recupero in rete”, in modo che tutta l’energia che il sistema meccanico impiega per frenare possa essere immessa in rete e non dissipata su filtri attraverso effetto Joule”.

    Attuatori compatti per i robot domestici

    Lazzaro (Pilz) ci evidenzia il sistema di controllo multiasse PMCprotego C che può essere integrato all’interno di uno degli azionamenti con sicurezza integrata della serie PMCprotego DS, per interpolare fra loro fino a 9 assi con vari tipi di cinematica. “Nei portali o robot gantry il sistema di sicurezza può permettere agli operatori di lavorare nelle vicinanze del TCP per effettuare tutta la parte di calibrazione, o di lavorare in zone opposte a quella in cui stia lavorando in un dato momento il robot”. I robot domestici, precisa Bernocchi (Servotecnica), richiedono attuatori estremamente compatti con spinte sino a 30N e motorizzazioni con coppie non superiori a 0,1Nm. “Grazie alle motorizzazioni della nostra rappresentata Faulhaber possiamo fornire motori da 6mm di diametro, soprattutto per le movimentazioni delle dita; in 22mm riusciamo a dare una soluzione allin con motore brushless e drive con interfaccia CANopen. Nel campo dei robot di saldatura vengono impiegati attuatori lineari della rappresentata Exlar, con spinte sino a 15Kn. Grazie al connubio con azionamenti di nuova generazione AMK serie iX, con protezione IP65, si sta assistendo a soluzioni che prevedono il collocamento del driver in prossimità del motore”. Viale (Panasonic Electric Works Italia) cita la nuova famiglia MINAS A6, particolarmente adatta ad applicazioni di tipo robotico. I nuovi motori della serie MHMF oltre a essere più compatti e leggeri con dimensioni ridotte fino al 30% rispetto alla serie precedente, raggiungono ora il 350% della coppia nominale con velocità fino a 6500giri/min e sono dotati di encoder a 23 bit che permette estrema precisione. “Infine, sono state implementate specifiche funzioni per la robotica quali l’adaptive load control, che permette di mantenere posizionamenti accurati e fluidità di movimento al variare del carico inerziale”.

    Motori lineari per la robotica cartesiana

    Gianesini (SICK) cita la tecnologia One cable, denominata Hiperface DSL. “Il cablaggio avviene con un solo cavo/connettore sul motore anziché con i tradizionali due cavi, con risparmio non solo dei tempi di cablaggio, ma anche di quelli di progettazione ed è possibile realizzare robot più compatti e leggeri. All’interno dell’encoder, inoltre, un sistema di data logger permette di memorizzare i dati qualitativi dell’asse in movimento. Pamoco, come illustra Girardi, dispone di soluzioni con motori lineari e linearirotativi diretti di LinMot oppure con motori rotativi “Torque” di Robodrive. “I motori lineari sono ideali per tutte le applicazioni di robotica cartesiana che richiedono alte accelerazioni e velocità con una grande ripetibilità di posizionamento. I motori “Torque” possono essere realizzati in versione con albero cavo o sporgente, con feedback di posizione e freno di stazionamento integrati”. Biella (TK Group) cita i cavi serie TKFF600 con guaina in PUR resistente alle abrasioni, con eccellenti performance meccaniche ed elettriche anche per cablaggi installati internamente alla meccanica del robot. “I nostri cavi e cablaggi ibridi sono già utilizzati nelle più svariate applicazioni di automazione incluse quelle di robotica, per la gestione dei robot antropomorfi 6 assi, robot delta e cartesiani”.

    Servodrive montabili nei giunti del robot

    Brisacani ci illustra che Bosch Rexroth per la parte di drive e motori offre la tecnologia cabinet free di IndraDrive Mi, con sicurezza integrata a bordo e accesso via Industrial Ethernet. Per il controllo, con le CPU della famiglia IndraMotion MLC, integrate nell’ambiente di sviluppo IndraWorks 14, sono definibili cinematiche fino a 16 assi, includendo orientamento della mano di presa e eventuali trasporti sincronizzati. “Per una soluzione di sviluppo più rapida, offriamo anche KinInterface, unico blocco funzione che integra tutte le funzioni di robotica. Per la programmazione con linguaggi di alto livello, abbamo integrato l’interprete Lua nelle unità di controllo IndraMotion MLC”. Serra (Elmo Italia) cita i potenti servo drive della serie Gold che si possono montare nei giunti del robot per una soluzione compatta e leggera (per esempio il GTWITTER è un drive Ethercat che pesa 22 grammi ed eroga fino a 4 kW di potenza con efficienza > 99%). “Parte della nostra proposta è anche il controller Platinum Maestro, per controllo di 16 assi con tempi di ciclo di 250us; supporta vari tipi di cinematiche alcune delle quali già native come le cinematiche del robot Scara, Cartesiano, Delta. Cinematiche già sviluppate dai clienti Elmo possono essere facilmente implementate nel Platinum Maestro con la funzionalità SIL, Software In he Loop. Le equazioni cinematiche implementate nel
    la sezione realtime del Platinum Maestro calcolano le
    posizioni/velocità target di tutti gli assi”.

    Un singolo controllore per gestire più fine linea

    La proposta Rockwell Automation, sottolinea Guaglio (Rockwell Automation) sottolinea che entrambe le piattaforme PLC Control Logix e Compact Logix sono in grado di gestire le trasformate tipiche dei robot in commercio. “Tutti gli oggetti gestiti dal PLC Logix, quali Input/Output, Motion Control, Supervisione, Tracking Prodotto, HMI, Software di sviluppo e Robot, possono interagire tra loro nello stesso istante. Questa soluzione permette di offrire un significativo miglioramento della produttività, elevata velocità e flessibilità. Con una piattaforma standardizzata, il sistema viene già progettato in un’ottica di ottimizzazione e miglioramento dell’affidabilità”. Tommaso Valle, Pack Team Manager di Siemens Italia, si sofferma sulle applicazioni Handling, sottolineando come i controllori Simotion permettano di realizzare e gestire le più comuni cinematiche per il fine linea, in maniera nativa con una semplice parametrizzazione. “Oltre alle cinematiche classiche, Roller Picker, Portali Cartesiani, Scara, Pick&Place e Delta2/3, i nostri sistemi integrano funzionalità fondamentali quali Zone Monitoring, High Dinamic Handling, Conveyor Tracking, Product Register, Free interpolation mode, e possono anche gestire l’intero processo produttivo, con l’isola robotizzata che può essere parte integrante di una linea. Un singolo controllore può gestire contemporaneamente più stazioni di fine linea integrando le funzioni di sicurezza tramite PROFIsafe verso la periferia e tutti gli azionamenti della famiglia Sinamics”.

    Il supporto prezioso dei componenti software per la robotica

    Mitsubishi Electric, come afferma Beccalli è in grado di offrire l’intero pacchetto di automazione con le piattaforme iQR e le CPU Motion che controllano i servosistemi MRJ4 controllati in Fibra ottica con il motion bus SSCNET III/H ad alta velocità, completamente immune ai disturbi. “Oltre all’hardware forniamo la matematica di gestione robot Scara, antropomorfi o Delta, semplicemente scaricata all’interno delle CPU Motion azzerando i tempi di sviluppo e fornendo all’utente una soluzione completa, integrata, affidabile. La nostra ampia conoscenza, che nasce dall’esperienza di produttori di robot Scara e antropomorfi, ci permette di proporci sul mercato come partner ideale sia in fase di consulenza che progettazione e sviluppo di un sistema”. Bosco cita i Componenti di automazione Baumüller per la robotica: regolatore multiasse b maXX 5800 per il controllo di un massimo di sei assi di azionamento; motori DSH con coppia di riluttanza minima per impieghi HighPrecision; speciali componenti software per la robotica dalla biblioteca “Coordinated Motion“, che offrono un’esattezza di ripetizione molto elevata, un posizionamento preciso e una tranquillità di funzionamento sul Tool Center Point, con conseguente ottimale qualità del punto di saldatura.

  • italia L'Automazione per l'industria del packaging

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    L'Automazione per l'industria del packaging
    Innovazioni tecnologiche nel Packaging Inevitabilmente non si può non parlare di Smart Factory anche per le aziende che producono macchine per confezionamento e imballaggio. Sulla base della vostra conoscenza di questo mercato,
    Si evidenzia una tendenza a un rinnovamento tecnologico coerente con le formalizzazioni concettuali di Industry 4.0? In particolare su quali innovazioni le aziende del settore stanno maggiormente puntando?

    Stiamo assistendo ad una nova generazione di impianti e macchinari basati sui concetti di Industry 4.0. Partendo dal concetto di “Smart production”, le richieste dei Nostri Clienti si rivolgono verso sistemi che siano facilmente installabili, con alta affidabilità e impiegabili dagli operatori finali in modo semplice e sicuro. Passando per il concetto di “Smart service”, assistiamo a richieste che prevedono azionamenti alimentati da rete e, in modo sempre più pressante, al concetto di elettronica distribuita, che prevede drive con grado di protezione IP65 installabili sul campo vicino alla motorizzazione o motori con elettronica integrata. Per facilitare la messa in servizio e l’assistenza tecnica, nonché per le prestazioni di velocità e quantità di informazioni trasferibili, il bus di comunicazione più richiesto è su base RTE (Real Time Ethernet). Inoltre è sempre più comune la richiesta che i servosistemi assolvano alla riduzione di consumi energetici; che si tratti di drive, di attuatori e motorizzazioni, il presupposto è di reperire componenti con rendimenti superiori al 95%.

    La gestione del mix tecnologico Un impianto per confezionamento e imballaggio prevede un mix di prodotti e soluzioni tecnologiche da fornitori diversi, con un inevitabile impatto su collaudo, manutenzione e diagnostica, e questo è ancora più vero in una eventuale prospettiva di Smart Factory, dove le necessarie competenze multidisciplinari richieste al personale potrebbero non essere adeguate. Come produttori di sistemi di automazione quale supporto mettete a disposizione degli utenti per aiutarli a realizzare gli impianti e anche a sfruttare le tecnologie abilitanti la cosiddetta fabbrica intelligente?

    Servotecnica basa il proprio concetto di vendita su due pilatri fondamentali. I responsabili di vendita debbono avere un background tecnico altamente specializzato e un controllo geografico capillare; Grazie al supporto dei Product Manager si arriva a sviscerare le pieghe più profonde di un’applicazione, andando a simulare con supporti software adeguati, il dimensionamento dei motori o gli altri aspetti tecnici dei componenti proposti. La collaborazione tra reparto commerciale e Ufficio Applicazioni, infine, garantisce il necessario supporto al cliente durante l’iter dello sviluppo della applicazione. Per tutti i nostri prodotti, il nostro Ufficio Tecnico dispone di corsi ai Nostri Clienti per consolidarne le conoscenze tecniche per il miglior utilizzo applicativo e messa in servizio. Non meno importante diventa il supporto post vendita garantito sempre dal Nostro ufficio tecnico che, grazie all’ esperienza maturata in anni “sul campo”, fornisce l’adeguata sicurezza di non lasciare mai i Nostri Clienti soli nell’affrontare problematiche tecniche.

    Le proposte al mercato Quali sono le vostre principali proposte per il settore del Packaging? Su quali prodotti e soluzioni puntate maggiormente?

    Servotecnica si è concentrata su due macro-categorie: Motion Controller e PLC, motorizzazioni e servo drive. Per i controllori di moto ci basiamo sulla nuova generazione di PLC e HMI LSiS; disponiamo di soluzioni sia ad alte prestazioni che soluzione economiche con medie prestazioni.  Quando parliamo di motorizzazioni possiamo affermare di disporre della più vasta gamma proponibile. Dai motori diretti, sia rotativi, che lineari, Servotecnica dispone di un’esperienza risalente ai primi anni 90. Passando poi per i motori con elettronica integrata spaziamo da micro motori brushless da 22 mm di diametro sino a motorizzazioni da qualche kW; l’integrazione dell’elettronica di controllo avviene con servo drive che coprono ogni esigenza di comunicazione. Riteniamo altamente innovativi i nuovi motori sincroni EMF perché coprono applicazioni sino ad oggi ottenute con motore e riduttore; l’assenza del riduttore permette di arrivare a coppie sino a 7000 Nm senza riduttore con la riduzione a zero dei giochi meccanici e rendimenti sino al 97%. Gli azionamenti che proponiamo vanno dai micro azionamenti che in 43x43 mm sviluppano sino a 350W ai nuovissimi driver AMK serie iX che possono essere alloggiati direttamente sui motori o in prossimità, grazie al loro grado di protezione IP65. Tutto questo permette di minimizzare lo spazio impiegato dall’ armadio elettrico e ridurre i costi di cablaggio. Tutti i nostri servo drive o le motorizzazioni con elettrica integrata sono sviluppati con bus di comunicazione RTE, che sia EtherCat, Profinet, Sercos III o Ethernet-IP.

  • italia Specialisti nel Motion Control

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    Specialisti nel Motion Control

    Servizi e soluzioni a tutto campo, dalla scelta del prodotto, allo sviluppo del software fino alla proposta più adatta alle specifiche applicazioni, con  prodotti unici basati su tecnologie d’avanguardia

    Un’azienda sul mercato da quasi 40 anni, la cui costante ricerca di nuove tecnologie ha portato a instaurare collaborazioni con società dislocate in tutto il mondo, con un catalogo che vede la presenza di più di 20 fornitori strategici, ciascuno con una caratteristica particolare di prodotto e spesso leader di nicchia. Ne abbiamo parlato con Emilio Bistoletti, ‎Amministratore Delegato di Servotecnica
     

    La collocazione di mercato

    Il settore del Motion Control è indubbiamente “affollato”, con la presenza di multinazionali che con un portfolio diversificato puntano a essere unico fornitore per le applicazioni dei clienti. Nel vostro caso, quali sono gli elementi che vi distinguono dai competitor?

    La nostra caratteristica primaria e che siamo sempre stati degli innovatori nell’introdurre tecnologie che le grandi multinazionali ancora non hanno, o perché riguardano nicchie di mercato o perchè non sono ancora un mercato così ampio da richiamare l’interesse di questi grossi gruppi. Lavoriamo fianco a fianco con il cliente che sviluppa una nuova idea per far evolvere un macchinario o per far nascere la macchina della generazione futura, con un supporto ingegneristico che spesso tende addirittura a far evolvere un prodotto che già di per se è innovativo, grazie alla nostra esperienza sulle applicazioni e alle nostre competenze software, hardware e di meccanica. Il mercato è senz’altro affollato, ma si espande con un rate superiore a qualsiasi altro, e c’è quindi molto spazio all’idea, all’innovazione, a sviluppi che non sono solo l’evoluzione della macchina precedente, ma una nuova interpretazione per gestire un processo o una linea. La segmentazione della nostra offerta tecnologica, da micromotori con 6mm di diametro a motori di grandi dimensioni, non solo ci consente un coinvolgimento in molteplici settori industriali, ma ci permette di supportare più parti di uno stesso progetto del cliente, con una fornitura di tecnologie che arrivano da fornitori diversi, dove il collante è la nostra esperienza. Nel nostro percorso abbiamo introdotto sul mercato molte novità tecnologiche; per esempio siamo stati i primi, a metà degli anni ’80, a portare in Italia i motori lineari e a parlare di Motion Control basato sui microprocessori, importando questo nuovo approccio tecnologico dalla californiana Galil che ha fatto la storia del Motion Control trasformando il PC in un controllore. Siamo stati sempre, e lo siamo tuttora, molto attenti a cercare prodotti che permettano di andare oltre quanto l’automazione più classica delle multinazionali riesce a fare. Negli ultimi anni, per esempio, siamo stati molto impegnati nella miniaturizzazione dell’elettronica nel drive o in una configurazione che possa essere messa a bordo macchina, e da circa 8 anni distribuiamo gli azionamenti della tedesca AMK, tra le prime aziende a inseguire l’idea di far sparire l’azionamento dal quadro, gestibile da remoto o dall’unità host attraverso reti di comunicazione veloci quali EtherCAT, e anche con altri fornitori abbiamo iniziato a introdurre il concetto della maggiore integrazione tra l’azionamento e l’elettronica che lo comanda. La nostra esperienza è sempre stata al servizio sia dei clienti con cui siamo più partner che solo fornitori, che dei fornitori stessi per i quali il nostro aggancio con la realtà applicativa rappresenta un valore inestimabile, senza dimenticare la  sinergia tra fornitore e fornitore: spesso lavoriamo in modo incrociato con fornitori diversi dove ciascuno ha i prodotti che servono a parti differenti dello stesso progetto del nostro cliente. Non è quindi possibile che una multinazionale nostra concorrente possa offrire come unico fornitore un servizio come il nostro, anche per la nostra gamma di prodotti che arriva da fornitori strategici con cui vi è un rapporto consolidato che mediamente dura da 25 anni.

     

    Seconda domanda: L’offerta di prodotti e soluzioni

    In quale categoria di prodotti ritenete di essere all’avanguardia? E inoltre, quale settore industriale vi sta dando le maggiori soddisfazioni?

    Servotecnica punta su due le direttrici: l’integrazione dell’elettronica nel motore o bordo macchina, e la motorizzazione diretta. Oramai l’elettronica integrata è interessante a partire da potenze di poche decine di watt fino ai 5kW, con soluzioni sufficientemente compatte senza eccessivi “derate” sul dimensionamento complessivo del sistema. Essendo i macchinari moderni sempre più “gremiti” di servomotori, la causa di maggiori instabilità nel sistema è il cavo che collega il servodrive al motore, su  cui passano correnti modulate a frequenze molto elevate, tipicamente fino ai 20kHz, e il nostro consiglio per ogni nuovo progetto, sia per l’efficienza energetica che per la stabilità degli impianti, è portare l’elettronica a bordo o a fianco dei servomotori. Le nostre soluzioni si interfacciano con tutti i bus di campo che oggi il mercato richiede, in particolare EtherCAT, che è il bus che sta crescendo di più degli altri avendo riunito l’esperienza di SERCOS e CAN OPEN, senza  dimenticare Ethernet/IP, supportato dal gruppo Rockwell, e Profinet, supportato da Siemens. La linea di azionamenti IP65 di AMK esce dal concetto tradizionale di azionamento, permettendo una topologia di impianto diversa da quella classica dell’azionamento in quadro.

    Abbiamo realizzato applicazioni di successo su macchine per la lavorazione della lamiera, nel packaging e nelle macchine per la lavorazione del legno, segmenti di mercato diversi sui quali è stata verificata la valenza dell’architettura distribuita. Sono azionamenti adatti a pilotare sia motori rotativi che lineari o di coppia. Integrano anche la gestione del protocollo di sicurezza in rete (FSoE, FailSafe over EtherCAT) che ancora una volta semplifica e riduce le connessioni hardware. Forniamo spesso anche i cavi di collegamento per evitare errori nella fase di montaggio della macchina.

    Il concetto di integrazione si verifica interessante anche quando è necessaria la miniaturizzazione dei servosistemi; abbiamo con la linea Faulhaber micormotori brushless con elettronica integrata a partire da 20 mm di diametro con bus di campo integrato. Micromotori impiegati con grande successo nel settore del medicale, del farmaceutico, nella strumentazione e nella robotica. Un ulteriore punto di vanto della nostra offerta è certamente rappresentato dalla serie di motori lineari e di coppia della Tecnotion che sono, per la loro particolare geometria magnetica, tra i migliori motori sul mercato.

     

     

    Alcune considerazioni di particolare rilevanza

    A conclusione di questo colloquio, ci sono ulteriori considerazioni che si possono fare per meglio caratterizzare la sua azienda?

    Siamo perfettamente coscienti di operare in un mercato difficile, ma c’è ancora spazio per crescere nel settore dei servomotori e degli azionamenti, per interpretare in modo più intelligente l’impiego di queste tecnologie in sinergia con altre, e questa è la nostra sfida. Abbiamo poi iniziato a espanderci anche all’estero. Da quattro anni stiamo costruendo in Europa un network per la commercializzazione di prodotti con il nostro marchio, collettori rotanti e motori speciali che fabbrichiamo in Italia con una società partecipata. Iniziativa importante per lo sviluppo della nostra presenza all’estero è stata la fondazione nel 2016 della Servotecnica GmbH con sede a Francoforte, società che ha un grosso poteziale di crescita sul mercato tedesco. Abbiamo distributori in Svizzera, Inghilterra, Francia, Israele e Turchia, e ci stiamo muovendo anche verso la Spagna. L’export in questo momento è ancora una piccola percentuale del nostro fatturato complessivo, ma abbiamo l’obiettivo nell’arco di un triennio di arrivare almeno al 20-25%.

     

  • italia Sulle flowpack. dall'interfaccia uomo-macchina ai servomotori, tramite EtherCAT

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    Sulle flowpack. dall'interfaccia uomo-macchina ai servomotori, tramite EtherCAT

    Le macchine Flowpack di nuova generazione devono coniugare flessibilità, affidabilità e riduzione dei costi; Servotecnica propone un sistema LSiS che permette di risolvere queste problematiche fornendo un pacchetto completo, dall’HMI al PLC fino ai servomotori, basato su bus di campo EtherCAT.

    L’uso del protocollo di comunicazione EtherCAT permette di sfruttare l’alta banda di comunicazione a 100Mbps e la flessibilità di un sistema digitale, ottenendo così tempi di reazione ridottissimi che consentono cambi formato al volo evitando inutili sprechi di materiale.

    All'insegna della flessibilità Il sistema comprende il controllo assi XGF-M32E che può pilotare sino a 32 motori. Diverse sono le funzionalità disponibili come le camme elettroniche, assi elettrici, phasing dinamico per la correzione di moto. La lista di Functional Block , tutti complaint sia con il Ds402 che con lo standard IEC61131-3, garantisce tempi di sviluppo e parametrizzazione estremamente ridotti. Tutto questo ha permesso di realizzare pacchetti dedicati alle flowpack componibili e flessibili. Il range varia da semplici sistemi di 3 assi fino a quelle più complesse con assi aggiuntivi.

    Tutte le schede sono connesse per mezzo di un rack di dimensioni variabili a seconda dei moduli o del sistema. Il numero di slot disponibili varia da 4 fino a 8, esiste la possibilità di estenderlo tramite l’utilizzo di un bus locale. L’alimentazione è disponibile sia a 220VAC che in continua 24V. I due moduli principali sono la CPU XGI-CPUS e la scheda di motion XGF-M32E.

    Entrambe dotate di sistema multitasking, svolgono compiti differenti e si coordinano mediante uno scambio dati continuo e veloce. Questo consente alla parte di motion di dedicare tutta la potenza di calcolo per la gestione del motion e del bus di campo.

    Il tempo ciclo minimo è di 1ms e il valore di jitter del fieldbus è di 1µs. A seconda delle necessità si potranno inserire dei moduli di Input / Output da 16 punti, permettendo di arrivare a soluzioni sino 32 In e 32 Out o in caso di necessità fino a 256 punti di ingressi uscite.

    Temperatura sotto controllo

    Anche la gestione delle termocoppie avviene tramite il PLC grazie al modulo XGF-TC4RT; con opportuni algoritmi di temperatura si riesce ad avere una notevole precisione delle piastre di saldatura in tutte le condizioni lavoro; una soluzione innovativa per il controllo di temperatura è stata posta soprattutto nella fase di pre-riscaldamento in modo che la macchina sia sempre nelle condizioni di eseguire saldature efficaci. Sempre per garantire il massimo del controllo di temperatura sono disponibili giunti rotanti di nuova generazione della serie SVTS E. Questi garantiscono non solo una facile installazione con un grado di protezione IP65, ma l’impiego di metalli preziosi sia per gli anelli che per le spazzole permette di avere dei segnali di temperatura immuni da rumore elettrico.

    Con la funzione di touch probe è possibile catturare al volo le posizioni di marker per avere precisioni sia in fase di saldatura che di tranciatura.

    Comunicazione semplice e alto grado di protezioneÈ possibile abbinare al PLC delle interfacce HMI di svariate dimensioni, la più comune è il dispaly da 7” TFT LCD, serie eXP40, dotato di sistema operativo Windows CE 6.0 R3 e memoria da 64 MB. Dispone di tre porte di comunicazione RS-232, RS-485 ed Ethernet 10/100BASE-T. La realizzazione di ricette con animazione si realizza in modo semplice e intuitivo tramite un opportuno software applicativo.

    Non ultimo come punto di forza l’alto grado di protezione IP65. Queste HMI abbinate alle potenzialità di una CPU di ultima generazione permettono di monitorare continuamente le funzioni macchina, potendone prevedere manutenzioni preventive delle parti in rotazione.

    Grazie al monitoraggio della corrente assorbita dai motori, è altresì possibile verificare il corretto funzionamento o una possibile condizione di inefficienza. La grafica ad alta risoluzione aiuta, tramite immagini preinstallate, di seguire le parti in movimento oltre a indicare i punti macchina con possibili problemi.

    Le funzioni di Passthrough attive sui sistemi HMI permettono di utilizzare i pannelli come sistemi di debug in remoto, evitando l’utilizzo di pc per le fasi diagnostica. Le motorizzazioni avvengono tramite motori brushless della serie APM FL, con feedback da encoder incrementale o assoluto. Sono motori della serie flat in modo da ridurre al minimo gli ingombri. Corredati da cavi standard possono facilmente essere collegati agli azionamenti della serie L7 con alimentazione a 220 VAC o 380 VAC e protocollo EtherCat.

    Grazie al loro minimo ingombro permettono una riduzione del quadro elettrico.

  • italia Servotecnica presenta alla SPS/IPC/DRIVES i motori EMF basati sul principio LIPROKA

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    Servotecnica presenta alla SPS/IPC/DRIVES i motori EMF basati sul principio LIPROKA
    EMF, una società Turco/Tedesca, ha sviluppato un'innovativa serie di motori sincroni basati sul principio LIPROKA. Il concetto di base è avere un motore sincrono fino a 8 poli, per quanto riguarda lo statore.

    L’innovazione risiede nel rotore, caratterizzato da un alto numero di poli. Tramite magneti di alte prestazioni si ottiene un flusso magnetico estremamente performante. Quando si applica allo statore un campo magnetico rotante ne consegue una rotazione del rotore in senso contrario rispetto al campo magnetico, con una velocità ridotta secondo un rapporto dipendente dalla geometria elettromagnetica e dal numero di poli rotorici.

    Il risultato è una “riduzione elettromagnetica” tra velocità statorica e rotorica. La velocità di rotazione dell’albero rotorico potrà essere variata in modo continuo e preciso. La motorizzazione così ottenuta è a tutti gli effetti un motoriduttore gearless che rispetto ad un motoriduttore classico, è in grado di offrire maggiore efficienza energetica e giochi zero. Tipicamente l’efficienza dei motori EMF è del 98%. Si raggiungono coppie sino a 7500 Nm a 100 RPM.

    L’impiego di questa tipologia di motorizzazioni spazia dal converting, macchine flexo, estrusori, molding, conveyor. Possono essere impiegati sia come posizionatori a loop chiusa, controllati da servo azionamenti, che comandati da inverter U/F.

    Servotecnica è lieta di presentare la propria gamma prodotti alla SPS/IPC/DRIVES nel Padiglione 3 allo Stand C045.

Press 2016

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Trasmettere Fieldbus ad elevata frequenza attraverso uno Slip Ring

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    Trasmettere Fieldbus ad elevata frequenza attraverso uno Slip Ring

    La continua necessità di incrementare le prestazioni e ridurre i costi, nel campo del motion control, ha guidato il mercato verso l’impiego di protocolli su base Ethernet, imponendosi come standard rispetto a soluzioni che venivano precedentemente usate, garantendo prestazioni migliori e una facile soluzione per ridurre i tempi di sviluppo delle nuove applicazioni.

    Un ulteriore miglioramento, per semplificare il cablaggio, è avvenuto grazie alla soluzione, proposta da molti costruttori, di impiegare cavi ibridi che integrano circuiti di potenza, segnali digitali e bus di comunicazione Ethernet, con un solo cavo e unico connettore in configurazione daisy chain.

    Questa tendenza e la necessità di limitare al massimo “l’impronta terra” tramite l’utilizzo di giostre ha imposto ai costruttori di collettori rotanti, come Servotecnica, nuove sfide. Per ridurre il più possibile l’impatto del collettore elettrico sulla rete Ethernet partendo dal presupposto che le specifiche TIA/ANSI/EIA sono indirizzate ai soli cavi.

    Va detto che l’impiego di cavi ibridi lascia minori margini (Attenuazione, NEXT, ACR,RL,IL,etc ..) rispetto ai cavi standard CAT5e, l’introduzione di slipring diventa quindi un punto critico per tutte le macchine rotanti, il collettore è un collo di bottiglia attraverso cui passano tutte le connessioni elettriche verso la parte in rotazione.

    Per garantire un adeguata qualità di trasmissione ci sono 4 punti fondamentali da superare:

    • Mantenere un contatto pulito lungo tutta la rotazione anche in presenza di normali vibrazioni meccaniche.
    • Ridurre il più possibile il rumore elettrico generato dalla presenza di segnali di potenza presenti sul medesimo cavo
    • Ridurre il “Crosstalk” generato tra i doppini sul bus Ethernet; maggiore è il diametro del collettore e maggiore diventa il problema.
    • Mantenere la stessa qualità di trasmissione per tutta la durata di vita del collettore.

     

    Grazie all’utilizzo di tecnologia di contatto gold-gold sia per le spazzole che per gli anelli possiamo garantire un contatto pulito ed uniforme lungo tutta lo sviluppo circolare, inoltre grazie, all’uso di spazzole multi-filari forniamo la corretta pressione per la trasmissione riducendo l’attrito e migliorando la vita del collettore.

    Servotecnica ha sviluppato delle strutture degli anelli standard che, a seconda delle dimensioni e prestazioni richieste, garantiscono affidabilità della trasmissione nel tempo anche in presenza di linee elettriche che generano rumore.

    Abbiamo eseguito prove su larga scala, simulando reti complesse monitorandone il comportamento nel tempo anche in presenza di eventi indesiderati; il tutto per verificare l’affidabilità dei giunti rotanti di Nostra produzione in situazioni di particolare stress.

    Le esperienze fatte sul campo con i Nostri Clienti ci ha portato a sviluppare una documentazione completa accompagnata a controlli di qualità standard che possono garantire la conformità a CAT5e dei nostri collettori rotanti anche con cavi ibridi. Tutti i Nostri collettori per Ethernet sono testati e certificati CAT5e al 100%. Di recente, per coloro che necessitano di soluzioni a stock con consegna rapida, abbiamo introdotto anche alcuni collettori standard 100 BaseT e 1000 BaseT disponibili in diverse configurazioni con canali di alimentazione aggiuntivi.

    Grazie alla Nostra lunga esperienza possiamo trovare la soluzione migliore per le Vostre esigenze, non importa se sarà una soluzione personalizzata o standard, Vi aiuteremo a raggiungere il Vostro obbiettivo sia di prestazioni e di prezzo e nel minor tempo possibile; contattateci attraverso i Nostri uffici diretti in Italia e Germania o tramite i Nostri distributori in Europa.

     



    SVTS C - Through Bore Sercos Slip Ring SVTS D - Sturdy Sercos Slip Ring
  • italia Gli attuatori wireless JVL proposti da SERVOTECNICA

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    Gli attuatori wireless JVL proposti da SERVOTECNICA

    Con il termine WLAN (wireless local area network) si identifica una rete locale che sfrutta la tecnologia senza fili. JVL, leader nel settore dei motori con elettronica integrata, rappresentato da Servotecnica, propone per questa tipologia la motion controller MACC00-EW4.

    La comunicazione avviene tramite un’antenna che copre distanze sino a 450 mt con una velocità di comunicazione di 2,7 Mbit. Al motore viene portata la sola alimentazione.

    A bordo della MAC00-EW4 sono presenti 4 ingressi digitali e 4 uscite impiegabili come segnali locali come finecorsa di Homing o extra corsa. Supporta gli standard 802.11b e 802.11b1g. Integra funzionalità WEB server.

    Prestazioni simili si hanno con la motion controller MAC00-FB4 con connessione BlueTooth a 921 Kbit e MAC00-FZ4 con protocollo ZigBee a 25 Kbit.

    Tutte possono essere alloggiate negli attuatori serie MIL34 in versione Captive ed External con differenti passi della vite, lunghezze personalizzabili, vari gradi di protezione e diverse soluzioni per la chiocciola.

  • italia I motori lineari TBW e TM18 proposti da Servotecnica per le macchine utensili

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    I motori lineari TBW e TM18 proposti da Servotecnica per le macchine utensili
    Il motore lineare, eliminando la trasmissione meccanica, permette di ottenere una banda passante più’ alta, una maggiore rigidità, assenza di giochi, settling time ridotti e velocità più elevate.

    Servotecnica propone per le macchine utensili di nuova generazione i motori lineari iron-core TECNOTION TBW appositamente studiati per questo tipo di applicazioni. Potendo raggiungere spinte sino a 6750N (con raffreddamento ad acqua) rappresentano l’eccellenza nel capo delle motorizzazioni dirette. La particolare geometria impiegata nella produzione delle barre magnetiche, assemblando gli elementi con un giusto grado di inclinazione, assicurano un cogging contenuto a tutto vantaggio della qualità finale delle lavorazioni. Spingersi sino a 120m/min con 4mt/sec² di accelerazione è ormai nella norma.

    Si differenziano rispetto ai concorrenti per la più contenuta “Attraction Force” ovvero la forza di attrazione tra Coil e magneti. Riducendo questa forza si possono impiegare pattini meno performanti senza incorrere in problematiche meccaniche sulle guide. Anche il volume dei coil come il peso della parte magnetica è minore rispetto a soluzioni concorrenti con una conseguente riduzione della massa da trasportare.
    Una seconda opportunità viene dalla serie iron-core TM18, in grado di generare forze paragonabili a quelle di motori con magneti di dimensioni maggiori e quindi costi più alti. L’implementazione dei motori TM18 copre applicazioni richiedenti forze che fino ad oggi potevano essere ottenute unicamente con motori di grandi dimensioni.

    Con la lunghezza di 336mm, il motore TM18 garantisce una forza continuativa di 360N e 720N di picco. Si possono accoppiare due motori sulla stessa base magnetica aumentando così la forza continua disponibile a 720N. Le dimensioni sono estremamente compatte: l’altezza totale è di soli 40mm e la sua larghezza di 50mm. con velocità sino a 10 mt/sec., basso cogging fanno di questo motore l’ideale movimentazione per centri di lavoro.
  • italia Lancio del nuovo Azionamento trifase 400V serie L7 di LSIS

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    Lancio del nuovo Azionamento trifase 400V serie L7 di LSIS

    Servotecnica annuncia che la rappresentata LS completa la gamma dei propri drivers serie L7 con la versione alimentata a 380/480 VAC trifase 50/60 Hz. Le opzioni disponibili sono 2: L7PB con comando step/dir, analogico ed adatto ad applicazioni indexate e L7NHB All in One con protocollo EtherCAT. Particolare impegno è stato posto nella riduzione degli ingombri arrivando ad occupare il 5% in meno di spazio rispetto a prodotti concorrenti. La gamma disponibile parte da potenze di 1Kw sino a 15 Kw. Il principio base dello sviluppo è fornire un prodotto “Facile all’ uso”, funzioni come il “Riconoscimento automatico del motore e dell’encoder”, disponibilità di “Switches rotativi” per l’indirizzamento, “Resistenza di frenatura” integrata o collegabile esternamente: il tutto al fine di rendere estremamente semplice la messa in funzione dell’azionamento. Tale semplicità non è comunque a scapito delle prestazioni: la possibilità di interfacciarsi con encoder seriali ad alta risoluzione con protocollo Biss o EnDat 2.2 danno precisione al posizionamento e stabilità a bassi giri con ripple di coppia e velocità estremamente contenuti , raggiungibili anche grazie alla frequenza di switching del loop di corrente pari a 16KHz. Un sofisticato impiego di 4 filtri di Notch oltre a 2 soppressori di vibrazione, la possibilità di cambiare al volo i guadagni, permettono di “modulare” le prestazioni del driver adattandolo così  alle esigenze del sistema meccanico. Disporre di protocollo EtherCat 100 Base-TX (100 Mbps) con profilo CiA402 permette di interfacciare questi drivers con i diversi masters disponibili sul mercato. Tutti i drivers hanno la certificazione Safety Torque Off.

  • italia Sensori digitali magnetici e distribuiti Magnescale

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    Sensori digitali magnetici e distribuiti Magnescale

    I sensori digitali DK800S della Magnescale distribuiti da Servotecnica SPA, rappresentano lo sviluppo tecnologico nel campo dei misuratori tramite contatto meccanico. Risolvono le problematiche nei processi di controllo qualità.

    Caratterizzati da una vasta scelta di corse disponibili possono essere alloggiati anche in ambienti particolarmente difficili con presenza di liquidi o di oli. Basandosi sul principio magnetico sono immuni agli agenti esterni anche grazie al loro alto grado di protezione IP67. Le corse disponibili vanno da 5 a 30 mm con risoluzioni di 0,1 µm.

    Disponibili anche con comando pneumatico in modo da mandare il tastatore a contatto della superfice da misurare automaticamente. Possono essere accoppiati a visualizzatori con interfaccia RS-232 per centralizzare i dati ricevuti dalle varie misurazioni. Tramite moduli della serie MG si possono attuare Network intelligenti di misurazione con interfaccia Ethernet.

  • italia Nuovo motore lineare iron-core TM18

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    Nuovo motore lineare iron-core TM18

    Le terre rare presenti nei motori a magneti permanenti sono un fattore di costo rilevante.
    Con lo scopo di abbattere i costi, pur mantenendo elevate prestazioni, Tecnotion, azienda specialista nei motori lineari, distribuita da Servotecnica, espande il proprio portfolio con i nuovi motori iron-core TM18, in grado di generare forze paragonabili a quelle di motori con magneti di dimensioni maggiori e quindi costi più alti.


    Non necessitando più di larghe e costose piastre magnetiche, l'implementazione dei motori TM18 copre anche applicazioni richiedenti forze che fino ad oggi potevano essere ottenute unicamente con motori di grandi dimensioni.


    Con la sua lunghezza di 336mm, il motore TM18 garantisce una forza continuativa di 360N ed una forza di picco di 720N. In più, Tecnotion offre la possibilità di accoppiare due motori sulla stessa base magnetica, aumentano così la forza continua disponibile a 720N.
    Tali performance vengono ottenute in dimensioni estremamente compatte: l'altezza totale di motore e piastra magnetica è di soli 40mm e la sua larghezza di soli 50mm.
    È inoltre possibili e raggiungere velocità di 10m/s.


    Specialmente in applicazioni caratterizzate da corse estese, che di conseguenza richiedono barre magnetiche molto lunghe, il TM18 rappresenta un'alternativa estremamente vantaggiosa. I potenziali campi applicativi sono innumerevoli: il basso cogging lo rende ad esempio ideale per l'utilizzo in stampanti industriali. Macchine utensili e sistemi di taglio sono altresì ottimi esempi d'impiego dei nuovi motori TM18.

  • italia Le soluzioni Servotecnica nel Settore Alimentare

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    Le soluzioni Servotecnica nel Settore Alimentare

    Le macchine e gli impianti per la produzione ed il confezionamento di alimenti richiedono tecnologie robuste che siano precise, affidabili, potenti e conformi all’uso in ambiente alimentare.

    Servotecnica è in grado di fornire, per il mercato alimentare, componenti che rispondono alle normative del settore.

    Gli attuatori lineari elettrici della Exlar sono in grado di fornire spinte elevate, di garantire precisione e ripetibilità nei posizionamenti e, contrariamente agli attuatori idraulici, senza il rischio di contaminare l’ambiente. L’utilizzo di viti a rulli satelliti fornisce aspettative di vita fino a 15 volte quella delle viti a circolazione di sfere. Sono progettati per garantire milioni di cicli senza manutenzione. Lo stelo liscio ed in acciaio, la compattezza e l’utilizzo di materiali “food grade” li rendono ideali per l’utilizzo in ambiente alimentare.

    I giunti rotanti della Dynamic Sealing Technologies sono progettati per trasferire in modo pulito, asettico, affidabile ed efficiente tutti i tipi di fluidi nel settore alimentare, farmaceutico e chimico, grazie anche all’utilizzo di acciaio AISI 316L per la carcassa ed al design che garantisce assenza di ristagno. I materiali delle guarnizioni e delle tenute sono idonei a resistere ai fluidi più corrosivi ed ai processi di lavaggio CIP e SIP.

    Sono quindi utilizzati con successo: sulle macchine rotanti per il lavaggio e la sterilizzazione delle bottiglie essendo equipaggiati con guarnizioni resistenti a vapori corrosivi e ad alte temperature.

    Sulle machine rotanti per il riempimento delle bottiglie grazie ai giunti rotanti con passaggi multipli per il trasferimento di vari fluidi quali acqua, aria, CO2, vapore e fluidi viscosi e/o corrosivi.

    I giunti rotanti della Dynamic Sealing Technologies rispondono alle norme FDA, 3A e ad altre norme sanitarie.

Press 2014

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Macchine di ispezione farmaceutica

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    Spesso si è portati a credere che la scelta del motion control per una macchina automatica sia legata esclusivamente alle funzionalità che esso possiede: possibilità di gestire camme elettroniche piuttosto che cinematiche particolari, funzioni di controllo numerico o di taglio al volo. Questo è corretto in linea di principio, ma non è sempre l’elemento discriminante per la scelta.
    Nell’esperienza che andremo a raccontare, ad esempio, l'architettura di controllo è stata decisa dalla “geometria” della macchina più che dalle funzionalità di motion richieste. Nei sistemi di ispezione farmaceutica infatti la configurazione “a giostra” delle macchine ha imposto l'utilizzo di un giunto elettrico (modello SRH-180 di Servotecnica) ad elevato diametro per la trasmissione della potenza e dei comandi di movimento a bordo giostra, dove sono posizionati anche gli azionamenti.
    La versione base di questa macchina automatica prevede ventiquattro motori che devono muoversi perfettamente sincroni tra di loro e devono essere legati alla posizione angolare della giostra (encoder master). Per garantire la sincronizzazione degli assi abbiamo impiegato un bus EtherCAT, ad oggi il più veloce, standard e aperto che offre il mercato. E’ proprio la sua elevata velocità che ha caratterizzato la scelta tecnica del controllo.
    Quando si trasmettono segnali ad alta frequenza (i 100Mbit/s di EtherCAT o i Gbit/s di un segnale video) l’impedenza dell’elemento di trasmissione è fondamentale. Nel nostro caso il collettore, facendo parte della catena trasmissiva, contribuisce anche alla sua impedenza. Un giunto elettrico da 180 mm di diametro ha una elevata resistenza, che non consente di trasmettere segnali a 100Mbit/s in modo affidabile. Per questo motivo abbiamo separato il controllo macchina (posto a terra) dal controllo assi (portato a bordo giostra) collegandoli attraverso una rete Ethernet a 10Mbit/s, più consona alla geometria del collettore (ovvero alla sua impedenza elettrica).
    In questo modo la sincronizzazione stretta degli assi è garantita dalla rete EtherCAT di bordo macchina, mentre il segnale encoder master e le variabili di alto livello sono passate tramite Ethernet con protocollo veloce ADS.
    Altro aspetto fondamentale nella scelta del sistema di controllo è stato l’estrema compattezza sia degli azionamenti che del controllo utilizzati. Per le macchine di ispezione di grosse provette abbiamo utilizzato motori brushless da 200Watt con azionamento Gold Whistle di Elmo, mentre per le provette più piccole si è potuto utilizzare il motore con elettronica integrata da 100Watt, serie Pegasus di LS Mecapion. Quanto al controllo assi la scelta è ricaduta sulla soluzione Gold Maestro (G-MAS) di Elmo, unica per le sue dimensioni compatte (115 x 75 x 25 mm).

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Integrazione per migliorare l’efficienza delle macchine e degli impianti.

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    Cosa significa integrazione?

    Forse semplificazione, o riduzione del superfluo, o in ogni caso un modo diverso di progettare la struttura delle macchine e del loro  modo di funzionare.Gli ultimi 30 anni hanno visto una straordinaria trasformazione dei servomeccanismi usati per la movimentazione delle macchine e dei sistemi.

    L’applicazione delle viti  e circolazione di sfere mosse dai servomotori a magneti permanenti sono stati il primo passo evolutivo verso la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80. Un esempio di semplificazione che mi piace ricordare è stato determinato dalla trasformazione delle macchine per i ricami (multi-aghi).Sono, per semplificare, un grande plotter verticale che si muove in X e Y posizionando una serie di aghi che realizzano i punti e i riempimenti, la movimentazione meccanica degli assi veniva ottenuta da un vero elaboratore meccanico dotato di un lettore di nastro perforato e di un cinematismo formato da 3.800 particolari meccanici! Il tutto racchiuso nella “testata” della macchina che veniva lubrificata giornalmente  con una “nebbia” di olio!

    Nel 1982 realizziamo con un cliente la prima macchina a controllo numerico: due servomotori accoppiati con pignone e cremagliera sostituiscono 3.800 particolari meccanici!

    30 anni fa questo era integrazione, il primo passo verso un orizzonte che allora era solo un sogno.

    Oggi l’esigenza sempre più pressante di ridurre i costi e contemporaneamente di aumentare  prestazioni e produttività di macchine e impianti richiede un nuovo modo di interpretare il concetto di integrazione dei sistemi di controllo della movimentazione .

    Trenta anni di evoluzione tecnologica hanno introdotto nuove tecniche di motorizzazione e controllo ,anche viti di precisione e cremagliere spesso lasciano il posto a motori ad accoppiamento diretto del carico sia lineari che rotativi  o di coppia .Tecnologie non del tutto nuove in quanto si sono affacciate al mercato industriale già agli inizi degli anni 90 ,ma l’esperienza nel loro uso si è andata consolidando con gradualità.

    Le prime prestazioni che immediatamente hanno migliorato sono state la velocità e l’accelerazione ,forniti per la maggiore in versione frameless hanno da subito richiesto modifiche strutturali nelle strutture di supporto e nella intera configurazione della macchina .

    In molte occasioni hanno permesso , a costruttori attenti e coraggiosi , la firma di importanti contratti che hanno permesso un diverso e migliore posizionamento delle loro macchine nei loro mercati.

    La diffusione di tali motorizzazioni è ormai molto avanzata ,è una strada sicura che oggi si sceglie  non solo per ottenere migliori velocità e accelerazioni ma anche per un miglioramento  di efficienza o per ridurre la rumorosità di macchina ,in una interpretazione attuale per un approccio “green “ di progettazione .Impianti e macchinari devono consumare meno, è imperativo dunque ridurre i cinematismi e le conversioni di moto , realizzare strutture semplificate all’interno delle quali inserire avvolgimenti e magneti (coils and magnet),  per orientate le forze nella direzione desiderata sia per ottenere il movimento delle masse che per la realizzazione dei precarichi e ottenere strutture rigide ma leggere.Le linee guida per la progettazione di impianti efficienti (green) :

    • Poca meccanica ma progettata bene (calcolata e non improvvisata ), possibilmente modulare e con l’elettronica di controllo montata a bordo.

    • Poco cablaggio e riduzione o eliminazione della cabina elettrica .E’ l’approccio meccatronico ,che naturalmente richiede competenze aggiornate e tecnologie evolute anche a livello elettronico .

    I servoazionamenti della generazione attuale si prestano molto bene ad essere integrati  nella struttura della macchina o all’interno del servomotore .I componenti elettronici a larga scala di integrazione (FPGA) e i transistor ad effetto di campo (FET E IGBT) sono sempre più piccoli e potenti . L’efficienza aumenta e diminuiscono le dissipazioni di calore ,la struttura della macchina viene usata come elemento irradiante per dissipare l’energia residua .Le versioni IP 65 sono sempre più richieste e i servo azionamenti sono ormai delle scatole nere con porta Ethernet collegate in BUS di campo .

    I Bus di campo su base Ethernet hanno notevolmente contribuito ad accelerare la tendenza verso l’integrazione e la modularità, oggi i più diffusi nel mercato dell’automazione sono EtherCat ,Sercos 3 ,Profinet ,Ethrnet IP.Attraverso Il BUS si trasmettono i comandi e si ricevono gli stati dei servo drive (network servo drive) ad elevata frequenza così da poter garantire sincronizzazioni e interpolazioni in tempo reale .Il servodrive è a tutti gli effetti una periferica intelligente collegata in rete e possiede una potenza di calcolo elevata .Le loop di controllo (Posizione velocità corrente ,coppia) sono controllate da algoritmi complessi in grado di leggere il comportamento del carico autoregolando i guadagni .Le prestazioni dinamiche risultano ottimali nel rispetto della struttura della macchina e della sua efficienza.

    Servotecnica da sempre orientata alla ricerca di soluzioni di avanguardia ha consolidato più di 25 anni di esperienza nelle applicazioni dei motori diretti collaborando con produttori leader di settore ,attualmente offre una vasta gamma di soluzioni che si caratterizzano per  eccellenza tecnologica e servizi  frutto della lunga esperienza maturata . 

    Emilio Bistoletti

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria INTERVISTA ALL’ING. MASSIMO REDAELLI, Direct Drives & Products Development Manager, Servotecnica SPA

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    I Prima domanda: Trend tecnologici

    Quali sono i trend tecnologici che più di altri stanno apportando sostanziali miglioramenti alle soluzioni Motion Control? In particolare, quali soluzioni di controllo del moto presentano oggi una maggior dinamica di sviluppo?

    Elettronica Distribuita: questa in sintesi la parola che riassume il principale trend che stiamo vivendo in ambito automazione industriale. Con questo presupposto anche i sistemi di Motion Control si stanno adeguando, affidando lo “smistamento” dei comandi di movimento a bus di campo sempre più veloci e, soprattutto, deterministici per poter effettuare la sincronizzazione delle traiettorie in sistemi interpolati.Il denominatore comune tra questi bus è il supporto fisico della comunicazione, la rete Ethernet, quello che cambia é il protocollo, diverso a seconda di chi lo propone.Tra le varie soluzioni presenti sul mercato, EtherCAT è certamente la più diffusa in quanto costituisce un protocollo standard, aperto a dispositivi di diversi costruttori.La decentralizzazione dell’elettronica ha inoltre favorito lo sviluppo di azionamenti compatti, adatti ad essere posizionati a bordo macchina o, addirittura, ad essere integrati all’interno del motore/attuatore elettrico.

    Seconda domanda: innovazione e investimenti

    Innovazioni sul fronte Motion Control possono fare la differenza nelle performance di impianti e macchine. Ritenete che vi sia attenzione da parte delle aziende del manufacturing e del controllo di processo al tema del Motion Control, oppure altre in questo momento sono le priorità di investimento?

    Ogni azienda ha come obiettivo quello di migliorare le proprie performances, aumentando la produttività delle sue linee e riducendone i costi di sviluppo e produzione. I nuovi sistemi di Motion Control EtherCAT, assieme all’architettura distribuita, giocano un ruolo fondamentale in questo, rendendo la configurazione delle macchine modulare e flessibile, oltre a ridurne i cablaggi. La possibilità di collegare attuatori elettrici come delle semplici periferiche di automazione ne facilita il loro impiego a vantaggio anche di una maggiore efficienza energetica (altro elemento di forte attualità in ambito industriale).

    Terza domanda: le proposte al mercato

    Quali sono le vostre proposte Motion Control, e quali gli elementi, sia tecnologici che commerciali, che ritenete vi possano differenziare dai competitors?

    Se pensassimo alle periferiche di una macchina automatica come agli elementi di un’orchestra, il Motion Controller ne sarebbe certamente il Direttore o, se vogliamo, il Maestro. G-MAS (Gold Maestro) è infatti la proposta di Servotecnica in tale ambito.La sua architettura aperta ci consente di impiegare, nel comporre la nostra “orchestra”, i migliori elementi che il mercato propone: dai motori brushless con elettronica integrata - linea Pegasus - di LS Mecapion, agli attuatori stepper ibridi, sempre con elettronica integrata, di Schneider Electric Motion USA; dai micromotori Faulhaber, anch’essi con elettronica integrata, agli stessi azionamenti Elmo, unici quanto a compattezza e densità di potenza.Tutte queste periferiche possono essere gestite dal nostro G-MAS attraverso le reti EtherCAT o CANopen.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Giunti rotanti Soluzioni complete per bus di campo base Ethernet

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    Giunti rotanti Soluzioni complete per bus di campo base Ethernet

    Servotecnica (www.servotecnica.com), da sempre attenta alle esigenze in ambito packaging, propone diverse configurazioni di collettori rotanti atte a soddisfare le più svariate necessità di mercato. Dai compatti SRC 032 ideali per la lettura di termocoppie fino a soluzioni adatte a supportare i moderni bus di campo su base Ethernet (EthernetIP, EtherCAT, Profinet, ecc..) oltre alla contemporanea trasmissione di potenza elettrica.
    Le nuove versioni, grazie all’utilizzo di cavi “ibridi” per il trasporto su singolo cavo di alimentazione e bus di campo, permettono inoltre di sfruttare i vantaggi portati dalle moderne soluzioni di motori con elettronica integrata di diversi costruttori fornendo una soluzione plug & play completa di connettori.
    La gamma si completa grazie alla possibilità di accoppiare giunti pneumatici ed idraulici adatti anche al passaggio di agenti aggressivi per operazioni di CIP e SIP e l’uso di materiali certificati FDA.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Schneider Electric Motion presenta la nuova gamma di motori stepper con elettronica integrata LEXIUM

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    Schneider Electric Motion presenta la nuova gamma di motori stepper con elettronica integrata LEXIUM

    I nuovi motori stepper con elettronica integrata LEXIUM, importati e distribuiti in esclusiva per il mercato Italiano da Servotecnica Spa, sono il risultato di un’esperienza decennale nel campo del motion control e combinano la tecnologia del motore passo-passo con l’elettronica intelligente offrendo un vero e proprio motore servo. Disponibili con diversi bus di campo (Ethernet TCP/IP, Can Open e RS-422/485) o con funzionamento step/direzione, la gamma dei nuovi motori stepper con elettronica integrata di Schneider Electric Motion permette le più svariate applicazioni ottimizzandone il costo finale.I motori della famiglia Lexium, grazie alla tecnologia hMT, conciliano i vantaggi dei motori stepper alla versatilità e controllabilità dei motori “servo”. La chiusura degli anelli di posizione e corrente permette di avere un basso consumo di energia e basse temperature di esercizio.Il nuovo “design” rende il motore idoneo a campi applicativi come il packaging ed il medicale e grazie ai nuovi connettori posti sul retro del motore permettono un cablaggio semplice e veloce.  L’offerta dei vari bus di campo permette di utilizzare i ns. motori LEXIUM con i principali controlli disponibili sul mercato così come utilizzarlo tramite gli ingressi analogici e digitali rendendolo adatto ad applicazioni singolo o multiasse.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria La generazione di PLC della LSIS segna il nuovo confine dell’automazione

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    La generazione di PLC della LSIS segna il nuovo confine dell’automazione

    Presente ormai sul mercato Asiatico da lungo tempo, LSIS sbarca in Europa attraverso Servotecnica SPA  con una gamma di controlli compatti e performanti in grado di gestire tutti i diversi tipi di tematiche inerenti l’automazione.La serie spazia dai controlli più piccoli fino a quelli più complessi coprendo in questo modo tutte le esigenze legate sia al processo (ridondanza) che ai costruttori di macchine (motion control) in maniera sempre efficace ed economica, grazie alla tipologia modulare dei diversi dispositivi.Il sistema di controllo presenta tutte le interfacce fieldbus presenti sul mercato. Per il motion vi è il master EtherCAT che consente il controllo fino a 32 assi con traiettorie interpolate e sistemi di camme programmabili in ambiente IEC 61131-3 PLCopen.Lo standard non riguarda solo il linguaggio di programmazione e l’interfaccia verso l’utente, ma coinvolge in un discorso globale anche gli azionamenti.I drive sono standard sia per i protocolli supportati per EtherCAT (DS402 CoE ed FoE) che per gli aspetti di sicurezza (IEC61508). La gamma parte dalle taglie più piccole (50W) con elettronica integrata fino alle taglie di 3.5Kw, con la tipologia distribuita azionamento/motore.La gamma si completa con moduli di I/O e pannelli operatore rendendo la soluzione completa sotto ogni aspetto applicativo.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Master EtherCAT XGF-M32

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    Master EtherCAT XGF-M32

    Nell’ambito dei sistemi di controllo la LSIS presenta il nuovo master EtherCAT XGF-M32.
    Il modulo, dalle dimensioni ridotte, può essere gestito con tutti i plc della serie LSIS, in quanto è dotato di una elettronica di controllo propria. Tra le caratteristiche principali vi è la possibilità di controllare 32 assi con profilo CoE e moduli di I/O. Inoltre on-board sono disponibili due canali encoder, con funzioni di line drive input o open collector, e segnali digitali di ingresso/uscita per svariate applicazioni.
    La filosofia mista di LSIS, centralizzazione/decentralizzazione, permette di utilizzare più moduli XGF-M32 su di un medesimo rack, anche con plc di potenza ridotta.
    La programmazione e gestione dei drive avviene per mezzo di blocchi funzioni compatibili con lo standard Plc Open IEC 61131-3. Tutte le funzioni principali legate all’interpolazione di traiettorie, singolo asse o multiplo, sono gestite all’interno del controllo XGF-M32 mediante un sistema multitasking.
    Il tool di configurazione XG-PM consente la preparazione e lo studio di profili di Camma per le diverse cinematiche e dinamiche legate ai processi di macchina. Inoltre l’intero ciclo o parti di esso può essere verificato senza scrivere il codice all’interno del controllo semplificandone i tempi di startup.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Tutto in uno: in uno spazio… in un prodotto… in un protocollo: il nuovo combo Pegasus di LSMecapion

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    Tutto in uno: in uno spazio… in un prodotto… in un protocollo: il nuovo combo Pegasus di LSMecapion

    Presente in diversi formati (40 mm / 60 mm), sempre ultracompatti, taglie di potenza che partono dai 50 W fino a 300 W: la serie “Pegasus” nuova gamma di motori con elettronica integrata della LSMecapion, distribuita in Italia da Servotecnica Spa, anticipa le nuove tendenze di mercato. Tra le note distintive del prodotto vi sono certamente quelle riguardanti gli standard. Per quanto concerne la selezione del Fieldbus, EtherCAT è stata la scelta naturale, a oggi è il bus di riferimento per le applicazioni di motion control. Il concetto però d’interfaccia perde di valore se non è associata ai profili richiesti dal protocollo stesso. Per questo motivo il nuovo Combo “Pegasus” è conforme al CTT (Conformance Test Tool) dell’ETG e presenta tutti i modi operativi richiesti dal mercato come il Ds402 e le variazioni sul tema come le funzioni di comunicazione CoE/FoE/EoE. La gestione operativa di configurazione e manutenzione è fattibile con un tool software di parametrizzazione. Diverse le funzioni disponibile onboard: è possibile assegnare un indirizzo fisico tramite un selettore hardware  ed una porta usb permette la comunicazione o l’aggiornamento firmware  in maniera diretta e semplificata senza intervento di personale qualificato. La sicurezza, tema di base, è gestita per mezzo d’ingressi STO certificati.

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria MICROMOTORI FAULHABER NEI ROBOT CHIRURGICI

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    MICROMOTORI FAULHABER NEI ROBOT CHIRURGICI

    I sistemi di telechirurgia mininvasiva sono l'ultima frontiera della robotica applicata alle operazioni chirurgiche sull’uomo.
    La necessità di operare sul paziente attraverso micro incisioni richiede sistemi precisi, performanti ed affidabili. La complessità delle operazioni medicali su umano e la chirurgia mininvasiva rappresentano un significativo miglioramento sia per il paziente che per gli operatori medici.
    Una ottimizzazione dei costi e delle prestazioni richiede strumenti operativi che devono rispondere esattamente a requisiti di flessibilità, ripetibilità ed ergonomicità. I movimenti del chirurgo devono essere replicati con estrema sicurezza e garanzia riducendo il rischio del fattore umano.
    I micromotori brushless FAULHABER sono impiegati per le caratteristiche di alta densità di potenza in dimensioni estremamente ridotte inoltre il sistema di commutazione elettronica garantisce il rispetto dei requisiti di compatibilità elettromagnetica indispensabili in ambito medicale. La tecnologia ironless permette elevata efficienza ,consumi ridotti e contenute temperature di esercizio .
    Si completa l’offerta con i micro riduttori di precisione FAULHABER che offrono un’alta coppia di trasmissione in dimensioni compatte e un grado di precisione e ripetibilità indispensabili per il posizionamento finale dello strumento di lavoro. Il range d'esercizio dei motoriduttori va da -30 a +125°C. Sono disponibili anche in versione sterilizzabile compatibile gli standard dei requisiti medici.
    Importanti costruttori di robot chirurgici hanno implementato nei loro dispositivi i micromotori FAULHABER per risolvere problematiche applicative non di semplice risoluzione.
    Negli strumenti snodati del robot sono stati utilizzati due micromotori brushless con feedback analogico integrato 1226A012B-K1855 accoppiati ai riduttori 12/4 64:1 per eseguire i movimenti di rotazione. Si tratta di posizionamenti ad altissima dinamica realizzati dal motion controller MCBL3003CK-Y2558-4226.
    Nei dispositivi portatili dei robot, si integra un micromotore a spazzole in metalli preziosi 2232U018SR per l’ eccellente compromesso fra coppia e dimensioni di questo particolare accoppiamento. L’encoder magnetico integrato IE2 da 512 impulsi e il riduttore di precisione 20/1 3,71:1 garantiscono l’alta precisione meccanica ed la elevata ripetibilità di posizionamento richiesta dalla applicazione .
    La gestione dell’asse avviene tramite il motion controller FAULHABER per micromotori in corrente continua MCDC3003 P CF. Il protocollo di comunicazione è CAN Open con il quale vengono trasmessi i comandi di posizione ,velocità e coppia . I controllori miniaturizzati e gli azionamenti dedicati a questi motoriduttori sono una parte essenziale per la buona riuscita della applicazione .

  • italiafranciagermaniaspagnainghilterrarepubblica cecairlandabelgioaustriasvizzeraisraeleportogallosloveniabulgaria Elmo Gold Whistle

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    Elmo Gold Whistle

    La natura compatta degli apparati medicali fa si che essi necessitino di un’elettronica con dimensioni ridotte e con una riduzione massima dei cablaggi necessari al funzionamento. Macchinari ad alte prestazioni, inoltre, si avvalgono di device ad elevata densità di potenza, abbinando un canale di comunicazione standard che permette una facile integrazione nei sistemi esistenti.
    L’azionamento digitale Gold Whistle di Elmo è lo strumento adeguato per le esigenze di questo mercato grazie alle sue dimensioni compatte (55 x 46 x 15 mm), l’estrema facilità di integrazione, le elevate performance (Advanced filtering and gain scheduling) e l’utilizzo del più comune bus di comunicazione (EtherCAT).
    Elmo propone soluzioni per una semplice integrazione su schede elettroniche, proprietarie e di realizzazione custom. Una seconda proposta per l'utilizzo di Whistle è mediante una piccola interfaccia con connettori compatti. Infine, per chi preferisce soluzioni più "protette", Elmo Motion Control propone "DC Whistle": una perfetta integrazione di Whistle all'interno di un box industriale, completo di una piastra dissipante. Tutte le proposte Elmo, hanno il comune obiettivo di evitare l'utilizzo di ventole per la dissipazione del calore.

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