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Ultime News

Che cos'è un motore torque sincrono?

Che cos'è un motore torque sincrono?

I motori torque, o motori coppia, sono indicati per una grande varietà di mercati quali robotica, semiconduttori, medicale e macchine utensili. Ma cos'è un motore torque? In questo video spieghiamo le caratteristiche e i vantaggi del motore di coppia.
16 Ottobre 2017
news
IncOder - Estensione della gamma

IncOder - Estensione della gamma

Servotecnica è lieta di annunciare l'estensione del range degli IncOder Zettlex. Ora gli encoder angolari induttivi sono disponibili in 200 milioni di opzioni.
Le nuove opzioni sono state incluse nella nuova versione della Guida Prodotto, ora divisa in tre parti:

  • Mini range - unità da 37 e 58mm
  • Midi Range - unità da 75 a 300mm
  • Maxi Range - unità da 325 a 595mm

Le nuove opzioni disponibili includono:

Interfaccia di comunicazione BiSS-C
Un protocollo di comunicazione sempre più popolare per gli endoer assoluto in ambito indusrtriale. Il BiSS-C è disponibile per tutte le taglie di IncOder.

Maxi range
Una nuova gamma di unità di larghe dimensioni da 325 a 595mm.

IncOder 90mm
Un'unità di 90mm è inclusa nel Midi Range. Stiamo già riscontrando un'ampia richiesta per questa opzione - soprattutto da quei clienti in cerca di una soluzione che possa sostituire gli inaffidabili encoder capacitivi.

Opzione per alte temperature
Fino a 105°C, anche con i nuovi cavi per alte temperature.

Opzione per alta pressione
Fino a 4.000 psi, il quale è particolarmente adatto per ROV e strumentazione per acque profonde

Opzione per immersione prolungata
Immersione prolungata sottacqua e in ambiente salino

Gamma estessa di connettori
Nuove opzioni di direzione cavi per l'opzione RFC11-14

Mark Howard, l'AD di Zettlex, commenta: "Negli ultimi 12-18 mesi, abbiamo continuato a sviluppare e ad espandere la nostra gamma di IncOder, testando le nuove opzioni e il design sul campo con i nostri clienti di classe A . Sappiamo quanto sia importante per i nostri clienti soddisfare tutte le specifiche quando si scelga un encoder per la propria applicazione. Per questo motivo annunciamo ora con soddisfazione il rilascio di queste ultime opzioni."

 

09 Ottobre 2017
news
Titan

Titan

Gli Azionamenti Digitali della serie TITAN sono l’espressione massima di potenza dei prodotti INGENIA.
In 172x206x30 mm sono disponibili 200 A continui e 300 A di picco con Bus di alimentazione da 12 a 800 VDC con la possibilità di generare 40 KW.

Si possono pilotare motori brushless, motori a spazzole e voice Coil. Adatti per comando di motori lineare e rotativi.

Accettano feedback da encoder incrementale, tachimetrica, Sin-Cos, encoder assoluti SSI, sensori di Hall analogiche, resolver.

Possono funzionare con comando analogico o PWM o protocollo CANopen e EtherCAT. A bordo trova posto una motion control. Sono disponibili 4 Ingressi e 2 Uscite digitali.

Soluzioni speciali con involucro lo rendono impiegabile in ambienti a bassa / alta temperatura o con pressioni elevate.

Programmazione attraverso software MotionLab con funzioni di autotuning, oscilloscopi dei parametri di moto e semplice interfaccia per programmare movimenti. Disponibile in versione plug and play con connettori o soluzione plug in da montare su motherboard.

 

06 Ottobre 2017
prodotti
Encoder Ottici vs Encoder Induttivi

Encoder Ottici vs Encoder Induttivi

Gli encoder ottici sono la scelta preferita dai produttori di macchinari sin dagli anni ‘70. Sono distribuiti da un alto numero di produttori e trovano spazio in una larga varietà di macchine industriali quali stampanti, macchine utensili CNC e robot. I tradizionali sensori di posizione induttivi, come resolver o LVDT, risalgono agli anni ’40 ma meno impiegati. Sono una valida alternativa se utilizzati in ambienti difficili come in abito aerospaziale, nella difesa, nel settore petrochimico, in situazioni tali che la loro robustezza e affidabilità fanno accettare il costo elevato il peso e la massa maggiore rispetto alle soluzioni ottiche. Tuttavia, un nuovo tipo di sensore induttivo sta guadagnando quote di mercato in molti settori, parliamo degli “incoder” che si possono considerare come una tecnologia ibrida tra ottico e induttivo. Disponendo di così tante e diverse tecnologie, per il progettista non è semplice fare una scelta ponderata. Questo articolo cerca di confrontare gli encoder ottici e induttivi esaminandone i pregi e le debolezze.

Cos’è un Encoder?

Va data innanzitutto una definizione di questo componente. Un encoder è un dispositivo che converte la posizione o il movimento in un segnale elettrico, solitamente con un codice digitale. Le definizioni sono molteplici infatti si parla di encoder rotanti, encoder angolari, sensori angolari, trasmettitori d’angolo. Per semplificare useremo il termine encoder che possono essere rotanti o lineari.

Una distinzione importante è se l’encoder sia assoluto o incrementale. In un encoder assoluto il segnale elettrico indica la posizione angolare o lineare subito dopo l’accensione. Gli encoder incrementali forniscono solamente informazione se c’è movimento. Alcuni encoder incrementali fornisco anche un segnale di riferimento, chiamato Index o Home, che si impiega come dato da cui far partire gli incrementi o i decrementi della posizione dell’albero.

Sono maggiormente impiegati gli encoder incrementali rispetto a quelli assoluti, anche se si sta invertendo questa tendenza soprattutto nelle nuove applicazioni. In molti settori come la robotica e nei sistemi di automazione si preferisce avere la posizione già in fase di accensione, senza dover prevedere una routine di azzeramento della posizione andando a trovare un punto di riferimento, che comunque prevede un movimento dell’asse interessato.

Il segnale elettrico generato dagli encoder incrementali sono due segnali A/B. Questo fa riferimento a 2 o più segnali in bassa tensione in quadratura tra loro che cambiano lo stato da alto a basso al cambiare della posizione. La direzione del movimento viene determinata tramite il flusso dei segnali A rispetto a B se sono in anticipo o se sono in ritardo. Per gli encoder assoluti il protocollo di comunicazione più comune è SSI (Synchronous Serial Interface) che tramite una comunicazione digitale a bit indicano la posizione assoluta.



Cos’è un Encoder Ottico?

In un encoder ottico è presente una sorgente luminosa che trasmette la luce verso un disco che presenta delle aperture che permettono il passaggio della luce e lo impedisce se non c’è apertura. Queste aperture o chiusure vengono chiamate “grating”o “griglia”. Un rilevatore ottico opposto al trasmettitore rileva la presenza o l’assenza di luce e genera un segnale elettrico corrispondente. Grazie alla griglia si determina lo spostamento angolare e se l’albero dell’encoder è in movimento e in quale direzione. Si possono arrivare a griglie con marcatura moto piccola, fino al micron, consentendo misure con elevato grado di precisione.

   
Figura 1 - Optical encoders use an optical sensor and an optical disk to measure angle.

Normalmente l’albero dell’encoder viene collegato meccanicamente alla parte mobile della macchina. L’albero dell’encoder ha dei cuscinetti di supporto e porta il disco ottico che è interposto tra emettitore e rilevatore. La connessione elettrica avviene tramite un cavo multicolore che fornisce l’alimentazione in corrente continua e trasporta i dati in uscita della posizione dell’encoder. La semplice interfaccia elettrica combinata alla facile reperibilità li rende facili da impiegare. Il punto debole è la sensibilità verso le vibrazioni, urti, materiali estranei e temperature estreme. Non vi è nessun avviso di un imminente errore, e questo può causare una segnalazione errata della posizione se non addirittura nessuna lettura, che può causare problemi molto rilevanti all’apparecchiatura. Quando i diametri sono di notevole dimensione si impiegano encoder ad anello; in questo caso la tolleranza tra testina di lettura ottica e la griglia ha tolleranze meccaniche molto ristrette che li rende molto sensibili verso polveri o particelle di sporco. Questi fattori scoraggiano l’impiego di encoder ottici in sistemi che richiedo alta affidabilità e sicurezza.

  • Punti di forza: Elevata risoluzione, largamente disponibile, elevata accuratezza
  • Punti di debolezza: delicati, sensibili a contaminazione esterna, possibilità di guasti importanti, range di temperatura limitato (-20°C to +70°C)


Cos’è un encoder induttivo?

Un encoder induttivo, spesso chiamato Incoder, utilizza principi induttivi per misurare la posizione di un rotore rispetto allo statore. Gli Incoder meccanicamente sono paragonabili ai resolver o agli LVD, ma la loro interfaccia elettrica è simile a un encoder ottico con un semplice alimentatore e segnale digitale in uscita.

Molti resolver tradizionali sono più simili ad un motore elettrico con avvolgimenti in rame sullo statore e un rotore metallico. L’accoppiamento induttivo sugli avvolgimenti statorici varia in base alla posizione del rotore. Anziché impiegare una tecnica costruttiva come quella impiegata nei trasformatori, gli Incoder usano circuiti stampati sia per lo statore che per il rotore, rendendoli meno ingombranti, più accurati e meno costosi da produrre.

I resolver e gli LVDT hanno dimostrato col tempo la loro affidabilità, precisione, robustezza e quindi vengo spesso impiegati in applicazioni ad alta affidabilità e sicurezza. Gli Incoder sono altrettanto facili da integrare come quelli ottici, richiedono solo un’alimentazione DC e forniscono un segnale digitale in uscita che rappresenta la posizione. Questo permette di paragonarli, in termini di vantaggi ai resolver, senza averne gli svantaggi.

Poiché gli Incoder non utilizzano componenti ottici non sono sensibili ai materiali estranei e non hanno limitazione dovute alla temperatura. Inoltre la misurazione della posizione non richiede un montaggio meccanico con alte tolleranze tra parte statorica e parte rotorica. Non necessitando di cuscinetti si ottengono anelli molto sottili e con grande foro passante che, con il peso ridotto, ne fanno una soluzione estremamente performante nei giunti rotanti, nei bracci robotizzati e negli attuatori.

 
Figura 2 - Examples of Inductive Encoders Gli Incoder sono disponibili con ampie misure sino a 600 mm di diametro, sono impiegati con successo nelle macchine utensili, sistemi aerospaziali, difesa e attrezzature mediche.
  • Punti di forza: Alta risoluzione, accuratezza, affidabilità, robustezza, lunga durata, tollerante a disallineamenti
  • Punti di debolezza: range di temperatura esteso (-100°C + 125°C)*
    *più ampio degli ottici ma non tanto quanto i resolvers


03 Ottobre 2017
white papers
Nuovo controllore EtherCAT DMC 52XX0

Nuovo controllore EtherCAT DMC 52XX0

Nuova motion controller fino a 32 assi, di facile integrazione in ogni applicazione EtherCAT.

Galil Motion Control, leader mondiale nel campo della tecnologia di controllo del moto, annuncia il lancio di una nuova serie di motion controller su base EtherCAT, la serie DMC-52xx0 può controllare fino a 32 assi e due moduli I/O. Grazie alle dimensioni contenute, alla disponibilità di I/O può facilmente essere integrata in ogni applicazione EtherCAT. Ciò che distingue questo controllore EtherCAT, rispetto ad altri, è l’estrema facilità di installazione; in pochi minuti l’utente può avere 32 motori funzionanti.

La serie DMC-52xx0 è disponibile in versione da 2-4-8-16 e 32 assi. Movimenti coordinati sono disponibili in banchi di 8 assi, con minime variazioni del linguaggio di programmazione sino ad oggi impiegato.

La DMC-52xx0 opera in Cyclic Synchronous Position (CSP) mode. Il loop è chiuso nel driver EtherCAT mentre il controllo Galil manda il profilo di moto ad una frequenza di 1 kHz. Supportando diversi driver EtherCAT è virtualmente un controllo aperto ad ogni tipo di applicazioni.

Progettata per risolvere complessi problemi di motion, la DMC-52xx0 può essere impiegata per applicazioni che richiedono il controllo in jogging, posizionamenti punto punto, contouring, interpolazioni lineari e circolari, assi elettrici, ECAM e PVT. Questo controllo permette una configurazione e programmazione facile, con pochi comandi di configurazione per la rete EtherCAT e tramite il linguaggio di programmazione tra i più semplici.

Il controllo DMC-52xx0 presenta di serie 8 ingressi e 8 uscite opto-isolate impiegabili come general purpose. Include anche 8 ingressi analogici e 8 uscite analogiche a 12 bit, su richiesta a 16 bit. E’ disponibile una porta Ethernet per comunicare verso altri PC e una parta EtherCAT verso gli azionamenti. Diversi drivers EtherCAT possono essere connessi in configurazione daisy-chain tramite un unico cavo, semplificando i cablaggi e l’installazione. Una ulteriore porta USB può essere impiegata come comunicazione alternativa verso altri PC. Le dimensioni del box sono estremamente contenute 247 x 127 x 40 mm e serve un’unica alimentazione da 90 a 250 VAC.


Dispositivi supportati:




Per ulteriori informazioni, visita la pagina Galil oppure contattaci.
22 Settembre 2017
news
Avvitatore Sensorizzato dal tocco magico con micomotore elettrico FAULHABER

Avvitatore sensorizzato dal tocco magico

Inconsciamente, ognuno di noi è in grado di stringere una vite facendo ricorso al tatto e alla propria sensibilità; è una facoltà che richiamiamo per tutte le applicazioni hobbistiche. Nella produzione industriale, questa abilità si traduce nel controllo della coppia di serraggio che garantisce un fissaggio sicuro e durata nel tempo.

I micro cacciaviti N-Gineric possono essere utilizzati manualmente o in sistemi automatizzati. Garantiscono un fissaggio sicuro di viti estremamente piccole fino a M0,6 impiegate nell'assemblaggio di prodotti quali: telefoni cellulari, orologi digitali e orologi da polso classici.

Modificando il mandrino si coprono serraggi di vite fino a M5.

Per assicurare che il processo di avvitatura sia affidabile, i mandrini sono dotati di un sensore angolare che misura posizione e coppia del filetto con precisone molto elevata. La coppia viene misurata in base alla deformazione di strain gauge che si deformano proporzionalmente alla coppia applicata, determinando una variazione di resistenza. Il risultato è un segnale che segue l’andamento della coppia applicata con una risoluzione molto elevata (24 bit).

L’alimentazione del rotore è fornita tramite induzione senza contatto tramite un sistema a bobina, 2000 misurazioni di coppia vengono eseguite ogni secondo e trasmesse in formato seriale opto-elettronicamente dal rotore allo statore, dove vengono decodificati.

Per questa tipologia di applicazione, è importante che il motore abbia una elevata potenza in dimensioni estremamente ridotte e una notevole dinamica perché è necessario una rapido controllo della coppia e della velocità per ogni processo di avvitatura e durante le varie fasi di avvitamento.


Senza dubbio, micromotore e microriduttore giocano un ruolo chiave

Il motore FAULHABER brushless, accoppiato ad un riduttore planetario, fornice le prestazioni ideali. Si ottengono cicli molto brevi grazie all’elevata capacità di accelerazione, ciò equivale ad un’eccellente produttività; inoltre la motorizzazione senza spazzole garantisce una durata elevata adatta per produzioni 24/7 giorni lavorativi.

Nelle applicazioni automobilistiche, le normative di sicurezza che riguardano i sistemi di avvitatura sono particolarmente severe (rischio classe A direttiva VDI 2862), i cacciaviti devono essere dotati di sensori per misurare almeno una variabile; con questi nuovi avvitatori si controllano sia la coppia che l’angolo di rotazione in modo diretto, oltre ad una ridondanza dovuta al un ulteriore controllo di una terza variabile sulla corrente assorbita dal motore. Tutto questo per garantire la sicurezza del sistema.


Misuriamo direttamente coppia ed angolo di rotazione

Questa tipologia di cacciavite garantisce di avere scelto la soluzione migliore perché protegge il processo produttivo automatizzato.

Il problema maggiore nel serraggio di viti di piccole dimensioni è il margine molto piccolo tra una vite allentata o la distruzione della stessa per eccesso di coppia di serraggio. Questo si evita impiegando cacciaviti di precisione che impiegano software applicativi Windows per renderli semplici e intuitivi all’operatore. Si possono impostare i parametri di avvitatura tramite una visualizzazione delle curve di avvitamento in tempo reale e rendo disponibili facilmente i documenti relativi al processo.

Grazie ai sensori auto adattivi è possibile eseguire una taratura del sistema all’inizio della produzione.

  Avvitatore Sensorizzato dal tocco magico con Micomotore Brushless FAULHABER
  Montaggio di una vite estremamente piccola.
Es: smartphone
   Avvitatore Sensorizzato dal tocco magico con Micomotore Brushless FAULHABER
19 Settembre 2017
application notes
Encoder Induttivi vs Encoder Capacitivi

Encoder Induttivi vs Encoder Capacitivi

Gli encoder capacitivi o induttivi possono sembrare, a prima vista, molto simili e gli aspetti che li differenziano possano apparire confusi. Entrambi utilizzano una tecnica di non contatto per la misurazione della posizione, e entrambi possono essere costruiti impiegando circuiti stampati. Tuttavia i principi fisici su cui si basano sono piuttosto diversi.
Questo articolo spiega queste diversità confrontandone i lati positivi e negativi che entrambe le soluzioni presentano.

Sensori Capacitivi – Principio di funzionamento

La scoperta della possibilità di immagazzinare grosse quantità di energia elettrica, è da attribuire allo scienziato Ewald George von Kleist, inventore del primo condensatore. Questo componente è formato da due piastre (o facce) conduttive separate da un materiale dielettrico, tipicamente aria, plastica o ceramica. Un semplice modello matematico del condensatore è mostrato in Figura 1.

esempio di condensatore semplice
Figura 1 - Un condensatore semplice

La permittività elettrica Ԑ, ovvero la quantità di energia elettrica trattenuta da un materiale non conduttore sottoposto ad un campo elettrico, è costituita da due parti Ԑr e Ԑ0 dove Ԑr è la permittività statica relativa (anche chiamata costante dielettrica) del materiale tra le due piastre, Ԑ0 la permittività statica nel vuoto. (Ԑ0 = 8.854E-22 F/m).

Il principio capacitivo è utilizzato in dispositivi quali telefoni, tablet, cellulari che impiegano la tecnologia touch screen, ovvero rilevano la presenza o l’assenza di un dito grazie alla variazione della costante dielettrica Ԑr che va a cambiare la capacità.

Una seconda applicazione è rappresentata dal sensore capacitivo di spostamento ovvero una riga lineare capacitiva o un encoder capacitivo rotativo; questi sensori lavorano sulla variazione di capacità tra le facce del condensatore. Come si può notare dalla Figura 1 la capacità varia in proporzione alla distanza tra le facce (d) e all’area di sovrapposizione (A). Lo spostamento può essere misurato assialmente variando d, oppure in direzione planare variando l’area di sovrapposizione A. Le facce del condensatore possono essere costruite impiegando circuiti stampati, il che permette un notevole vantaggio in termini economici. Per memorizzare qualsiasi quantità significativa di carica la dimensione d deve essere piccola rispetto all’area delle piastre. Solitamente d è 1 mm. I sensori capacitivi lineari o rotativi, sono costruiti in modo tale che lo spostamento provochi una variazione in A o in d. In altre parole una faccia è sull’elemento mobile del sensore mentre l’altra faccia è sull’elemento fisso. Mentre i 2 elementi si spostano tra loro si ha una variazione della superficie capacità C del condensatore.

Purtroppo la capacità è anche influenzata da fattori diversi dallo spostamento. Se il materiale dielettrico è circondato da aria, la sua permittività varia sia con la temperatura sia con la presenza di umidità, infatti l’acqua ha una diversa costante dielettrica rispetto all’aria; cambiando la permittività cambia di conseguenza la capacità. A meno che il materiale dielettrico non venga sigillato, i sensori capacitivi non sono adatti a lavorare in ambienti con sbalzi termici elevati o con probabilità di condensazione e/o variazioni di umidità.
La necessità intrinseca di avere una distanza tra le facce del sensore molto contenuta rispetto alle dimensioni delle facce stesse, comporta una grande precisione meccanica per l’installazione. Questo fattore implica un aumento notevole del costo di installazione; Oltretutto si dovrà tenere contro anche dell’espansione termica e dell’influenza che possono avere eventuali derivanti dalla struttura esterna al sensore che avranno ripercussioni sulla distanza tra e facce del condensatore e causando una distorsione della misura.

Inoltre l’effetto capacitivo si basa sulla conservazione della carica elettrica nel condensatore. Se il sistema attorno al sensore genera cariche elettrostaiche, queste possono influenzare negativamente la misurazione. In casi estremi il sensore non funziono affatto o, peggio ancora, il disturbo elettrostatico genererà una misurazione credibile ma errata. La messa a terra del sistema meccanico su cui viene installato il sensore, può essere una soluzione ed è indispensabile per i sensori angolari capacitivi in cui l’albero rotante genera cariche statiche derivanti dal rotolamento dei cuscinetti, dagli ingranaggi o dalle pulegge.

Sensori induttivi – Principio di funzionamento

Nel 1831, Michael Faraday, scoprì che una corrente alternata che percorre un conduttore può indurre una corrente in senso opposto in un secondo conduttore affiancato al primo. Questo principio di induzione viene ampliamente usato come base di misura della posizione e della velocità nei resolver, nei synchro e negli LVDT. La teoria di base può essere spiegata considerando 2 avvolgimenti, uno definito trasmettitore (Tx) a quale si applica una corrente alternata, ed il secondo che funge da ricevitore (Rx) nel quale viene indotta una corrente:

Legge induzione di Faraday
Figura 2 - Principio induzione di Faraday

La tensione nell’avvolgimento di ricezione è funzione dell’area delle bobine, della geometria della distanza tra le due. Tuttavia, come con i sensori capacitivi, anche per i sensori induttivi diversi fattori possono influenzare il comportamento delle bobine. La temperatura è uno di questi, ma può essere eliminato semplicemente impiegando più bobine di ricezione e calcolando la posizione dal differenziale tra i segnali ricevuti (come in un trasformatore differenziale). Di conseguenza se la temperatura cambia, l’effetto viene annullato poiché il differenziale tra i segnali ricevuti è inalterato per una data posizione.

A differenza dei sistemi con tecnologia capacitiva, quelli con tecnologia induttiva sono meno influenzati dagli agenti esterni come acqua e particelle. Poiché le bobine possono essere distanziate in modo rilevante, la precisione meccanica per l’installazione è meno importante e i due elementi, quello fisso e quello mobile hanno tolleranze di montaggio abbastanza elevate. Ciò aiuta a ridurre i costi di installazione e permette l’incapsulamento dei componenti permettendo ai sensori di resistere a sollecitazioni esterne come vibrazioni, essere immune a sostanze gassose o presenza di polvere.

I sensori induttivi forniscono una soluzione ottimale per quelle applicazioni che prevedono un alloggiamento in ambienti particolari tipici delle applicazioni per la difesa, aerospaziale e nell’industria petrolifere.

Uno dei maggiori inconvenienti dei sensori induttivi è che per la costruzione impiegano delle bobine di ferrite che devono essere costruite con particolare accuratezza per ottenere una misurazione precisa della posizione. Un numero significativo di bobine deve essere impiegato per ottenere un segnale elettrico stabile e questo li rende ingombranti, pesanti e costosi.

Si pensa che i sensori induttivi siano particolarmente sensibili a disturbi elettromagnetici ma l’impiego, con successo, dei resolver come elemento adatto per pilotare la commutazione e controllare la velocità dei motori smentisce completamente questa teoria. Sia i resolver che gli LVDT sono la soluzione per applicazioni aerospaziali o civili già da molti anni.

Un differente approccio ai sensori induttivi

Un approccio diverso ai sensori induttivi è quello di impiegare una tecnologia di stampa laminare per la realizzazione delle bobine anziché impiegare le bobine in ferrite, ed è la soluzione impiegata da Zettlex. Questo comporta che gli avvolgimenti possono essere prodotti in rame inciso o stampato su differenti varietà di pellicole in poliestere o carta oppure laminati su ceramica. In questo modo si realizzano avvolgimenti molto precisi raggiungendo una prestazione di misura molto maggiore a costi contenuti, peso degli avvolgimenti contenuto pur mantenendo inalterata la robustezza.

sensore induttivo zettlex sporco ma perfettamente funzionante con circuiti stampati multistrato
Figura 3 - Esempio di un Sensore a Induzione sporco ma perfettamente funzionante con circuiti stampati multistrato

Gli IncOder Zettlex sono dispositivi senza contatto tra i due elementi principali, ciascuno a forma di anello. L’ampio foro rende più facile il montaggio su alberi passanti, su collettori rotanti, fibre ottiche, tubi e cavi. IncOrder non richiedono un montaggio meccanico con alte tolleranze, il rotore e lo statore possono facilmente essere avvitati alle parti meccaniche della macchina. La misurazione non viene influenzata da elementi esterni e sono ideali per ambienti difficili in cui i dispositivi capacitivi potrebbero risultare inaffidabili.

In conclusione

I benefici dei tre differenti sensori sono indicati nella tabella sottostante. Si può notare che dei tre sistemi quello con approccio induttivo non tradizionale, impiegato da Zettlex, è quello che elenca il maggior numero di vantaggi.

  Capacitive Inductive (Traditional Coils) Inductive (Printed Coils)
High Resolution  x  x  x
High Repeatability   x  x  x
High Accuracy  x  x  x
Resilience to Dirt, Water or Condensation    x
Resilience to electrostatic effects   x  x
Robust EMC Operation   x  x  x
Low Thermal Drift      x
Easy to Install    ?  x
Compact  x    x
Lightweight  x    x
Economical  ?    x
11 Settembre 2017
white papers
Attuatori Linear Elettrici StepperN Captive - K Series

Captive K Series

Gli Attuatori Lineari della Serie K di DINGS', sono costituiti da motori passo passo ibridi, vite e madre in versione Captive. Per questa serie K, la vite trasla senza avere la possibilità di ruotare grazie ad un sistema integrato di antirotazione esterno al motore; ciò permette di aumentare la compattezza della motorizzazione.

L’albero esterno si caratterizza da scanalature. Sono disponibili nelle taglie NEMA 8, NEMA 11, NEMA 14, NEMA 17, ossia con flangia quadra da 20, 28, 35 e 42 mm. Le spinte raggiungibili vanno da 45 N nella versione NEMA 8, 140 N per i NEMA 11, 230 N per Nema 14, sino a 320 N per Nema 17. Esistono per ogni taglia due versioni di motori: ad un singolo stack e con 2 stack. Il passo vite può essere scelto tra diverse soluzioni, un passo piccolo da più spinta e bassa velocità, al contrario un passo maggiore disporrà di velocità maggiori con spinte inferiori. Il passo vite minore è da 0.3048 mm quello maggiore è di 8 mm le velocità di avanzamento vanno da 3,8 mm/sec sino a 100 mm/sec. A seconda della taglia le corse partono da 9 mm sino a 63,5 mm.

Questi attuatori lineari rappresentano la scelta più indicata per applicazioni che richiedono precisione di posizionamento, alte forze di spinta e basse velocità di traslazione abbinate ad una semplicità di pilotaggio. Tra le personalizzazioni a richiesta: passo della vite, possibilità di avere un encoder rotativo e customizzazione dell'avvolgimento.

01 Settembre 2017
prodotti
Guida pratica ai sensori di posizione

Guida pratica ai sensori di posizione

Questo documento è per ingegneri, tecnici e studenti - pensato specialmente per chi ha bisogno, in poco tempo, di apprendere le basi su controllo di posizione e sensori di posizione. Il documento è deliberatamente sintetico e mira a dare una visione d’insieme piuttosto che trattare l’argomento approfonditamente.
27 Luglio 2017
blog
Che cos'è uno Slip Ring?

Che cos'è uno Slip Ring?

Gli Slip Rings sono dispositivi elettromeccanici che permettono la trasmissione di potenza e segnali elettrici in modo continuativo da una parte statica ad una in rotazione o viceversa.
Tra i tanti nomi per individuare questo componente troviamo: collettori rotanti, giunti rotanti elettrici, contatti striscianti, …
È chiaro che questa soluzione, capace di rotazione continua, può semplificare significativamente le fasi di montaggio e assemblaggio evitando l’uso di sistemi articolati con cablaggi complessi con la possibilità di danni e tempo fuori servizio, diminuendo drasticamente gli interventi di manutenzione.
Gli Slip Rings, a seconda della tecnologia di trasmissione, sono in grado di gestire potenza, dati o entrambi in un’unica soluzione combinata; il range di potenza può variare da milliwatts a megawatts dipendentemente dalle richieste applicative e dalla configurazione; i dati possono inoltre essere digitali o analogici I/O ma anche bus di campo (fieldbus) fino a 1Gb/s.
27 Luglio 2017
blog
TITAN - Drive super compatto fino a 300 A

TITAN - Drive super compatto fino a 300 A

Nuovo Servo Drive Digitale TITAN, il più compatto nella gamma Ingenia, in grado di controllare motori con corrente di picco fino a 300 A.

Il Servo Azionamento elettrico TITAN, ha una dimensione di soli 172x206mm ed è in grado di controllare motori ad alta potenza per applicazioni che richiedono performance particolarmente spinte.

TITAN GO è pronto ad interfacciarsi con networks EtherCAT o CANopen o con applicazioni standalone.
Per un’integrazione più facile, è disponibile la versione CORE con connettori personalizzati.

Anche per il nuovo TITAN, come per tutti i suoi Drive Digitali, INGENIA propone il software di programmazione e tuning MOTION LAB.


Continuous Current 200 ARMS
Peak Current 300 ARMS
Supply Voltage 12-800 VDC
Dimensions 172 x 206 x 30 mm
Communications USB, RS232, RS485, CANopen, EtherCAT
Feedback  Digital Encoder, SinCos Encoder, Digital Hall, Analog Hall, Resolver, SSI, Sensorless, DC Tachometer, Analog Input, PWM Encoder
Motor Type DC Brushed, Rotary Brushless, Linear Brushless, Voice Coil
Command Source Network Interface, Standalone, Analog Input, Step and Direction, Encoder Following, Electronic Gearing, PWM
Motion Mode Profile Position, Profile Speed, Profile Torque, Cyclic Sync Position, Cyclic Sync Velocity, Cyclic Sync Torque, Homing, Open Loop Vector, Open Loop Scalar
Environment Industrial, Pressure Tolerant, High Temperature, Low Temperature 
Digital Inputs 4 PLC & TTL
Digital Outputs 2 PLC & TTL
Size (WxL) 172 x 206 mm



25 Luglio 2017
news
Motore Lineare vs Cinghia di Trasmissione

Motore Lineare vs Cinghia di Trasmissione

Quali sono i vantaggi di Motore Lineare sincrono? Usati in sistemi di trasporto, scanning e di stampa, i motori lineari posso migliorare in maniera consistente la produttività e l'efficienza di processo.

Questo video mostra due profili di moto diversi, comparando un motore lineare a una cinghia di trasmissione.
24 Luglio 2017
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